Alberghi diffusi, crescita a 2 cifre in Fvg: piace l'accoglienza familiare

La stanza di una casa storica che fa parte dell'Albergo Diffuso di Lauco

di Paola Treppo

FRIULI VENEZIA GIULIA - Crescita a due cifre per gli alberghi diffusi: al turista piace l'accoglienza familiare. L’Associazione Alberghi Diffusi del Friuli Venezia Giulia fa segnare, infatti, nel 2017, un aumento del fatturato che è crescito del 16,8 per cento. Dati significativi che si traducono in un +2,8 per cento di presenze, quasi 42mila complessivamente. Anche dove le presenze sono diminuite, peraltro, il risultato è stato frutto di una riduzione dei posti letto in gran parte compensata da una migliorata redditività per ciascuna presenza.

Quasi 42mila presenze
«In questi giorni i nostri associati ci hanno fornito i primi dati relativi al 2017 e si tratta di numeri che confermano il trend positivo di crescita dell’ospitalità diffusa: un tipo di ospitalità nato nella nostra regionale e sempre più apprezzato; è particolarmente positivo si sia consolidata soprattutto la capacità di generare marginalità positiva», dice Lucia Miotti, presidente dell’associazione che riunisce gli alberghi diffusi della regione.

Il sistema sta crescendo e maturando
Il dato più rilevante riguarda la crescita del fatturato, molto superiore a quella delle presenze: «Significa che ogni singolo posto letto “venduto” ha generato una maggiore redditività: il sistema sta crescendo e maturando. Una sfida necessaria per la sostenibilità di un sistema che, anno dopo anno, continua a generare ricchezza e opportunità in territori dove i flussi turistici sono altrimenti limitati e gli alberghi diffusi si occupano di un’azione di vera e propria promozione territoriale».

La stima dell’indotto generato dagli ospiti degli Alberghi Diffusi in FriuliVg, riferito soltanto agli stranieri, dice che ogni anno questi turisti spendono almeno 1,7 milioni di euro sul territorio montano, in borghi e località spesso al di fuori dei principali poli turistici regionali. Soddisfazione anche da parte di Confcooperative, espressa dal suo presidente provinciale udinese, Flavio Sialino: «I dati confermano la bontà sostanziale di un progetto che fonda le sua radici nel legame con il territorio».

Verso nuove forme aggregative
«Da parte nostra, ci confermano anche nell’intenzione di voler sostenere e promuovere lo sviluppo di questa particolare forma di ricettività che tutta l’Italia studia e ci invidia. Per sostenere questo processo di crescita - conclude la Sialino -, vediamo con favore il fatto che le istituzioni regionali incoraggino anche forme aggregative tra gli stessi alberghi diffusi: potrebbe essere la strada migliore per consolidare i passi avanti compiuti in questi ultimi anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 7 Febbraio 2018, 08:52






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