Assalto al radicchio di montagna: «Un massacro, serve un patentino»

Assalto al radicchio di montagna: «Un massacro, serve un patentino»

di Paola Treppo

PONTEBBA (Udine) - È iniziata la raccolta e la lavorazione del Radic di Mont, il delizioso e ricercatissimo radicchio di montagna, il cui nome scientifico è cicerbita alpina o lactuca alpina, della famiglia delle asteraceae; e scatta l'emergenza della raccolta massiva da parte di inesperti. A lanciare l’allarme è Luigi Faleschini, il presidente dell’associazione per la Promozione e la tutela del Radic di Mont, associazione legata al presidio Slow Food Radic di Mont del Friuli Venezia Giulia, che riunisce 11 persone, in rappresentanza di Carnia, Valcanale, Canal del Ferro, aree dove nasce e cresce, allo stato spontaneo, il radicchio di montagna. 
 

Legge inadeguata 
Sono in tutto 4 i produttori che, nell'ambito dell'associazione, lavorano il radicchio per poi offrirlo al consumatore, conservato sott'olio e in agrodolce. «La legge regionale vigente relativa alla raccolta e alla detenzione delle erbe spontanee - spiega Luigi Faleschini - non riesce a tutelare il prodotto e l’ambiente in cui nasce e cresce; anche quest’anno abbiamo iniziato la raccolta del radicchio delle nostre aree montane, sopra ai mille, millecinquecento metri di altitudine». 

La normativa prevede che se ne possa raccogliere e detenere un kg al giorno, a persona. Mediamente da un kg di radicchio raccolto si ottiene una resa di prodotto trasformato del 40%. ‚ÄčDopo la raccolta inizia un lavoro certosino di pulizia a mano, germoglio per germoglio: mediamente vengono puliti circa un paio di kg ogni ora. Poi il radicchio viene scottato, acidificato e messo in vasetto. Si procede infine alla fase di pastorizzazione per un'adeguata conservazione nel tempo.

Una raccolta faticosa 
«Stiamo cercando di sensibilizzare e proporre, insieme all’Arpe Fvg, l’Associazione regionale produttori erbe, una discussione costruttiva sui contenuti della legge. La norma, infatti, allo stato attuale, impedisce a noi produttori di radicchio lavorato e conservato, di ottimizzare le fasi della raccolta e di trasformazione. Risulta molto faticoso andare in quota per raccogliere piccole quantità giornaliere». 

Rischio depauperamento della specie
«La raccolta necessita di essere tutelata in certi ambienti di crescita per evitare il depauperamento della specie, causato da una raccolta massiva da parte di un pubblico sempre più numeroso, attratto dal mondo delle erbe e dei funghi spontanei, ma non sempre sensibile al rispetto dell'ambiente, perché impreparato. Proponiamo l’istituzione di un patentino, per coloro che, dopo un’adeguata formazione, possano risultare in possesso dei requisiti necessari, da individuare insieme agli esperti del settore».
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Sabato 17 Giugno 2017, 11:46






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5 di 6 commenti presenti
2017-06-18 20:15:51
Il patentino non mira a salvaguardare l'ambiente, perche' non c'e' nessuna raccolta massiva, ma il portafoglio di quella decina di persone che si e' impegnata in questo affare. Ogni rispetto per la loro iniziativa commerciale, ma boschi e prati sono di tutti e chi si china a raccogliere erbe in montagna sa esattamente quello che fa.
2017-06-18 09:57:43
A quando il patentino per la raccolta delle piantine di papavero in primavera? Oppure delle "radicee" detti anche spinaci selvatici in settembre/ottobre?
2017-06-17 19:25:56
E certo, perché lo raccolgono non lo comprano piu dai produttori, e siccome che é una specie selvatica, pribpva di alcun brevetto, possono solo rompere le palle.....
2017-06-17 14:13:12
Ma il patentino serve a guidare il radicchio fino alla pentola?! Si tratterà di una autorizzazione amministrativa!
2017-06-17 12:50:54
Non resta che tentare di coltivarlo...