Apre il mini bistrot vip: piatti stellati, cocktail e birre esclusivi ma a prezzi da fast food

PER APPROFONDIRE: bistrot, chef, francesco brutto, treviso
Francesco e Regis, soci del locale

di Elena Filini

TREVISO - Undicesimo Vineria Up, il nuovo locale del neo stellato enfant prodige Francesco Brutto avrebbe dovuto aprire oggi. Ma il giovane chef e il suo staff sono stati travolti dagli eventi: la stella Michelin (primo ristorante a Treviso) ha portato a un'impennata del lavoro. Il risultato? Per avere un tavolo di sabato bisogna prenotare con settimane d'anticipo. E tempo per completare i restauri e la burocrazia ne è rimasto poco. Il nuovo locale aprirà al massimo il primo dicembre. E sarà un bistrot in miniatura dove gustare pinchos eccezionali, con cocktail e birre che arrivano in esclusiva dall'estero. La vera rivoluzione? Un piatto potrà costare anche dai 5 (mezza porzione) ai 9 euro. E il giovane chef trova il tempo per svelarne in anteprima la filosofia.

Brutto, il salto di qualità con Undicesimo Vineria?
«Undicesimo Vineria Up si chiama così (ma non siamo persuasi al 100% del nome) perché, banalmente si trova sopra il ristorante. È un ex locale per le degustazioni».
Qual è la nuova sfida?
«Proporre i nostri piatti d un prezzo competitivo. Un piatto costerà circa 9 euro».
Ma che locale sarà?
«Una specie di bistrot. A farla da padrone saranno i pichos, i tipi piatti unici di ispirazione iberica. Ma non sono snack: è tutta cucina. Il piatto sarà ordinato al tavolo con posate, ma senza tovagliato».
L'idea degli interni?
«Molto caldi. Avremo un bancone e dei tavoli, sempre distanti tra loro come nella nostra logica. Venti coperti in tutto. E un ingresso indipendente rispetto al ristorante».
L'idea (vedi Dolada con Doladino) è di avere l'appendice gourmand ma low cost?
«Proprio così, vogliamo avvicinare i ragazzi alla buona cucina e al gusto. L'idea è che si possa mangiare bene e sano spendendo poco».
Trevigiani in Vineria?
«Ora sì. Dopo il servizio sull'Espresso, ci hanno scoperto. E abbiamo incrementato del 300% il fatturato. Il ristorante è letteralmente esploso. Prima a avevamo soprattutto clienti dal resto d'Italia».
Il vostro locale ha contribuito a riqualificare un luogo della città un po' a rischio.
«Si è vero. Noi abbiamo portato controllo e vitalità. E abbiamo chiesto pulizia e decoro. Ora il parco è carino». 
Uno spazio in centro?
«No. Ci piace pensare che chi arriva qui lo faccia di proposito. Venga perchè vuole trovare noi. Poi la facilità di parcheggio è un'innegabile comodità».
Brutto cosa vi aspettate?
«Di continuare a far bene, di avere clientela giovane e di stringere il legame con Treviso e i trevigiani».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 19 Novembre 2017, 16:40






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3 di 3 commenti presenti
2017-11-20 11:08:04
Se i piatti sono quella specie di "assaggini" tipici della nouvelle cousine (una forchettata di spaghetti con mille inutili addobbi e cotillons) a 9 Euro non li chiamerei proprio prezzi da fast food.
2017-11-20 07:47:19
venite a casa mia che, anche se non ho la stella della Michelin, costano massimo 2 euro; e garantisco solo cibo italiano. Poi un pasto completo 8 euro giusto il prezzo del cibo, il gas per cuocerlo e detesivo+acqua per lavare le stoviglie.enite a casa mia che, anche se non ho la stella della Michelin, costano massimo 2 euro; e garantisco solo cibo italiano. Poi un pasto completo 8 euro giusto il prezzo del cibo, il gas per cuocerlo e detesivo+acqua per lavare le stoviglie.
2017-11-19 16:51:10
Pichos? Una volta si chiamavano cicchetti. Ma sta voglia matta che hanno gli italiani di essere esterofili, ecco che i cicchetti diventano pinchos come dicono in Spagna.