Scomparso in Siria, l'ultima telefonata alla fidanzata: «Ho paura, prega per me»

Fabrizio Pozzobon al suo arrivo in Turchia
CASTELFRANCO - È la notte di Natale 2016 quando Cristina riceve una chiamata dalla Siria. «Qui va sempre peggio. Ho paura» le confida Fabrizio Pozzobon. È atterrato il 20 dicembre a Istanbul e da lì ha inviato le prime fotografie alla fidanzata, come se fosse in vacanza. Poi lo scenario alle sue spalle è decisamente cambiato: dalle vie lastricate della capitale turca si è passati ai boschi, ai palazzi crivellati dai proiettili o distrutti dalle bombe, alle strade caotiche e polverose di una città oltre confine, in Siria. «Qui va tutto bene, sono con i miei amici, vorrei venissi anche tu» le ha ripetuto per giorni. Ma il 25 dicembre qualcosa è cambiato. Fabrizio comincia ad avere paura. «Vai a messa e metti una candela per me» dice alla compagna prima della chiamata a notte fonda. Lei si preoccupa, non sa cosa fare, e il giorno successivo gli fa un’altra ricarica del telefonino. Vuole parlargli. L’ultima conversazione è del 26 dicembre, verso mezzogiorno. Poi ogni comunicazione con l’Italia si interrompe. Fabrizio è sparito.
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Venerdì 17 Novembre 2017, 06:00






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5 di 34 commenti presenti
2017-11-18 07:58:49
speriamo di non avere mai più notizie di un personaggio simile. Ma secondo voi questo schifo di paese ha bisogno di roba del genere?
2017-11-17 20:40:37
bisogna pagare il riscatto, datemi 100 milioni di euro in contanti, li porto io personalmente.
2017-11-17 18:08:20
Mandate subito una missione urgente di soccorso per recuperarlo.
2017-11-17 22:29:11
Soprattutto ben dotata di dollari per il "riscatto". Poi accoglienza in pompa magna con fanfare e ministre
2017-11-17 18:07:00
Hanno puntato sul cavallo sbagliato come Greta e Vanessa che però Gentiloni ministro degli Esteri andò ad accogliere all'aeroporto negando il pagamento di un riscatto. Bashar El Assad con l'aiuto dei suoi alleati Russia ed Iran ha vinto in Siria, con lo sconcerto dell'Occidente.