Coi soldi dei clienti italiani la squillo cinese compra case per un milione di euro

Coi soldi dei clienti italiani la squillo cinese compra case per un milione di euro

di Paola Treppo

PALMANOVA (Udine) - Si è conclusa all’alba di oggi, martedì 26 settembre, la complessa e prolungata indagine condotta dalla stazione dei carabinieri di Palmanova, comandata dal luogotenente Antonio Tomaiuolo, finalizzata a contrastare il fenomeno della prostituzione nella città stellata, attuata all’interno del centro massaggi “Luna”, situato alle porte della città, fuori le mura.

Iniziata nell’aprile di quest’anno e condotta con i classici servizi di osservazione, controllo e pedinamento, coordinati dal maresciallo maggiore Vittorio La Notte, sia con più complesse attività tecniche, si è conclusa con l’esecuzione di misure cautelari in carcere disposte dal gip del tribunale di Udine, Andrea Comez, che recepiva integralmente tutte le risultanze raccolte dalla stazione di Palmanova, su proposta del pubblico ministero Giorgio Milillo, che ha coordinato le indagini.

A finire in carcere sono due cittadine cinesi, mentre altre sette, cinque cinesi e due italiani, sono state deferite in stato di libertà. Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sono i capi d’accusa contestati a tutti.

Le cittadine cinesi arrestate si chiamano Cen Muzhi, 49enne, residente a Porpetto (Ud), dipendente e amministratrice di fatto del  centro massaggi “Luna”, e Shi Xiaoyang, 32enne, residente a Udine, dipendente  e collaboratrice del centro massaggi, le quali sfruttavano l’attività di prostituzione di una loro connazionale, partecipandone ai proventi e ricavandone un ingiusto profitto. Entrambe sono state associate alla casa circondariale di Trieste.

La medesima ordinanza di misura cautelare con obbligo di presentazione alla pg è stata notificata a due cittadini italiani, che con il loro comportamento, pur essendo a conoscenza dell’attività di prostituzione all’interno del centro massaggi “Luna”, hanno favorito, agevolandola l’attività stessa, accompagnando frequentemente le ragazze con la propria auto al locale e occupandosi delle varie incombenze giornaliere connesse all’attività, tra le quali, il cambio delle lenzuola, la fornitura di acqua potabile al centro, il controllo della posta e l’effettuazione di spese e manutenzioni varie. Si tratta di P.I., 82enne di Bagnaria Arsa (Ud) e di F.R., 52enne di Porpetto (Ud), convivente dell’arrestata Cen Muzhi.

Il provvedimento è stato anche notificato a diversi cittadini cinesi, denunciati in stato di libertà, in quanto a conoscenza dell’attività di prostituzione, la favorivano, occupandosi di incombenze  varie all’interno del centro massaggi, partecipando inoltre ai proventi della prostituzione. Si tratta di Y.U., 40enne, dipendente occasionale del centro massaggi e residente a Monfalcone (Go), J.J., 57enne, residente a Monfalcone (Go), pregiudicato per reati contro il patrimonio e  Z.Y., 47enne, domiciliato a San Giovanni al Natisone (Ud).

Oltre a loro sono stati deferiti in stato di libertà anche i cittadini cinesi co-titolari del centro massaggi “Luna”, ritenuti responsabili di tollerare e favorire l’attività di prostituzione delle cinesi arrestate.  Si tratta di C.J, 30enne, residente a Venezia, di fatto irreperibile, già indagato per gli stessi reato e X.S., 43enne, residente a Palmanova (Ud).

Il centro massaggi “Luna” è stato sottoposto a sequestro preventivo, mentre a carico degli indagati sono state effettuate delle perquisizioni personali e domiciliari.

Queste ultime hanno permesso di sequestrare 11.000 euro in contanti, due carte di credito della Bank of China, il contratto di compravendita di una casa in Cina per un valore di 250.000 Euro, sette telefoni cellulari, un notebook e documentazione contabile idonea a ricostruire il giro di affari del centro massaggi nell’ultimo biennio. A questo primo contratto di compravendita se ne sono poi aggiunti altri: la cinese insomma, da inizio attività a Palmanova, era riusciuta a mettere da parte un milione di euro poi investiti in Cina in case e immobili

Le prestazioni sessuali avevano un costo per i clienti che variava dai 50 ai 100 Euro, a seconda del servizio richiesto e che in certi casi arrivava anche al rapporto completo. Si stima che l’incasso giornaliero si attesti sui 400 euro.

La fase conclusiva e l’odierna esecuzione delle misure cautelari è stata portata a termine con la collaborazione del Norm della compagnia di Palmanova, comandato dal maresciallo maggiore Alessandro Maggio, con l’aiuto dei militari delle stazioni di Pavia di Udine, Villa Vicentina, Torviscosa e San Giovanni al Natisone.

Ulteriori particolari sono stati forniti durante la conferenza stampa, tenuta dal comandante della compagnia carabinieri di Palmanova, capitano Stefano Bortone, il quale ha precisato che dal 2013 l’attività criminale ha fruttato la bellezza di un milione di euro che sono serviti per l’acquisto di 5 case in Cina e di altri immobili.
 
 

 
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Martedì 26 Settembre 2017, 15:47






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5 di 11 commenti presenti
2017-09-27 09:54:01
Che aspettiamo ad aprire i casini? Quei soldi potrebbero esere utilizzati per evitare che gente come me debba andare in pensione a 70 anni.
2017-09-27 08:33:52
Se invece di perdere tempo nel nulla, venisse abolita la legge Merlin, si toglierebbe potere alla microcriminalità e lo stato incasserebbe 2 soldini. Queste cose però sono realtà solo nei paesi civili, non certo in Italia.
2017-09-27 07:13:07
Legalizzare, regolarizzare e tassare.
2017-09-27 02:58:26
Tutto esentasse... mi piacerebbe proprio sapere perchè non vogliono finalmente regolamentare la prostituzione in Italia.
2017-09-26 19:59:15
un milione diviso 400 al giorno fanno 2500 giorni che sono quasi 7 anni. e tutto senza contare le spese e tutto il resto. a me i conti non tornano.