Redditi dei parlamentari del Nordest: ecco quanto hanno dichiarato

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Redditi dei parlamentari I più ricchi Ghedini e Casellati Imponibile zero per Bond

di Angela Pederiva

VENEZIA-  Nove mesi fa uscivano dalle urne i parlamentari della diciottesima legislatura. Ora che è scaduto il termine per la pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali e reddituali del 2018 e dunque relative al periodo di imposta 2017, siamo andati a vedere le situazioni di senatori e deputati di Veneto e Friuli Venezia Giulia, scoprendo che quasi un terzo non ha diffuso i propri dati: questo almeno è quanto risulta dalle pagine web personali dei singoli interessati, secondo cui su un totale di 95 eletti, 65 li hanno divulgati almeno in parte, mentre gli altri 30 no. Dai numeri disponibili, ad ogni modo, emerge che la testa e la coda della classifica stanno dentro Forza Italia: il più ricco è il padovano Niccolò Ghedini (e, fra le donne, la sua conterranea presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati), mentre il più povero è il bellunese Dario Bond.






L'OBBLIGO
Nel portale di Montecitorio sè scritto che il decreto 149 del 2013, convertito nella legge 13 del 2014, ha previsto «la pubblicità o evidenza obbligatoria nel sito internet ufficiale del Parlamento italiano dei dati relativi alla situazione patrimoniale e di reddito dei membri del Parlamento». Viene inoltre specificato che la documentazione è «da depositare entro un mese dalla scadenza del termine utile per la sua presentazione». Per quanto riguarda il modello 730, quel limite era fissato al 23 luglio, mentre altre tipologie di contribuenti quest'anno hanno potuto fruire di una proroga al 31 ottobre. Comunque sia, il tempo è finito e questi sono i risultati pubblicamente disponibili, relativi al reddito imponibile denunciato.
A PALAZZO MADAMA
Per quanto riguarda Palazzo Madama, come detto i due Paperoni del Nordest restano i colleghi avvocati e azzurri Ghedini e Alberti Casellati: per lui 2.112.037 euro, per lei 414.206. Fra le curiosità patrimoniali, il forzista detiene variegate quote di proprietà o usufrutto di terreni, fabbricati e società a Padova, Camposampiero e Santa Maria di Sala, oltre che nel Ragusano e nel Grossetano, nonché il possesso di un'Audi A8. Gli interessi immobiliari e aziendali della presidente sono localizzati fra Padova, Cortina d'Ampezzo, Roma e il Reggino e si aggiungono a due Audi (A5 e Q7), mentre un Chrysler Voyager è in corso di rottamazione. A superarla fra gli uomini è però un altro azzurro, il veronese Massimo Ferro: 499.983 euro, più un terreno a Colognola ai Colli e un appartamento a Milano, due motocicli (fra cui un Airone Guzzi del 1953) e quote in dieci società. Nettamente staccata è la veronese Anna Cinzia Bonfrisco, eletta in quota Lega nel Lazio: 125.284 euro, un fabbricato a Cannes e un'Audi Q5. Supera i centomila euro (per la precisione 100.008,76) l'importo comunicato dal trevigiano Gianni Pietro Girotto del Movimento 5 Stelle: ma non si tratta dell'imponibile (la cui casella è bianca), bensì di «altri redditi assimilati», ai quali si sommano una Fiat Multipla e una manciata di azioni. Fra le cifre pubblicate, la più bassa è della pentastellata vicentina Barbara Guidolin: 20.136 euro, più un appartamento a Rosà e una Ford B-Max. 
Per il Friuli Venezia Giulia, in vetta c'è la leghista goriziana Raffaella Fiormaria Marin (91.992 euro, due fabbricati, una Mercedes e un'Aprilia), mentre in coda si posiziona il forzista pordenonese Franco Dal Mas (31.575 euro, case a Pordenone e Aviano, un'Audi A4).
A MONTECITORIO
Quanto a Montecitorio, le dichiarazioni più pesanti fra gli uomini e fra le donne spettano a due avvocati vicentini. Da una parte l'azzurro Pierantonio Zanettin: 332.220 euro, abitazioni e studi a Vicenza, un'Audi A4 e una Bmw X1, con la curiosità di 4.950 azioni di Twitter. Dall'altra la leghista Silvia Covolo: 142.646 euro e una Fiat 500. Tra gli esponenti pentastellati del Governo, il trevigiano di nascita (e trentino di elezione) Riccardo Fraccaro dichiara 93.437 euro di imponibile, il veronese Mattia Fantinati 98.471,04 di «altri redditi assimilati». Diversa è la posizione di ministri e sottosegretari leghisti: l'ex europarlamentare veronese Lorenzo Fontana denuncia 107 euro per il fisco italiano ma 102.492,12 a Bruxelles (dove ha casa); il padovano Massimo Bitonci presenta 72.113 euro e abitazione più società a Cittadella; il trevigiano Franco Manzato è fermo all'anno di imposta 2015 (49.268 euro). 
Tra i friulgiuliani, al top il forzista goriziano Guido Germano Pettarin (131.595 euro, vari immobili tra Grado e Fiumicello, un Fiat Freemont e una Honda Jazz, 4 azioni), in fondo il leghista pordenonese Massimiliano Panizzut (3.186 euro, proprietà ad Aviano e Budoia, anche lui un Fiat Freemont). Ma come si può vedere nella tabella, ci sono anche altri deputati con importi modesti: quattro-dieci-quindicimila euro all'anno. Non sapessimo che sono neo-eletti, e che dunque il prossimo anno potranno dichiarare cospicui stipendi da parlamentari, rischieremmo di scambiarli per potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza...
Angela Pederiva
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Martedì 4 Dicembre 2018, 08:25






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5 di 25 commenti presenti
2018-12-04 16:48:18
il più ricco in parlamento è Ghedini: ovvero, massimo risultato con il minimo sforzo.
2018-12-04 17:01:22
Ghedini DEVE riportare i propri redditi per le TASSE all'organizzazioni italiane. Vedrete che appena potra' fara' come gli altri (anche S.B.): portera' i suoi soldi all'estero (Svizzera, Lussemburgo, Irlanda) dove si pagano meno tasse.
2018-12-04 17:22:59
Sbaglia: dovrebbe dire che Ghedini e' colui che paga -- o e' costretto a pagare -- le tasse IN ITALIA. Molti altri, pagano le tasse --chissa' se proprio tutte -- FUORI d'Italia (come in Irlanda, dove sono ca il 12,5 per cento, verso il ca 23 al 43 percento in Italia). Per l'aumento di ca tre centesimi di euro in Francia, i Gile' Gialli stanno protestando, ma in Italia...tutti zitti e buoni o furbi).
2018-12-04 16:36:08
Il tuttologo Prof Coverton De Noiartri, si astiene perche stanno parlando male dei suoi paesani
2018-12-04 15:03:43
Il signor Ghedini è diventato un riccone difendendo il pregiudicato brianzolo e come ringraziamento, oltre alle milionate, B. l'ha fatto immeritatamente eleggere in parlamento,visto il numero spropositato di assenze dall'aula.