Bidelli dalla Campania e falsi diplomi: licenziamento in tronco per gli irregolari

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Bidelli dalla Campania e falsi diplomi: irregolari licenziati in tronco

di Mauro Favaro

Una valanga. Si moltiplicano le segnalazioni di bidelli assunti nelle scuole del Veneto sulla base di diplomi fasulli. E l'ufficio scolastico regionale ha rotto gli indugi: stop con i controlli a campione, ora si fanno a tappeto. Ai presidi è stata inviata una circolare che è una sorta di vademecum: i certificati vanno verificati. Tutti, senza distinzioni. Ma davanti ad autocertificazioni sospette, i dirigenti sono chiamati ad approfondire le verifiche contattando le scuole che hanno rilasciato i titoli e aprendo se necessario il procedimento di esclusione dei diretti interessati dalle graduatorie Ata, fino ad arrivare, in caso di conferma delle irregolarità, al licenziamento in tronco e alla segnalazione alla Procura, che potrebbe procedere per falso in atto pubblico.
 
«Da parte nostra, daremo la massima collaborazione alle forze dell'ordine per bloccare il malcostume del facile diplomificio» ha messo in chiaro Elena Donazzan, assessore regionale alla Scuola. E Sonia Brescacin, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, rincara la dose: «È importante accertare che tutti gli iscritti nelle graduatorie Ata possiedano i titoli e i punteggi richiesti. In caso contrario, si tratta di un reato ed è giusto licenziare chi occupa illegittimamente un ambito posto di lavoro».
LE VERIFICHEFino ad oggi gli istituti verificavano la veridicità delle autocertificazioni solo quando c'era il sospetto che ci fosse qualcosa di anomalo. Adesso dovranno controllare la posizione di tutti i lavoratori, uno per uno, per accertare che abbiano realmente le carte in regola. Un atteggiamento etico, se vogliamo. Perchè in realtà sotto la lente d'ingrandimento ci sono soprattutto i collaboratori scolastici provenienti dalla Campania. Ma non solo. Nelle ultime ore il terremoto pare allargarsi anche alla Calabria. L'ufficio scolastico del Veneto sta portando avanti l'indagine interna.
Il riserbo è massimo. Il ministero dell'Istruzione ha imposto il più rigoroso silenzio. «C'è l'ordine tassativo di non parlare», rivelano dagli uffici di Venezia. Fatto sta che è lo stesso ufficio scolastico regionale, proprio attraverso la circolare in questione, a confermare che sono emerse diverse assunzioni irregolari. «Alla luce delle numerose segnalazioni pervenute riguardanti il rilascio di titoli di studio falsi scrive l'ex provveditorato si invitano i dirigenti al puntuale controllo dei titoli rilasciati dalle scuole paritarie, nonché sui servizi svolti presso le medesime». Verificare la validità dei titoli di studio non è affatto semplice. Le scuole paritarie che li hanno timbrati sono spesso sparite nel nulla senza lasciare traccia dei registri. Il sospetto, in buona sostanza, è che qualche istituto sia stato usato come diplomificio per strappare l'assunzione in un posto blindato. Ma anche qui l'ufficio scolastico veneto ha deciso di tirare una riga. Ora ogni istituto dovrà contattare direttamente le scuole paritarie che hanno rilasciato i diplomi indicati dai lavoratori nelle autocertificazioni. Se si riveleranno irreperibili, si procederà prendendo contatti con l'ambito territoriale per individuare la scuola statale in cui sono stati depositati gli atti.
IL LICENZIAMENTONel caso in cui non dovesse emergere alcun riscontro, verrà avviato il procedimento di esclusione dalle graduatorie, viatico verso il licenziamento. Il discorso vale anche per le dichiarazioni sospette relative a periodi di lavoro svolti dai collaboratori scolastici in istituti paritari, che fanno lievitare i punteggi e permettono di scalare le graduatorie. «Pervengono numerose segnalazioni scrive sempre l'ufficio scolastico veneto di circolazione di dichiarazioni concernenti servizi svolti presso scuole paritarie che non risultano riconosciute dal ministero o addirittura inesistenti».
Davanti a documenti falsi, si andranno a rivedere le graduatorie. Di conseguenza, i collaboratori scolastici interessati potrebbero essere sostituiti da altri. Insomma, un vero e proprio terremoto. Che lunedì sarà al centro di un vertice tra Augusta Celada, direttore generale dell'ufficio scolastico del Veneto, appena insediata, e i rappresentanti dei sindacati della scuola. «Chiederemo di sapere cosa sta succedendo spiega Claudio Baccarini, referente per la Cgil Veneto si deve far chiarezza». Si parlerà anche delle difficoltà delle elementari che non riescono a trovare supplenti disponibili per brevi periodi. Ma alla luce del terremoto riguardante i titoli di studio fasulli, questo nodo finisce inevitabilmente in secondo piano.
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Giovedì 13 Dicembre 2018, 09:31






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5 di 23 commenti presenti
2018-12-14 11:24:26
Secondo me, da quanto ho avuto modo di constatare nel corso degli anni, al Sud vengono promossi tutti e la media delle votazioni è molto più alta che al Nord, i professori non vogliono avere " noie " dai genitori degli studenti.
2018-12-14 11:07:33
Siamo alle solite l'autocertificazione può valere per uno stato efficiente e dei cittadini onesti. Ma sullo stato efficiente lascimo perdere e sui cittadini purtroppo del sud meglio non incorrere in atteggiamenti razzisti. Però vedo, leggo che queste cose succedono solo e sempre con la pubblica amministrazione, dirigenti che non hanno i titoli per partecipare, ma partecipano e sono promossi, medici che non sono nemmeno operatori socio sanitari (chiedo scusa a quest'ultimi) e inultima operatori scolastici, ex bidelli, che non hanno i titoli richiesti, naturalemte napoli, palermo, ecc.ecc. Nella parte privata, anche più casereccia tu puoi dichiarare ciò che vuoi ma poi il tuo datore di lavoro fa una semplice telefonata, oggi ci si dovrebbe collegare in internet con l'istituto o il MIUR, ma lasciamo perdere. E chiede se e quando hai fatto l'esame di stato, se diplomato o l'ex esamen di licenza media, o il diploma di laurea. Al mio primo lavoro avevo scritto nel curricola oltre al titolo di studio anche l'esperienza fatta all'estero con le manisoni svolte. Il datore di lavoro mi ha fatto il colloquio assieme ad altri, come sempre ti farò sapere. Mi assunse dopo quindici giorni. Due anni dopo ho scoperto che aveva scritto alla multinazionale estera per sapere le manisini svolte, e all'università di Padova per sapere il mio punteggio di laurea, che non avevo scritto nel curricula. Un privato, oberato d'impegni e potenzialmete con la possibilità di assumere chiunque li fosse simpatico. Lo stato si fida........
2018-12-14 00:45:12
Se si passa alla pesca a strascico, il pescato aumenta e di parecchio.
2018-12-13 22:20:30
cambia poco, avranno il reddito di cittadinanza.
2018-12-13 21:20:57
la presentazione di una autocertificazione, permessa dalla legge per snellitre la burocrazia e tagliare i suoi tempi, non esonera l'ufficio che la riceve nel fare successivamente dei controlli per verificarne l'attendibilità. a questo punto chi non l'ha fatto deve avere qualche noia anche lui perchè è chiaro che sono dei complici di questi truffatori.