Vendeva rifiuti speciali al complice
sloveno: scoperti e denunciati

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Vendeva rifiuti speciali al complice sloveno: scoperti e denunciati

di E.B.

TRIESTE -  Un vero e proprio traffico di rifiuti speciali. E' quello sgominato dalla Polizia locale: uno degli addetti alla raccolta era infatti in contatto con un cittadino sloveno: quando il primo notava qualche rifiuto interessante, telefonava al compare perché se lo venisse a prendere in cambio di denaro. Lo sloveno arrivava subito con il suo Fiat Fiorino, caricava e se ne andava. Il materiale recuperato veniva poi, probabilmente, rivenduto all’estero. 

Qualche giorno fa gli investigatori hanno fermato lo sloveno a bordo del Fiorino, pieno di masserizie, prima che varcasse il confine di Stato: insieme all’operatore del Centro rifiuti dovrà rispondere di concorso in furto aggravato continuato.  La società che gestisce il Centro è risultata completamente estranea all’attività illecita. Durante questa seconda fase dell’indagine, è continuato pure il monitoraggio di coloro che approfittavano delle tenebre per abbandonare i rifiuti fuori dal deposito: tra marzo e aprile sono state accertate altre 21 di queste violazioni da 600 euro l’una. Si tratta di rifiuti ingombranti di ogni tipo: lavatrici, stufe, elettrodomestici, materassi e perfino una tazza del water.

Già dalla fine dello scorso anno la Polizia Locale aveva iniziato a sorvegliare con costanza i movimenti che avvenivano intorno al Centro Raccolta Rifiuti di via Carbonara, prendendo in seria considerazione le segnalazioni di alcuni cittadini. A novembre sono partite le prime sanzioni amministrative per abbandono di rifiuti al suolo – una decina in tutto - pari a 600 euro l'una.  Nel mese di dicembre la pattuglia ha fermato una station wagon non autorizzata che usciva dal deposito di via Carbonara carico di rifiuti speciali non pericolosi. Anche qui si tratta di una violazione ambientale ma con rilevanza penale: prevede l’arresto da 3 mesi a un anno, un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro e il fermo del veicolo per 12 mesi. La notizia di reato è giunta alla Procura della Repubblica che ha delegato alla Polizia Locale il prosieguo dell’indagine estesa, da qui in poi, anche al Centro di raccolta di via Valmartinaga, a Roiano. L’indagine si è focalizzata non solo ai movimenti esterni al deposito ma anche sui dipendenti del centro, possibili complici. 
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Giovedì 10 Maggio 2018, 11:09






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1 di 1 commenti presenti
2018-05-11 20:07:46
Forse e' meglio parlare meno politichese: i "rifiuti speciali" sono lavatrici e altri elettrodomestici usati, quelli che noi buttiamo via ma che in qualche altra parte del pianeta riciclano e sono meglio di niente. Il danno prodotto, per quanto possa capirne io, e' zero, il danno ambientale e' sottozero, semplicemente inesistente.... ma in politichese vengono fatti passare per reati di inaudita gravita'. Forse sarebbe opportuno tornare coi piedi in terra, su questi argomenti....