Suicidio assistito: anche un triestino in lista d'attesa per la Svizzera

Suicidio assistito: anche un triestino in lista d'attesa per la Svizzera

di E.B.

TRIESTE - C'è anche un triestino, malato di Sla, nella lista d'attesa composta da quelle persone che intendono porre fine ai loro giorni in Svizzera dove viene praticato il suicidio assistito. Lo rivela l'emittente televisiva locale Telequattro sulla base della conferma giunta direttamente dal presidente dell'associazione Exit Italia Emilio Coveri. Il triestino affetto da sclerosi laterale amiotrofica si era iscritto assieme alla moglie lo scorso novembre: l'uomo ha sottoscritto il proprio testamento biologico esprimendo così ufficialmente la volontà riguardo alla fine della propria vita. A gennaio ha inviato la richiesta di attivazione ossia le prassi che precedono le fasi finali del percorso compresa la messa a disposizione dell'ambulanza eventualmente attrezzata per raggiungere una delle quattro cliniche svizzere che praticano l'eutanasia: Zurigo, Berna, Basilea e Lugano. Almeno 50 italiani vanno a morire in Svizzera ogni anno: spesso ad iscriversi sono coppie, anche omosessuali e non pochi cattolici.





 
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Giovedì 2 Marzo 2017, 14:31






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3 di 3 commenti presenti
2017-03-07 08:54:48
si chiama "giurisdizione" e tante volte gli italiani all'estero sono stati condannati/detenuti dal paese dove hanno compiuto i crimini (gravi): anche perché vedi balordini in Italia anziché fargli scontare la pena li acclamano! pero' se un delinquente straniero es: "scafisti" e "trafficanti di uomini" commette i reati in Africa su Persone Africane e su un Battello Africano qualcuno pensa di giudicarlo in Italia! magari lo facessero all'Aja (o Strasburgo )in un tribunale internazionale per crimini contro l'uomo. Mi ricordo di quel dirottamento "Achille Lauro" dove venne assassinato un passeggero americano, ma i terroristi palestinesi dirottati a Sigonella non furono consegnati ai "Delta Force" ma processati in Italia(a parte il "capo" fatto fuggire dall'amico BC)
2017-03-03 18:47:28
Ma i medici svizzeri che ammazzano gli italiani non andrebbero indagati e processati come gli ex partigiano bosniaci? Che il suicidio sia legale in Svizzera è un fatto loro, che si ammazzino cittadini di un altro stato è affare anche dell'altro stato. L'Italia negherebbe l'estradizione di un criminale in un Paese dove vige la pena di morte, il Portogalo nega l'estradizione in Italia ad un omicida perché è stato condannato all'ergastolo, e questi uccidono scientemente italiani e nessuna procura indaga? Mi pare strano, molto strano!
2017-03-03 10:47:00
ritengo opportuno, in presenza di queste tragedie, di fare silenzio e portare rispetto davanti ad un morto. Il frastuono mediatico non serve a nulla. Per i familiari, in ogni caso e' sempre un amaro.