Allarme degli avvocati: «Tribunali intasati dai ricorsi di profughi espulsi»

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Allarme degli avvocati: «I tribunali intasati dai ricorsi dei profughi espulsi»

di Tullio Cardona

VENEZIA - «Se oggi una causa viene conclusa in tre anni, fra altri 3 anni ce ne vorranno 6». Il grido d'allarme è di Paolo Maria Chersevani, presidente dell'Ordine degli avvocati di Venezia. Il Consiglio dell'Ordine è  competente territorialmente per tutte le istanze di patrocinio a spese dello Stato riguardanti le impugnazioni davanti alla Corte d'Appello e a quella di Cassazione. Ebbene, l'Ordine è attualmente soffocato dai ricorsi degli immigrati per il gratuito patrocinio, contro il rifiuto del riconoscimento di protezione internazionale.

I numeri danno l'idea della situazione: nel 2015 sono state presentate 2086 domande di ammissione al patrocinio gratuito, delle quali il 39% di istanze relative a ricorsi contro il diniego di protezione internazionale; nel 2016 le domande sono passate a 4779, con il 71,6% di ricorsi per ottenere il riconoscimento dello status giuridico. Ora, dall'inizio dell'anno, le domande sono già 2724, con il 78 per cento relativo a questo recente tipo istanze. Si prevede che a dicembre possano attestarsi a 6mila, con una proporzione dell'80 per cento. Peraltro, le impugnazioni poi vengono accolte per il 50 per cento dei casi.
«Ci serve l'aiuto degli Ordini del distretto e delle pubbliche amministrazioni - spiega Chersevani - da soli il compito si presenta troppo gravoso. I numeri sono devastanti e cambieranno al rialzo, peraltro rallentando le altre cause ordinarie». «Non rientra nelle competenze del consiglio dell'Ordine la valutazione sugli aumenti numerici e le loro conseguenze - prosegue - tuttavia vogliamo rendere di dominio pubblico il fatto che gli avvocati veneziani sono oggi chiamati ad assumersi l'onere amministrativo ed economico di garantire un'efficace e tempestiva risposta all'utente, sia esso cittadino italiano che chiede assistenza o un rifugiato che intenda ricorrere contro il provvedimento prefettizio di diniego di riconoscimento del suo status giuridico».
«La situazione ha letteralmente travolto il nostro ufficio - afferma Giuseppe Sacco, segretario del consiglio dell'Ordine - il fenomeno della crescita esponenziale delle istanze di patrocinio a spese dello Stato sta avendo un forte impatto sull'attività del Tribunale di Venezia, che ha dovuto interessare della materia più giudici, anche non togati, distraendoli dal carico ordinario». Secondo il Consiglio degli avvocati veneziani è impossibile chiedere agli iscritti di fronteggiare tali difficoltà assumendosi i costi per l'assunzione di ulteriore personale. 

 
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Martedì 13 Giugno 2017, 14:54






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5 di 82 commenti presenti
2017-06-15 06:01:40
I nuovi itagliani hanno tutto il diritto di appellarsi a provvedimenti discutibili. Sono coloro che prenderanno il vostro posto e pagheranno, come già lo stanno facendo, le vostre pensioni. Avete solo che da imparare e guadagnarci dal loro inevitabile e inarrestabile inserimento. Su fate i bravi....ciao.
2017-06-14 20:41:20
Ma chi li paga gli avvocati che fanno i ricorsi ?
2017-06-16 01:23:01
Lo Stato. con i soldi nostri ovviamente.
2017-06-14 20:09:55
Qui c'è uno che rode tanto....hahahahahahaahahahahahaahahahahahahahaaha....ciao.
2017-06-14 21:51:21
Varda ke ormai te stè stufando.