Crack Bellelli, i lavoratori vantano crediti per 1 milione

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Crack Bellelli, i lavoratori vantano crediti per 1 milione

di Marco Scarazzatti

ROVIGO - Il fallimento di Bellelli Engineering spa, decretato in maniera definitiva l'altro giorno dopo otto mesi di agonia, ha fatto non poco infuriare i sindacati. Specie per le affermazioni del patron Antonio Monesi, che in pratica ha addossato gran parte delle colpe proprio ai sindacati.

SINDACATI IN RIVOLTA
«Non ci sto a sentire questo genere di insinuazioni - afferma Mirco Bolognesi, portavoce di Uilm Uil - Ma secondo lui che cosa mai avremmo dovuto fare? Il nostro compito è quello di restare vicino ai lavoratori, garantendo loro un certo tipo di assistenza, anche morale. Lui in tutti questi mesi si è solo riempito di parole e promesse, che si sono poi rivelate solo fumo negli occhi. La colpa del suo fallimento non può certo essere attribuita a noi».

QUATTRO UDIENZE
Venerdì mattina in tribunale di Rovigo si è tenuta la quarta udienza, che vedeva opposti da una parte l'azienda di Antonio Monesi e Valeria Rizzi e dall'altra i vari creditori (cinque in tutto), tra cui 31 ex dipendenti della multinazionale con sede in via della Costituzione (a questi ne vanno aggiunti altri 5 pronti ad accodarsi all'istanza di fallimento, più altri facenti parte di altri ricorsi assistiti da Cgil e Cisl). Visto che Monesi non era stato in grado di presentare un piano concordatario per il rilancio dell'azienda, nè a novembre nè a gennaio, ed essendo scaduti sia i 120 giorni concessi dal giudice fallimentare Mauro Martinelli sia gli ulteriori 20 giorni passati dalla penultima udienza, nella quale lo stesso Monesi aveva richiesto altro tempo, non essendo riuscito a produrre il materiale richiesto dal tribunale, la risposta non poteva che essere la dichiarazione di fallimento della ditta, il cui simbolo è un leone stilizzato.

AZIENDE IN CRISI
«Sia ben chiaro che noi non vogliamo affatto che le imprese polesane chiudano i battenti - prosegue Bolognesi - Anche perchè noi sindacati ci battiamo da sempre per evitare i fallimenti. Ma se vediamo che i lavoratori non percepiscono gli stipendi da diversi mesi e non ci sono più i presupposti per continuare l'attività, è chiaro che invochiamo la procedura fallimentare. Questo perchè si tratta dell'unico modo per far avere ai dipendenti almeno tre mensilità e il trattamento di fine rapporto, altrimenti l'Inps non pagherà mai nulla. Chiaramente più passa il tempo e più si dilatano i tempi di attesa: nel frattempo i lavoratori cosa fanno? Già non hanno ricevuto gli stipendi da gennaio a giugno dello scorso anno fino a giugno, ora si trovano a dover attendere ancora dato che una volta dichiarata fallita una ditta non è che l'Inps invii subito i soldi. Ci vogliono infatti diverse procedure e pratiche, che possono arrivare ad almeno sei-sette mesi ulteriori di attesa». In aula erano presenti oltre una quindicina di lavoratori di Bellelli, oltre ovviamente alle altre realtà creditrici, assistiti dall'avvocato Marzia Bolognesi. Ammonta a oltre un milione di euro la somma che Bellelli deve versare ai lavoratori, ma poi ci sono altri svariati creditori. Un momento non facile per la alcuni ex fiori all'occhiello dell'economia polesana, come la Bellelli Engineering, ma anche Guerrato e Sicc, i cui destini si incrociano con quelli dei medesimi studi di consulenza legale e fiscale, oltre che con gli stessi istituti di credito.
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Domenica 11 Febbraio 2018, 14:43






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1 di 1 commenti presenti
2018-02-12 14:08:09
Fallimenti polesani, brutte storie...ciao enrico..ciao.