L'oste fa guerra al prosecco: è nuovo scontro con il Friuli (e col Ramandolo)

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Il locale di Nimis e il cartello

di Elena Filini

Il logo parla chiaro: bottiglia di prosecco e divieto. Se è affisso questo alla porta d’ingresso si entra in un ambiente deprosecchizzato. Una sorta di derattizzazione etilica. Via il metodo charmant e lunga vita al metodo classico. Una provocazione o desiderio di visibilità? A Nimis (Ud) cuore del Ramandolo, il locale di Ilenia Vidoni e Pietro Grego ha deciso di espellere le bollicine dalla carta dei vini. E lo comunica con tanto di adesivo in entrata. «Nulla contro le bollicine venete ed anche friulane. Ma vogliamo concentrarci sulla promozione di spumanti di qualità prodotti nella nostra regione», spiegano i titolari. Ma la Docg è sul piede di guerra. 
«Provocazione che denota scarsa cultura enologica». Parenti serpenti: non è solo il tiramisù a dividere Friuli e Veneto. Ora ci si mette anche il prosecco. Così simili, così diversi: Veneto e Friuli non riescono mai a mettersi d’accordo. E la querelle è sempre dietro l’angolo. Dai natali del celebre dessert al cucchiaio, alla guerra alle bollicine più celebri d’Italia. Ultima in ordine di tempo la levata di scudi dell’Osteria il Ramandolo di Nimis che, la vigilia di Natale, decide di postare il nuovo logo Ambiente deprosecchizzato.

«Non ce ne vogliano i produttori di Prosecco, ma c’è un enorme differenza qualitativa tra un vino che rifermenta velocemente in autoclave per un paio di mesi e al quale bisogna lasciare un notevole residuo zuccherino per “mascherarne” l’acidità e uno spumante che rifermenta piano, piano in bottiglia per almeno un anno e mezzo (a volte anche 5 anni e oltre!) e che non ha bisogno di “trucchetti zuccherini” per esprimere aroma e persistenza». Quindi Ilenia Vidoni e il marito Pietro Grego hanno ideato, insieme ad un altro friulano, Gunnar Cautero de “L’Osteria Della Stazione L’Originale” di Milano, il logo bilingue italo-furlano Locale deprosecchizzato/ambient deprosechizat.
IL CONTRATTACCO
Innocente Nardi, presidente della Docg, la cru del Conegliano Valdobbiadene è irritato. «Definire veloce la fermentazione del Prosecco denota una totale ignoranza enologica. La durata della fermentazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è la stessa di un vino rifermentato in bottiglia. Cambia il periodo di sosta nei lieviti. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è apprezzato per la freschezza e l’aroma fruttato, caratteristiche queste che vengono preservate solo se si separa il vino dai lieviti al termine della seconda fermentazione. Chiunque conosca gli impervi pendii delle nostre colline, il duro lavoro dei viticoltori e la qualità organolettica del Conegliano Valdobbiadene sa di cosa si parla». Secondo il presidente della Docg quello dei gestori è il tentativo di ottenere visibilità utilizzando il successo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore per andare controcorrente. «I viticoltori delle cru, intendo il Conegliano Valdobbiadene - replica però Vidoni- dovrebbero fare molto di più per sensibilizzare il consumatore finale sulla differenza tra prosecco di collina e di pianura, ma siccome hanno bisogno delle quantità per stare a galla, lasciano che il termine prosecco sia utilizzato in maniera vaga».
A BOCCE FERME
I titolari del Ramandolo ribadiscono di non voler ottenere pubblicità da questa mossa. «Il logo non l’ho ancora affisso. Se lo farò? Potrebbe essere, ma ora siamo molto impegnati con le feste natalizie». Mentre Vidoni prende tempo Nardi rilancia. «Archivio questa uscita come un atto di scarsa professionalità tuttavia invito i due osti a venire nella Docg: a piedi, in collina, a vedere la fatica e l’impegno dei viticoltori per tutelare un territorio e garantire la produzione di un prodotto di assoluta qualità». Il consorzio della Doc non intende invece commentare l’uscita del locale friulano. «Quello che mi dà da pensare -spiega soltanto il presidente Stefano Zanette- è il proliferare di queste elite che stanno perdendo il senso delle cose. Una tentazione settaria e pericolosa».
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Venerdì 28 Dicembre 2018, 20:12






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5 di 33 commenti presenti
2018-12-31 22:31:00
La pressione si farà sempre più forte, gran parte dei bellunesi e di tutti i portogruaresi, vorranno passare subito in Friuli… (per contro invece nessun friulano vorrà passare con i regionalisti venezianocentrici…)
2018-12-31 12:40:53
Il Ramandolo mi provoca ogni volta un mal di testa micidiale...
2018-12-31 09:50:42
ma che dice il nativo delle periferie mediolanensi?
2018-12-30 12:23:31
Neppure secondo me il Prosecco è un grande vino e forse gode di una fama non proprio adeguata al suo valore, ma demonizzarlo e considerarlo il diavolo mi pare esagerato e nocivo per l'economia della nostra regione. che si tratti di tanta, tanta ipocrisia e invidia ?
2018-12-30 11:52:00
Qui vedo che sono tutti esperti sommelier senza sapere che i produttori possono farci bere qualunque porcheria xchè basta che costi di più e noi diciamo che è buonissimo.Ho lavorato in una cantina vinicola apprezzata in tutto il mondo per i suoi spumanti come capo cantiere ( per un restauro ) e parlando con il proprietario ,mi diceva che aveva comperato una distilleria di grappa la vendevano xchè non riuscivano più a smerciare la grappa a 11000mila lire al litro,allora quello che l'ha comperata cosa ha fatto? Ha cambiato bottiglia facendola con il collo storto e un po pitturata venduta a 27000 mila lire 75cl. in pochi giorni l'ha venduta tutta voglio dire che volendo sfruttando la nostra ignoranza tutto quello che vogliono basta aumentare il prezzo e per noi è più buono.