In pezzi la tomba del garibaldino Piva: partecipò all'impresa dei Mille

La tomba di Remigio Piva
ROVIGO - Cimiteri abbandonati a se stessi. Con tombe sepolte dalle erbacce e manutenzione di vialetti praticamente inesistente. A Rovigo ne fa la spese anche il sacello di Remigio Piva, uno dei garibaldini protagonisti dell’impresa dei Mille. La sua tomba cade letteralmente a pezzi e il Comune, in via precauzionale, vi ha posizionato davanti una rete di protezione.

Situazione non migliore nei cimiteri delle frazioni, come Buso e Grignano, dove l'erba alta impedisce in alcuni casi perfino di scorgere le tombe dei defunti. E qualcuno ha appeso un cartello con scritto "Vergogna!".
 
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Lunedì 14 Maggio 2018, 06:30






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5 di 13 commenti presenti
2018-05-14 18:54:28
Caro Nebraska C’è inoltre da dire, ed è importante, che, nello specifico, nel ferrarese e in tutta l’Emilia-Romagna, è gran difficile che si lascino in abbandono le importanti memorie… Questo, è, se vogliamo, anche un altro punto importante (non ovviamente il solo) che fa pensare ai polesani, che il passaggio all’Emilia-Romagna porterebbe solo benefici. La saluto
2018-05-14 18:44:26
Caro nebraska, i polesani, i ferraresi sono un'unica realtà: Si informi con un campione di persone più ampio e rimarrà stupito di quanto le vicinanze sono molto di più dell lontananze: economiche, storiche, cultural e sociali.
2018-05-14 15:48:52
E adesso va in mille pezzi.....enrico, il tuo coetaneo non ha pace.......comunque sempre in polesine...ciao enrico..ciao.
2018-05-14 14:35:17
Senza parole. Questa e' l'Italia di mattrella, troppo distratto dalla politica politicante per interessarsene degli italiani.
2018-05-14 17:46:44
Ma "l'impresa" dei mille fu una patacca che non determinò certo la caduta di un regno che cadde grazie ai tradimenti dei generali borbonici comprati dai Savoia che arrivò a Napoli senza incontrare resistenze veramente e 1000 raccogliticci entrarono a Napoli senza colpo ferire con l'avventuriero Garibaldi scortato dall'ex Ministro della Polizia Liborio e dal capo camorra di allora Tore 'e Criscienzo.