Comuni al ballottaggio, il Movimento 5 Stelle non si schiera Tutte le sfide di domenica

Comuni al ballottaggio, il Movimento 5 Stelle non si schiera Tutte le sfide di domenica

di Alda Vanzan

VENEZIA -  In Veneto il Movimento 5 Stelle non si schiera. Nei quattro Comuni chiamati domenica al ballottaggio per la scelta del sindaco non ci saranno indicazioni pentastellate: i cittadini saranno liberi di scegliere come meglio credono, ma da parte del movimento non ci saranno indicazioni di sorta. «Il Movimento 5 Stelle - spiega una nota - non fa alleanze e non dà indicazioni di voto ai propri elettori. Si rende ancora una volta necessario ribadire questo concetto, già espresso nella medesima forma in questa tornata elettorale delle comunali in Veneto».
La precisazione del M5s prende spunto da quanto avvenuto a Martellago, in provincia di Venezia, dove il mancato candidato sindaco pentastellato Davide Da Ronche (che non aveva potuto presentare la lista dopo l'ammutinamento di sette candidati) aveva dato un'indicazione di voto a favore di Andrea Saccarola, sostenuto da Lega e Forza Italia. Peccato che il M5s veneto non sia dello stesso avviso: «Il Movimento 5 Stelle - recita la nota diffusa ieri - non fornisce mai alcuna indicazione di voto ai propri elettori, lasciando la massima libertà di scelta nei ballottaggi e nelle situazioni in cui non è presente. Pensare o suggerire che possa farlo addirittura il Blog delle Stelle è pura fantasia».
LE SFIDE
A Martellago, dunque, se la vedranno il centrodestra di Saccarola (al primo turno 3.753 voti, 40,83%) e il centrosinistra della sindaca uscente Monica Barbiero (3.126 voti, 34,01%) che però può contare sul sostegno del terzo classificato candidato sindaco, Alessio Boscolo, che in dote porta i 1.547 voti catturati al primo turno (16,83%). L'altro Comune veneziano interessato dal ballottaggio è San Donà di Piave dove il centrosinistra del sindaco uscente Andrea Cereser ha preso il 43,33% (8.374 voti) e ora se la dovrà vedere con la farmacista Francesca Pilla, la candidata fortemente voluta dal vicepresidente leghista della Regione Gianluca Forcolin che con il Carroccio, Fratelli d'Italia e tre civiche ha ottenuto il 36,15% (6.987 voti), lasciando fuori dai giochi Oliviero Leo che era sostenuto da Forza Italia (ridotta ad appena il 3,31% con l'eurodeputata Elisabetta Gardini che ha tirato su la miseria di 11 preferenze e il deputato Andrea Causin che ne ha prese ancora meno, 5) e dall'assessore in Comune di Venezia Francesca Zaccariotto. A San Donà il M5s di Angelo Parrotta si è fermato al 6,18%, con appena 1.119 voti alla lista contro i 36mila delle Politiche di marzo.
Gli altri due Comuni chiamati al ballottaggio sono Adria, in provincia di Rovigo e Bussolengo, nel veronese. Anche ad Adria, come a San Donà di Piave, il centrodestra si è spaccato solo che qui è rimasto completamente escluso dal secondo turno. Al ballottaggio vanno il civico Omar Barbierato (3.194 voti, 33,79%), sostenuto da tre liste e Lamberto Cavallari (2.590 voti, 27,40%), figlio d'arte dell'ex sindaco degli anni Settanta, che ha messo assieme il Pd e quattro civiche. Fuori dai giochi Emanuela Beltrame (Lega e Forza Italia) così come Giorgia Furlanetto di Fratelli d'Italia. Penultima Elena Suma del M5s, che il 10 giugno ha preso 794 voti (comunque più di quelli della lista pentastellata).

Infine a Bussolengo si daranno battaglia Roberto Brizzi (3.297 voti, 36,76%) sostenuto dal Centro Destra Veneto del consigliere regionale Andrea Bassi e la sindaca uscente Paola Boscaini (2.997 voti, 33,41%) sostenuta da Forza Italia. Spettatori la Lega e Fdi di Claudio Perusi e il M5s di Michele Mazzi. Nessun apparentamento ma da parte di Perusi l'indicazione di votare Brizzi.
 
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Giovedì 21 Giugno 2018, 05:06






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