Barcolana e il manifesto della discordia. Il vicesindaco leghista assicura: ​«Non si vedrà»

Barcolana e il manifesto della discordia. Il vicesindaco leghista assicura: «Non si vedrà»

di E.B.

TRIESTE - Il manifesto "We are all on the same boat" firmato da Marina Abramovic per la 50ma edizione della regata velica internazionale Barcolana «non sarà presente sul territorio di Trieste». Lo scrive il vicesindaco leghista Pierpaolo Polidori su Facebook chiarendo la posizione del Comune dopo le incomprensioni scaturite proprio dal messaggio in questione che tradotto significa "siamo tutti sulla stessa barca" e che secondo il vicesindaco è una critica alla politica contraria agli sbarchi dei migranti sulle coste italiane portata avanti dall'attuale Governo. 

Ma facciamo un passo indietro. Il manifesto è stato presentato a Milano agli inizi di luglio. La reazione del vicesindaco non si era fatta attendere, Polidori definì «inaccettabile, di pessimo gusto, immorale che si faccia propaganda politica con una manifestazione, la Barcolana, che appartiene a tutta la città. Mi sto muovendo per farmi consegnare la convenzione stipulata con il Comune di Trieste. Se ci dovesse essere qualche margine di manovra per rinsavire da questa becera strumentalizzazione politica, ebbene, da assessore ai grandi eventi, si sappia che lo utilizzerò fino in fondo. E non mi si venga a fare i panegirici sulle spiegazioni ufficiali, la gente non è fessa».  A metà luglio, poi, l'incontro con il presidente della società velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz, sfociato in un comunicato congiunto attraverso il quale, entrambe le parti concordavano «sull'importanza di non dividere ma di unire le persone attorno alla grande festa della Barcolana». 

Sempre nel comunicato, si sottolineava la volontà di «condividere una linea guida» che, ha dichiarato il vicesindaco leghista, «permetta di avere chiari gli obblighi di Barcolana nei confronti del coorganizzatore dell'evento, il Comune di Trieste, e di lavorare affinché, da qui in poi, i messaggi siano coordinati e adeguati al fine ultimo di unire e non dividere i cittadini. Il Comune non ha apprezzato la scelta comunicativa di Barcolana e ha espresso le proprie contrarietà agli organizzatori dell'evento». Dal canto suo, Gialuz ha affermato: «Abbiamo posto le basi per metterci alle spalle le incomprensioni dei giorni scorsi e lavorare al meglio insieme all'amministrazione comunale nell'organizzazione di Barcolana 50». L'approvazione preventiva del programma delle attività «saranno i momenti in cui condividere il racconto della manifestazione su un piano di inclusione e collaborazione». Barcolana, in quella occasione, ha aggiornato il vicesindaco su concept, svolgimento e strategie relative all'evento con un documento descrittivo delle attività svolte finora e su quelle da svolgere, con l'obiettivo di condividere i contenuti. Il Comune ha stigmatizzato che la comunicazione relativa al manifesto della Barcolana «sia stata effettuata sin qui senza preventiva condivisione, su un particolare target nazionale e internazionale, e che d'ora innanzi gli ulteriori progetti di comunicazione dovranno essere condivisi». 

Oggi, Polidori specifica, riferendosi al manifesto della discordia: «Il poster non lo si vedrà». Insomma, è stato commissionato, è stato realizzato, è stato prodotto, ma a Trieste non comparirà nonostante Barcolana non lo abbia ritirato e non abbia alcuna intenzione di farlo: "Il manifesto della Barcolana non è stato ritirato. Verrà utilizzato come tutti i precedenti per la comunicazione nazionale e internazionale di Barcolana - riferisce l'ufficio stampa della Coppa d'Autunno - a livello locale, la comunicazione visuale dell'evento prevede anche l'uso delle bandiere del Gran Pavese Barcolana, che fanno da sfondo al Manifesto stesso. Vogliamo "pavesare" Trieste evocando le tradizioni dei porti bretoni e nordici, dove le città vengono imbandierate negli eventi a tema marinaro e onorare la citazione di Gillo Dorfles, autore del Manifesto del 2016 e recentemente scomparso, e del suo ricorso di una Trieste pavesata a festa".
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Mercoledì 8 Agosto 2018, 10:11






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5 di 7 commenti presenti
2018-08-09 11:27:52
faziosità leghista, ma è grave che sindaco e giunta non si siano opposti a questa idiozia, indegna di una città di cultura come Trieste.
2018-08-09 06:15:33
Inutile far finta, il messaggio sembra neutro e scontato, poi i sentieri della val Rosandra sono infarciti di vestiario e resti di transiti occulti.I passeur arrivano persino dall'est, i camion hanno ospiti avvinghiati nei modi piu'impensati, ad Opicina si vedono drappelli vagare ma non sono escursionisti.In Portovecchio scoperte tane in capannoni semidiroccati.Questo e' l'ambiente in cui cadono gli slogan candidi.Poi in citta' e periferia avvengono fatti incresciosi.La Barcollana e' decollata nel tempo per merito di chi si fa un mazzo cosi' tutto l'anno,poi arrivano all'ultimo momento autoinvitati che fanno le anime belle radical chic."Ma coza abbiamo sclitto di stlano, lo slogan e flutto di mente soplaffina.Tu vu anche maglietta? n euro per la causa, sopra in omaggioquella col CHE., o la bandiera ombrello arcobaleno avanzo di vecchie battaglie rimasta invenduta.Ormai la gente si e' disincantata, non puo'' importare de meno se qualche guru la considera razzista o scorretta. Poi a dire il vero, non siamo tutti sulla stessa barca...c'e' barcaccia e yacht di lusso, che sta quasi sempre in porto e dentro ci danno che ci danno che ci danno..
2018-08-08 14:40:10
Francamente mi sfugge il motivo del contendere: la battuta forse non sara' il massimo ma si tratta di opinioni personali. Qualcuno mi spieghi la (contorta) dietrologia, please.
2018-08-08 16:14:53
Allora siamo in due. Boh!
2018-08-08 13:12:45
Bravo assessore!!!