Ex assessore, ma continua a parcheggiare gratis con il contrassegno del Comune /Foto

Giuseppe Thomas Marzolla

di Guido Fraccon

ADRIA - Giuseppe Thomas Marzolla, ex assessore alla Protezione Civile ed ai Servizi demografici di palazzo Tassoni, finisce nell'occhio del ciclone. Il 31enne ex esponente di giunta continua ad arrogarsi titoli che non ha più a 18 giorni dalla conclusione del mandato della giunta Barbujani. L'esecutivo Bobo Ter infatti è caduto il 23 febbraio scorso, nel momento in cui davanti al segretario comunale Ernesto Boniolo sono state consegnate le firme dei nove consiglieri dimissionari. Marzolla però da allora non ha ancora rinunciato ai suoi piccoli privilegi di esponente di giunta. 

PARCHEGGIO GRATUITO
Mentre tutti i comuni mortali sono costretti per parcheggiare la loro autovettura ad usufruire dei parcheggi a disco orario o in alternativa di quelli a pagamento, lui continua a non rinunciare al benefit concesso ai consiglieri comunali di parcheggiare la propria auto, gratuitamente, anche sulle strisce blu. Nel farlo espone, il contrassegno rilasciato a suo tempo dal Comune. Emblematica la foto scattata ieri alle 10.30 circa in corso Mazzini, nei pressi della biblioteca comunale, a due passi dal centro storico...



 
 
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 13:10






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5 di 16 commenti presenti
2018-03-16 12:56:59
Si fa notare che nei permessi rilasciati non c'e' una data di scadenza come non si capisce per quale motivo il commune non chieda ufficialmente la restituzione del permesso pena una sanzione di 1000 euro
2018-03-15 09:45:03
Semplificare le cose abolire tutte le agevolazioni
2018-03-14 20:55:06
Eccone un altro.....evvai
2018-03-14 19:35:16
Comuni italiani 8100 circa,ora provate ad immaginare che immensa razzia giornaliera.... dalla piu' insignificante cartuccia per stampante e via via su' fino a veri e propri mazzi di euro...in un anno deve essere una cosa mastodontica!!!! Senza poi contare tutti gli altri Uffici Statali, Provinciali,Regionali ecc,ecc,ecc,.....da brividi!!!
2018-03-14 18:59:18
Beccate questa, di oggi. Altro che lega. Sò tutti ugualiii!! La Corte costituzionale si «blinda» e respinge all' unanimità le dimissioni del giudice Nicolò Zanon, indagato per peculato d' uso. È una decisione che appare clamorosa e non mancherà di suscitare polemiche anche perché il giudice continuerà a percepire lo stipendio, manterrà i benefit e potrà scrivere le sentenze di cui si stava già occupando. L'indagine avviata perché Zanon aveva ceduto l'uso dell'auto con autista alla moglie Marilisa D' Amico - che ne usufruiva per andare a fare shopping e farsi accompagnare in vacanza - non viene evidentemente ritenuta sufficiente per accettare il «passo indietro» che lo stesso Zanon aveva comunicato due giorni fa, quando la notizia dell' inchiesta a suo carico era diventata pubblica.