Giovedì 11 Gennaio 2018, 08:59

Dal baccalà alle tappezzerie, tutte le spese del Palazzo

Dal baccalà ai tessuti damascati e  i verbali dorati: le spese del Palazzo

di Angela Pederiva

La politica estera del consiglio regionale punta decisamente verso Nord: destinazione Oslo. Lo si deduce scorrendo l'elenco dei provvedimenti dirigenziali di Ferro Fini relativi al secondo semestre del 2017 e appena pubblicati dall'istituzione, che comprende ben tre decreti di spesa riguardanti la Norvegia. E non è l'unica curiosità.

LE MISSIONI
Trova così parziale risposta la domanda posta dal dem Graziano Azzalin («Quanto costerà esattamente questa trasferta istituzionale?»), in riferimento alla missione del baccalà nella patria del merluzzo, effettuata da una delegazione dell'ufficio di presidenza fra l'8 e il 12 marzo scorsi. Le cifre anticipate dai singoli partecipanti sono state rimborsate a ciascuno nel rispettivo statino mensile, ma ora si scopre il conto addebitato sulla carta di credito per le spese di rappresentanza: 782,95 euro. In tema sono poi i 1.900 liquidati per la digitalizzazione del Diario di viaggio di Pietro Querini, che secondo la tradizione introdusse lo stoccafisso in Italia dopo un naufragio al largo delle isole Lofoten, e gli 854 impegnati per il restauro di una stampa donata dalla regina di Norvegia ai vertici del Palazzo. Al capitolo esteri appartengono poi gli esborsi per la missione in Andalusia dell'ufficio di presidenza, dal 7 all'11 novembre, in occasione della sessione europea delle assemblee legislative: 629,59 euro per rappresentanza e 3.000 per prestazione di servizi. La recente ospitalità offerta alla delegazione dell'Onu, con annesso incontro sulle città inclusive, ne ha richiesti invece 5.120,90.
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5 di 10 commenti presenti
2018-01-11 20:02:17
Caro sig. Dutchman, l'abolizione di tutte le Regioni, non è "niente". Se a lei fanno comodo le Regioni un motivo ci sarà, probabilmente lei è un funzionario che deve difendere il proprio mulino di parte. Qui però è in gioco il Paese e il debito pubblico che le Regioni hanno prodotto in questi 47 anni e che ha ingrippato pesantemente l'economia, portandoci velocemente verso il default.
2018-01-11 19:23:11
claudio pros, hai scritto un libro e hai detto "niente"
2018-01-11 14:17:52
claudio pros, i MA e i SE ci sono,vuoi spiegare agli ignoranti, come me, cosa diventa uno stato senza Regioni!!!!! oppure dimmi il nome di un solo stato che non ha le Regioni
2018-01-11 16:29:30
Rispondo alla FAQ (Frequently Asked Questions) del sig. Dutchmann. Caro sig. Dutchmann il Paese che attualmente conosciamo, ha avuto i suoi anni migliori, di floridezza economica, di buon funzionamento statale, proprio nel dopoguerra (1945), fino all'istituzione delle Regioni. Istituzione avvenuta, senza alcuna formale consultazione popolare, con l'accordo spartitorio DC-PCI (1970). Dopodiché (è sotto gli occhi di tutti), questi enti, senza particolari controlli ed addirittura, nei casi ben noti, autoproclamatisi “speciali” o “autonomi”, hanno pesantemente contribuito al mostruoso debito pubblico, che impedisce a tutt’oggi ogni seppur minima ripresa economica. Nel nostro specifico caso di abitanti in questo angolo di Paese, prima del 1970 esisteva, dal processo unitario in poi, una regione geografica con il nome di VENEZIA EUGANEA; essa venne suddivisa in due neoregioni imponendo e attribuendo loro i nomignoli di “Veneto” e “Friuli”. Lo Stato senza Regioni (davvero non necessarie, se non ad esclusivo uso e consumo della pletora del sottobosco di politici di partito), è stato dunque proprio questo Paese, ed esserne senza si è, appunto, dimostrato un enorme vantaggio, sia in termini democratici che economici, ed anzi, laddove i Paesi sono economicamente forti, è proprio perché le regioni magari esistono ma sono solo etichette geografiche puramente nominali. Al termine di queste davvero sommarie ma necessarie premesse, si può concludere che solo giungendo alla loro totale abolizione si potrà addivenire all’aggiustamento progressivo dei conti pubblici, al risanamento economico e alla possibilità di dare un futuro ai più di mezzo milione di persone che ogni anno sono costretti ad andare all’estero per trovare una ragione di vita dignitosa. “Senza SE e senza MA”, ha il significato di garantirci che non ci siano i gattopardismi di chi promette vacuamente di abolire qualcosa ma poi facendo un malcelato passo di minuetto fa rimanere le cose nello stesso stato e danno in cui si trovavano in precedenza, cambiando semplicemente forma con camaleontici artefici politici (vedi la beffa dell’abolizione delle Province, che tuttora permangono con altro nome). Grazie e cordiali saluti
2018-01-11 12:53:12
meraviglie venete!