Acquedotti, una fusione giustificata a "copia & incolla"

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Acquedotti, una fusione giustificata a "copia & incolla"

di Francesco Campi

SERVIZI
ROVIGO Nell'acqua tutto si confonde, tutto scorre. Ma proprio in questi giorni sul sito del Comune di Barbona sono stati pubblicati gli atti relativi al processo di fusione per incorporazione fra Centro veneto servizi (Cvs) e Polesine acque, le società che gestiscono il servizio idrico nella Bassa Padovana e in pProvincia di Rovigo, per un totale di 109 comuni, che ha portato alla creazione di Acquevenete Spa, la cui nascita, però, al momento è ancora in fase di travaglio.
LA SORPRESA
Come travagliato, soprattutto sulla sponda polesana, è stato il percorso che ha portato al matrimonio. E quello che emerge dalla lettura della delibera approvata dal consiglio comunale dello scorso 15 marzo, con il quale è stato sancito il no alla fusione, strappa un sorriso e più di una riflessione: «La gran parte del testo delle motivazioni - si legge - risulta preesistente allo studio e risalenti addirittura al 2005. Questo perché risultano copiate, tali e quali, da vecchi studi di fusione. Stiamo parlando, è bene precisarlo, dell'attività di valutazione degli amministratori e non dello studio redatto dai consulenti».
COPIA-INCOLLA
Le motivazioni cui ci si riferisce sono il nocciolo della Relazione illustrativa del consiglio di amministrazione di Cvs al progetto di fusione, ovvero il testo, teoricamente elaborato al termine del lungo lavoro di studio e analisi, sulla base del quale i sindaci so sono stati chiamati a pronunciarsi valutando la bontà dell'operazione. La cosa che aggiunge ulteriore sapidità al tutto è che nella sua opera di ricostruzione del patchwork, il sindaco di Barbona Francesco Peotta è risalto agli originali e fra gli altri, la fusione fra tre acquedotti genovesi del 2005. E qui sta il pepe, la relazione illustrativa al progetto di fusione tra Hera e Meta del 2005.
«ARIA FRITTA»
Fra gli allegati pubblicati sul sito del Comune si evidenziano i testi copiati nell'atto di Cvs e negli originali, con una vera e propria tavola sinottica. Contattato, il sindaco mette subito le mani avanti. «È una cosa già approvata mesi fa, nessuno l'aveva notato. Sia chiaro, non si tratta di un problema di copia e incolla, tutti lo facciamo e spesso ci aiuta e ci fa risparmiare un sacco di tempo. Ma bisogna vedere anche di che testi stiamo parlando. Qui siamo di fronte alle motivazioni che dovrebbero essere redatte alla fine di un lungo percorso di valutazione e che invece scopriamo essere aria fritta e scritte per altre situazione e addirittura oltre dieci anni fa. Particolare, poi, che si sia attinto proprio a un documento di Hera, il cui incombere veniva dipinto come uno dei motivi per procedere con la fusione».
LE DOMANDE
Già nei mesi scorsi lo stesso Peotta, insieme ai sindaci polesani di Lusia, Luca Prando, di Villanova Marchesana, Gilberto Desiati, e di San Bellino, Aldo D'Achille, avevano citato a sostegno dei propri dubbi sulle ottimistiche previsioni di risparmi futuri, la relazione sulla congruità del rapporto di concambio delle azioni, redatta dal consulente tecnico del Tribunale di Padova, il perito Leopoldo Mutinelli. Per quanto riguarda le motivazioni di seconda mano, come si legge nella delibera di marzo, «il punto, politico, è la preesistenza delle valutazioni rispetto ai costosi studi commissionati: se un'amministrazione commissiona consulenze che costano più di 200mila euro a supporto del processo valutativo, le valutazioni poi le dovrebbe fare, sostanziandole nelle motivazioni. E allora, le domande sorgono spontanee: se queste sono le motivazioni del matrimonio degli altri, quali sono le nostre vere motivazioni, le ragioni per cui si ritiene conveniente questa fusione?».
Francesco Campi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Domenica 8 Ottobre 2017, 05:03






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