Mattarella all'Università di Udine: «Fu fondamentale nel post terremoto»

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Mattarella all'Università di Udine: «Fu fondamentale nel post terremoto»
Il capo dello Stato ha incontrato, nel corso di una cerimonia informale che si è tenuta prima di accedere alla platea del teatro Giovanni da Udine, il rettore dell'Università di Udine, Alberto De Toni, alla presenza della presidente Fvg, Debora Serracchiani, del presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, e di rappresentanti delle autorità tra le quali il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto. Nell'occasione il rettore ha donato al capo dello Stato una canna d'organo, «un ricordo di questa partecipazione creato dal nostro laureato honoris causa, il maestro organaro Gustavo Zanin, che nel corso della sua lunga attività ha realizzato quattrocento organi in tutto il mondo».

Mattarella ha ascoltato con interesse quanto il maestro Zanin gli ha spiegato a proposito del simbolico dono scelto come testimonianza del saper fare friulano. «Signor presidente - ha detto Zanin - questa è una canna di un melodioso organo corrispondente alla nota musicale Fa, a significare e confermare il fare di queste genti che già hanno fatto molto, che sanno fare bene e che ancora meglio faranno», ha spiegato il maestro Zanin, aggiungendo un ringraziamento «per la sua presenza in queste sacre terre».

Prima di avviarsi in platea, Mattarella ha stretto la mano a Stefania Collavin, vedova di Cristian Rossi, l'imprenditore di Reana del Rojale vittima nel 2016 della strage di Dacca, assieme al friulano Marco Tondat e altri sette connazionali. «Il presidente Mattarella mi aveva ricevuta in un incontro al Quirinale lo scorso luglio assieme agli altri parenti di vittime del terrorismo. Oggi ha tenuto a incontrarmi nuovamente, chiedendo notizie delle mie due figlie», ha reso noto al termine dell'incontro Collavin che oggi ha consegnato al capo dello Stato una lettera in cui ha aggiornato lo stato di fala situazione in merito alle problematiche che riguardano i risarcimenti per le vittime di terrorismo.

«L'apertura dell'anno accademico sottolinea il nuovo, nella ricerca e nell'insegnamento, che ogni anno viene rinnovato e vissuto in qualunque ateneo. Ogni anno la ricerca fa passi avanti e l'insegnamento si giova di essa e progredisce. Ogni volta la didattica di un ateneo è un'invenzione ed è questa vitalità che rende la rete dei nostri atenei preziosa per il Paese». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di apertura del 40. anno accademico dell'università di Udine. Mattarella ha anche sottolineato che i 40 anni di storia dell'ateneo friulano «richiamano un altro aspetto fondamentale per un'università, ovvero il rapporto con il territorio». Spiegando che pochi atenei hanno un legame così forte e intenso con il proprio territorio come quello udinese, il presidente della Repubblica ha rimarcato che l'università è nata dopo il terremoto ed è stata un
«elemento propulsore della ricostruzione», chiarendo che il ruolo dell'ateneo «è stato decisivo per la ricostruzione e il rilancio del territorio». Guardando al presente e al futuro, il capo dello Stato ha evidenziato che l'università di Udine rappresenta una sfida vinta e che «si è sviluppata nel corso del tempo ampliando la propria offerta formativa e il proprio prestigio internazionale e contribuisce a quel fronte indispensabile che l'attività degli atenei offre al nostro Paese».

«La presenza del capo dello Stato  è il riconoscimento di un lungo lavoro che ha portato l'ateneo friulano a conquistare un ruolo importante, crescendo negli anni fino a raggiungere un alto rango a livello nazionale, restando sempre fedele alla sua missione di servizio alla crescita morale e materiale del Friuli». Lo ha affermato oggi a Udine la presidente della Regione, Debora Serracchiani, intervenuta alla cerimonia di apertura del 40. anno accademico alla presenza del presidente della Repubblica.

Mattarella aveva già visitato il Friuli Venezia Giulia nel 2016 in occasione delle celebrazioni per il 40. anniversario del terremoto e, successivamente, il 26 ottobre era ritornato in regione fra Trieste (62 anni dal ricongiungimento della città all'Italia), Doberdò del Lago (incontro con il presidente sloveno, Borut Pahor, per l'inaugurazione di un monumento ai caduti sloveni nella Grande Guerra) e, infine, Gorizia. «La Regione - ha continuato Serracchiani - ha sempre guardato con attenzione speciale alle università presenti sul territorio che hanno saputo stringere alleanze importanti e puntare assieme verso le sfide del futuro, come ha giustamente sottolineato il rettore De Toni parlando dell'Industria 4.0. Nei limiti circoscritti dalle competenze regionali proseguiremo ad accompagnare e sostenere equamente i nostri atenei, considerandoli il propellente della ricerca, della formazione e anche della convivenza civile». Per Serracchiani «l'ateneo di Udine, giovane di età ma dalle radici profondamente confitte in tutti gli strati della società friulana, può essere giustamente orgoglioso di questa giornata in cui la prima carica dello Stato gli ha reso onore, riconoscendo lo straordinario e speciale rapporto con il territorio». Al termine, la presidente ha voluto ringraziare il personale della Regione che ha collaborato all'organizzazione della cerimonia assieme al cerimoniale del Quirinale e all'università di Udine.
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Lunedì 13 Novembre 2017, 13:28






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2 di 2 commenti presenti
2017-11-13 20:58:54
Doveva invece visitare le zone terremotate del Sud dove, dopo decenni, si continua ancora a sprecare denaro e niente viene fatto.
2017-11-13 18:01:47
Ma sapeva dove si trovava Udine o lo hanno accompagnato?