“Se volete che i raid nelle vostre ​aziende finiscano presto, pagatemi”

PER APPROFONDIRE: estorsione, furto, maser
“Se volete che i raid nelle vostre  aziende finiscano presto, pagatemi”
Ha messo a segno alcuni colpidue ditte di Maser e ha perfino lasciato messaggi minatorio: se volete che le razzie finiscano, pagatemi. Ma la sua carriera di malvivente è durata poco: i Carabinieri della Stazione di Cornuda hanno arrestato nel pomeriggio del 18 ottobre, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, un 29enne di Maser che stava espiando la misura cautelare degli arresti domiciliari. Era già stato arrestato e messo ai domiciliari, ma questo non è bastato a fermarlo. Ma procediamo con ordine.

I FURTI E QUEI BIGLIETTI SULLE SCRIVANIE
Il 29enne era stato arrestato in flagranza di reato lo scorso 29 settembre. L'uomo è accusato di essere l'autore di furto e danneggiamento aggravato e tentata estorsione nei confronti delle ditte CETOF (che produce attaccapanni e appendiabiti) e GIALEX (che produce maglie camicie da donna), le ditte si trovano in via Manin a Maser. L’arrestato, tra la fine di agosto e la fine di settembre, si era reso autore di numerosi colpi nelle due aziende: aveva rubato il denaro depositato nelle casse (circa 3.000 euro in totale) e alcuni personal computer, ma aveva anche danneggiato più volte le vetrate degli uffici e dei capannoni e il parabrezza di un furgone della CETOF. Inoltre, sulle scrivanie degli uffici di entrambe le aziende aveva lasciato dei manoscritti con la richiesta estorsiva di 500 euro per interrompere la scia di furti e danneggiamenti.

L'ARRESTO E I DOMICILIARI, MA NON BASTA
La notte dello scorso 29 settembre, i militari della Stazione di Cornuda lo hanno quindi arrestato in flagranza dell’ultimo raid. Dopo la convalida dell’arresto il GIP del Tribunale di Treviso, gli ha applicato la misura degli arresti domiciliari. Ma questo non è bastato a fermare il 29enne: la sera dello scorso 10 ottobre, sono stati nuovamente danneggiati il parabrezza di un furgone e 21 vetrate del capannone della CETOF. A seguito di un accurato sopralluogo e delle immediate indagini, i Carabinieri hanno appurato con assoluta certezza che l’autore del nuovo evento delittuoso era sempre il 29enne, pertanto hanno inoltrato al P.M. titolare del procedimento penale (Dott. Davide Romanelli) una richiesta di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere, che è stata emessa ieri pomeriggio dal GIP e che è stata immediatamente eseguita, sempre dai Carabinieri della Stazione di Cornuda, con il conseguente trasferimento del 29enne presso il carcere di Santa Bona in Treviso.
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Venerdì 19 Ottobre 2018, 16:30






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5 di 5 commenti presenti
2018-10-20 12:17:25
A santa buona che stia un po' buono?
2018-10-20 09:21:48
Lunedì sarà di nuovo al "lavoro".
2018-10-20 09:06:45
Qualcosa non funziona ! Più volte reitera il reato, socialmente pericoloso, e persistono con gli arresti domiciliari??? Credo proprio che uomini e sistema giustizia vada cambiato. Si va contro la sicurezza dei cittadini!!!
2018-10-20 08:02:33
Nazionalità?
2018-10-19 23:11:06
ecco a cosa servono gli arresti domiciliari