Cattelan si arrende dopo 70 anni: «Il Quartiere Latino non decolla»

A fine febbraio chiude Cattelan Carta

di Elena Filini

TREVISO - Dal 1948 è la carta artigianale trevigiana che ha accompagnato compleanni e lauree, natali e cerimonie. Uno di quegli angoli di città che raccontano Treviso. Stessi mobili, stessi bancali, stesso sapore di bottega. Anche Cattelan Carta però ha gettato la spugna: entro febbraio il negozio al Quartiere Latino chiuderà i battenti.  Resta la produzione, ma il negozio storico, quello che qualche anno fa aveva traslocato da via Manin allettato dalla bellezza del nuovo quartiere (ma anche dell'affitto più sostenibile) deve arrendersi all'evidenza. Qui il commercio non riesce a decollare. E anche la cartoleria più celebre di Treviso, forse per effetto della concorrenza dei colossi globali come Tiger, fatica a stare in pari. Siamo a un bivio: o la cessione in affitto, o la liquidazione di negozio e magazzino. Un'altra fetta di Treviso che se ne va, sacrificata al merchandising e all'omologazione. 

E, insieme, una triste constatazione: il Quartiere Latino, sotto il profilo del commercio, non imbocca la strada per il definitivo decollo. «Resta una delle zone più belle della città, ma non ha mai trovato una coerenza nell'offerta economica» riflette Guido Pomini, titolare di Marè Beachwear, tra i primi imprenditori a credere nel nuovo spazio del centro storico ma anche tra quelli che in seguito hanno alzato bandiera bianca, spostandosi nella più centrale via Martiri e potenziando il commercio on line. 

  
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Venerdì 19 Gennaio 2018, 14:22






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5 di 7 commenti presenti
2018-01-20 13:02:12
Ormai la gente compra tutto online. Amazon docet. Tra poco potrai acquistare anche la moglie!
2018-01-20 01:36:41
Non ho capito perche' se si trasferisce una bottega di articoli puramente voluttuari sbagliando "location", la colpa debba essere della globalizzazione, del merchandising o del sindaco...
2018-01-22 08:24:32
Se non deve essere mai responsabilità di nessuno l'economia basta dirlo: nello specifico Manildo mi sembra invece quello che ha chiuso vie e piazze a Treviso,giusto ? farlo pensando che queste chiusure (compresi quei semafori stacca-multe) non abbiano influenza sulla economia è come utlizzare la parola "merchandising" fuori contesto,come qui hai fatto.Aggiungo visto il cinismo di chi con sufficenza parla di attività "fuori mercato": un'altra volta facciamo lo stesso discorso quando una fabbrica chiude e lascia a casa gli operai?
2018-01-19 22:47:50
Stanno sempre più soffocando i più piccoli a favore dei grandi entri commerciali,dove non possono arrivare gli anziani che più non circolano in auto e devono qindi agare le merci assai più care. Es. 250 gr di prodotto a € 1,89 pagarlo € 2,80 ed in più non confezionato igienicamente come il primo e spesso esposto fu ori negozio alla mercé del PM10. (questo per le fragole,assai delicate).
2018-01-19 18:07:23
ma se un negozio era specializzato ad esempio nella mummificazione nell'antico egitto qualcuno mi spieghi perchè c'è da scandalizzarsi se chiude dal momento che di mummie non ne fanno più. se la carta artigianale non va più si chiude.