«Mio figlio gettato fra le ortiche»: nuovi dettagli del campo estivo da incubo

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«Mio figlio buttato fra le ortiche»  I dettagli del campo estivo da incubo

di Marina Lucchin e Giancarlo Noviello

«Gli altri animatori gli avevano detto che stava esagerando, ma è solo quel ragazzo che ha sbagliato, non è giusto che la colpa ricada sulla parrocchia. Mio figlio vuole tornare a fare questa esperienza anche l'anno prossimo, senza ovviamente quell'animatore».  A parlare è il papà di un ragazzino che ha partecipato al campo scuola choc, organizzato dalla parrocchia dell'Arcella, dove alcuni ragazzini sarebbero stati malmenati da un animatore diciassettenne che avrebbe preso a bastonate con una doga del letto un dodicenne, finito al pronto soccorso per via delle contusioni. 

NUOVI DETTAGLI
Intanto emergono altri nuovi dettagli sui maltrattamenti che i ragazzini di prima e seconda media avrebbero subito durante il viaggio a San Pietro di Barbozza, sulle colline di Valdobbiadene. «Un ragazzino è stato spinto in mezzo alle ortiche - racconta un genitore - Ovviamente si è fatto male. Quel che però non capisco è quale sia la soglia tra la goliardata e la violenza. Io non voglio credere che quell'animatore gli volesse fare davvero male, forse è stato solo uno scherzo di pessimo gusto, che però è l'unica ombra su un viaggio che comunque è stato divertente ed educativo per questi ragazzini».

Quel che è sicuro è che a una certo punto anche gli altri animatori si sono resi conto che, forse, il trattamento riservato ai dodicenni da quel collega fosse troppo duro. «Mio figlio e i suoi amichetti - continua il papà - hanno detto che gli altri diciassettenni hanno invitato quel ragazzo a smetterla di usare maniere così pesanti, un comportamento che era stato segnalato anche agli adulti presenti che l'avevano redarguito per questi scherzi». 
Una mamma però non ci sta a parlare di goliardate: «È vero che in queste situazioni possono esserci atteggiamenti da caserma. È anche per una questione di educazione che li mandiamo ai campi scuola, ma non accetto che qualcuno metta le mani addosso a mio figlio. Era turbolento? Faceva troppa confusione con gli amici? Era incontenibile? Benissimo. Allora quello che gli animatori dovevano fare era semplicemente prendere il telefono e chiamare la sua famiglia. Spetta ai genitori punire i propri figli, anche severamente. Ma non accetto che qualcun altro si permetta di alzare le mani sul mio bambino. Forse rimandarlo a casa sarebbe stato più educativo che non picchiarlo». 

SOSTEGNO AL PARROCO
Un altro papà, oltre ad altre tre mamme che l'altro ieri hanno inviato una lettera a padre Nando, ha voluto manifestare la solidarietà e vicinanza a sostegno della comunità parrocchiale di Sant'Antonino d'Arcella, pur evidenziando «i comportamenti scorretti degli animatori, che non sono stati accettati né tollerati nemmeno da padre Nando, guida spirituale della comunità».

«Alla luce di quanto è successo e del clamore mediatico che ne è conseguito, tutta la comunità è profondamente scossa spiega l'uomo - La nostra è una comunità che, soprattutto negli ultimi anni, ha dimostrato un elevatissimo grado di integrazione sociale, accogliendo a braccia aperte bambini, ragazzi e famiglie di ogni paese, colore e religione, facendoli sentire parte di una vera famiglia. Il comune sentimento della stragrande maggioranza dei parrocchiani è il profondo dispiacere, innanzitutto per i fatti accaduti, sicuramente riprovevoli, ma che rischiano di compromettere la fiducia nei confronti dell'opinione pubblica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 11 Luglio 2018, 19:32






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5 di 40 commenti presenti
2018-07-12 14:28:10
Penso, ma forse mi sbaglio, che la Mamma in questione abbia qualche problema personale. Non mi riguarda la natura del problema, ma scaricarlo su un ragazzino che ha forse esagerato e' sicuramente ingiusto. Questi "campi" servono per crescere. Non possono essere solo piume, pena l'inutilita'.
2018-07-13 14:26:49
Lei parla della mamma senza conoscerla e ipotizza (forse) che il ragazzino abbia esagerato. Ragazzino a 17 anni? A diciotto si vota! E' un animatore e quindi un educatore in una certa misura, almeno con l'esempio... ma cosa dice! Giustissima l'interpretazione della madre, bastava una telefonata ai genitori e espellerlo dal grest! Lei da ragione a chi alza le mani per educare!!!
2018-07-12 13:48:22
non dovrebbe neanche essere possibile lasciare minorenni con altri minorenni. Questo è quello che accade. Probabilmente sono scemenze che si perpetuano negli anni, come nelle caserme. I bambini vanno lasciati o con persone di estrema fiducia o con educatori che hanno studiato per fare questo mestiere, con esperienza. Ci vogliono competenze e pazienza, non si può smollare la prole alla parrocchia che li smolla a altri ragazzini e poi pensare che vada tutto bene.
2018-07-12 14:46:12
Le esperienze di questo tipo si basano sul volontariato da parte di tutti, come è sempre successo possono succedere anche episodi spiacevoli, come è normale in comunità di minori. Si è creato il caso senza voler risolvere la situazione in maniera più costruttiva. Poi però non ci si chieda perchè non ci sono più volontari per eventi parrocchiali o simili. Il rischio denuncia è sempre alla porta. Teniamoci i figli a casa visto che siamo bravi solo noi
2018-07-12 15:46:25
La quasi totalità del volontariato si basa su più livelli, dai campi scolastici agli scout ad attività ricreative: ci sono gli adulti che supervisionano e via via ragazzi più giovani che fanno il più del lavoro. Possono succedere fatti incresciosi ma, come ho capito anche in quest caso, si sono accorti che c'era una anomalia ed hanno cercato di porvi rimedio.