Mancano duemila presidi, prof e bidelli: anno scolastico a rischio

Mancano duemila presidi, prof  e bidelli: anno scolastico a rischio

di Angela Pederiva

Manca solo un mese al suono della prima campanella. Ma l'anno scolastico 2017/2018 si annuncia «a rischio»: in Veneto mancano oltre duemila figure, fra insegnanti (soprattutto di sostegno), bidelli, segretari e presidi. «All'ormai cronica mancanza di personale attacca Elena Donazzan (Fi), assessore regionale all'Istruzione si aggiunge l'esito pasticciato dell'immissione in ruolo dei vincitori del concorsone nazionale: ecco perché ribadiamo la proposta di indire concorsi su base territoriale e di definire la programmazione al momento delle iscrizioni di febbraio-marzo».

I vertici veneti di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams hanno lanciato l'allarme martedì, nel corso di un incontro con Daniela Beltrame, direttore dell'Ufficio scolastico regionale. «Abbiamo ottenuto rassicurazioni riferisce Sandra Biolo, segretaria regionale di Cisl Scuola sul fatto che sarà presentata al ministero dell'Istruzione la richiesta di posti aggiuntivi per il Veneto, che soffre di mancanze strutturali. Mancano 122 dirigenti amministrativi, cioè gli ex segretari, per i quali non si fa un concorso dal 2000; circa 450 fra assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici; 1.500 docenti di sostegno, perché i corsi di specializzazione hanno numeri chiusi troppo bassi per le necessità della nostra regione e gli specializzati delle altre non hanno nessun motivo per trasferirsi qui. Non parliamo poi dei dirigenti scolastici: è scoperto un terzo dell'organico». Insufficienze numeriche a cui si sommano limiti burocratici...
 
 
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Giovedì 10 Agosto 2017, 11:43






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5 di 11 commenti presenti
2017-08-12 14:33:26
Un tempo, fare l'insegnante era l'aspirazione delle "signorine", un'attività part time comunque dignitosa anche per le signore e gli uomini che non avevano grandi ambizioni di carriera ma tenevano particolarmente al tempo libero. Anche se poco remunerata, c'erano pur sempre le lezioni private con le quali si poteva arrotondare. Poi, da occupazione part time, si è un poco alla volta trasformata in full time, le lunghe vacanze estive e invernali si sono trasformate in normalissime ferie e sono sparite le lezioni private. La retribuzione è però sempre rimasta da miseria. Poi c'è da dire che un tempo i discenti si alzavano in piedi quando entrava in classe il docente, mentre oggi la scuola è un girone dantesco. Prevedo che tra non molto non vi sarà più nessuno a fregiarsi del titolo non più neppure dignitoso di professore e i ragazzi volenterosi impareranno da soli a casa propria con il computer. Le scuole ci saranno ancora, ma senza insegnanti e solo per ospitare i figli degli immigrati.
2017-08-11 13:12:47
Anche se non c'è, vogliono il lavoro al paesello, e che ci restino dico io, forse e' meglio per noi. Della serie quando l'acqua arriva, si impara a nuotare, quindi impareremo a fare senza di voi, daremo lavoro ai nostri figli, sopravanzati purtroppo con voti drogati dalla latitudine, finalmente !!! Tutto guadagnato.
2017-08-11 11:19:10
Milioni di disoccupati e mancano i lavoratori. Solo gli italiani sono talmente tonti da arrivare ad un paradosso del genere. Italiani criminali, avete rovinato un territorio incredibile con la vostra inettitudine.
2017-08-11 09:57:55
Secondo me facciamo prima a trasferire tutti gli studenti al Sud Italia..in massa!
2017-08-11 12:35:10
No per carità!! Teneteveli!!