Febbre del Nilo, altri due contagi nel Polesine: e fanno 52 casi

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Febbre del Nilo, altri due contagi nel Polesine: e fanno 52 casi

di Francesco Campi

ROVIGO Altri due contagi accertati di Febbre del Nilo, che portano il totale stagionale a 52 casi. Sono una 55enne di Adria e una 62enne di Occhiobello le ultime due pazienti alle quali è stato diagnosticata, fortunatamente, la forma non neuroinvasiva del virus, quella più lieve che si manifesta sostanzialmente come una lieve influenza e che prende anche il nome di febbre del Nilo occidentale. Entrambe, come si sottolinea nel bollettino di aggiornamento dell'Ulss Polesana, si sono sottoposte a una visita ambulatoriale che ha portato poi alla richiesta di una consulenza infettivologica.

ESAMI DI LABORATORIO Il responso giunto dai laboratori, arrivato rispettivamente venerdì e ieri, ha confermato la loro positività al virus. Si tratta del quarto caso registrato dall'inizio dell'estate a Occhiobello, di cui uno nella forma neuroinvasiva, e del quarto ad Adria, di cui due nella forma neuroinvasiva, che in un caso ha portato al decesso: il 28 agosto, infatti, si è spenta la 91enne adriese Marcella Sega, che era ricoverata nell'ospedale di Adria, con il West Nile indicato come causa della sua morte.
 

CINQUE VITTIME
La prima di un 2018 davvero terribile, alla quale ne sono poi seguite altre quattro, portando il totale a ben cinque vittime: Rachida Ouarga, appena 58 anni, residente nella frazione di Sariano di Trecenta; l'84enne Rosa Ceruti, che viveva a Rovigo, in via Piave; Uber Bevilacqua, 70enne commerciante in pensione di Gaiba. Un numero assolutamente sconvolgente, che si somma all'altra decina del resto del Veneto e alle oltre venti dell'Emilia Romagna, le due Regioni più colpite. Ma non le sole, con casi dal Piemonte alle Marche, dal Friuli alla Lombardia.

DISINFESTAZIONI TARDIVE
A conferma che, ormai, il problema richiede una seria e attenta gestione nazionale. Numeri bassi per parlare di una vera e propria epidemia, certo, ma sufficientemente alti da richiedere qualcosa in più di velleitarie disinfestazioni ad autunno già cominciato. La diffusione del virus a livello europeo attesta focolai epidemici, con numeri di gran lunga inferiori a quelli italiani, sostanzialmente in una fascia omogenea per latitudine, che attraversa, oltre al Nord della nostra penisola, Slovenia, Croazia, Austria, Romania, Bulgaria e Ungheria. LA STATISTICA A livello statistico, a confermare l'eccezionalità del contagio registrato quest'estate, sono i numeri forniti nei bollettini del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità e del Cesme. Dal 2012, quanto è stata introdotta la sorveglianza dei casi umani, al 2017, il numero di casi di West Nile nella forma neuroinvasiva ammontavano, sommando i numeri delle sei annate, a quota 200. Nel solo 2018, con il numero destinato a crescere ancora, i casi sono già 211. Anche in Polesine, sostanzialmente, i numeri hanno subito la stessa crescita esponenziale. Nel 2017, in territorio della provincia di Rovigo, si erano verificati sei casi umani di West Nile, due nel comune di Taglio del Po, e uno nei comuni di Adria, Rosolina, Castelnuovo Bariano e Lusia. Nel 2016, invece, i casi di infezione umana erano stati 5, di cui 4 neuroinvasivi. Nel 2018, e solo per ora, siamo a 52 casi confermati, di cui 17 neuroinvasivi, con 5 morti.
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Martedì 9 Ottobre 2018, 16:00






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2 di 2 commenti presenti
2018-10-09 23:34:53
Sul Mattino di Napoli si parla di almeno 30 casi al giorno di febbre del Nilo a Napoli e dintorni.
2018-10-09 17:58:28
Mettete in galera i sindaci che non fanno disinfestazione.