Bidelli e falsi diplomi, Donazzan
alla collega campana: «Che succede?»

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foto di repertorio

di Mauro Favaro

VENEZIA - «Chiedo accertamenti a tappeto nelle scuole venete». Elena Donazzan vuole vederci chiaro. Il caso dei bidelli provenienti dalla Campania assunti nelle scuole del Veneto sulla base di diplomi fasulli ha innescato un terremoto. Dopo le prime segnalazioni, l'assessore regionale alla Scuola ha subito scritto ai prèsidi per invitarli a controllare fino all'ultima riga i curricula e i titoli di studio dubbi del personale Ata. E di seguito scriverà anche all'assessore della Regione Campania all'Istruzione chiedendole di verificare attentamente la condotta delle scuole superiori del proprio territorio. L'ufficio scolastico del Veneto ha già avviato un'indagine interna che coinvolge tutte le province. Il riserbo è massimo. Ma da quanto si apprende sono stati individuati diversi collaboratori scolastici di ruolo che non avrebbero avuto tutte le carte in regola per firmare un contratto a tempo indeterminato. Tutto ruota attorno al diploma. 

LE AUTOCERTIFICAZIONI Più di qualche bidello sarebbe entrato negli organici degli istituti veneti grazie ad autocertificazioni dove sarebbero stati citati titoli di studio di dubbia provenienza. Verificarne la validità non è cosa semplice: le scuole della Campania che li hanno timbrati spesso sono sparite senza lasciare traccia dei registri. Il sospetto è che qualche istituto sia stato usato come un diplomificio per strappare l'assunzione in un posto blindato. «Intendo andare fino in fondo spiega Donazzan per fare chiarezza sulle assunzioni dei collaboratori scolastici, cioè i bidelli, e del personale amministrativo che lavorano nelle segreterie e che provengono dalla Campania». Sotto la lente ci sono i punteggi, le abilitazioni e i diplomi presentati dai collaboratori scolastici, nonché gli istituti campani nei quali sarebbero stati ottenuti, praticamente sempre con il massimo dei voti. Il passo verso l'incidente diplomatico tra le due regioni è breve. Donazzan ha già annunciato che scriverà a Lucia Fortini, assessore regionale all'Istruzione della giunta di Vincenzo De Luca. «Scriverò alla collega della Campania perché è da lì che provengono i bidelli e gli amministrativi in questione specifica facendo presente che l'ufficio scolastico del Veneto ha già attivato da tempo una commissione di ispezione per le scuole non statali che possono avere qualche dubbio di legittimità. In Veneto è molto più difficile che si acquisiscano titoli senza un percorso accertato e regolare. Suggerirò alla collega di fare accertamenti accurati, altrimenti ne soffrirà la reputazione dell'intera Regione Campania. Da parte nostra, daremo la massima collaborazione alle forze dell'ordine per bloccare il malcostume del facile diplomificio». Oltre ai controlli, Donazzan indica anche un'altra via d'uscita: l'autonomia. «Si tratta di una vicenda che non dovrebbe accadere in un Paese normale conclude e certamente con l'autonomia questo non sarebbe accaduto, visto che i concorsi sarebbero stati verificati dalla Regione, con titolo alla mano, e non con semplici autocertificazioni».

 
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Mercoledì 12 Dicembre 2018, 14:49






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5 di 13 commenti presenti
2018-12-13 16:46:43
Ricordo che la Ex ministra dell'istruzione aveva forse la terza media.....
2018-12-13 08:24:13
L'accertamento sulla effettiva regolarita' dei diplomi spetta al Ministero. Fermo restando, che la Donazzan si sta' inventando i lavori.
2018-12-13 07:14:16
I napoletani...specialisti in " pacchi "...
2018-12-12 20:49:01
I diplomici esistono perche le autorità chiedono diplomi per lavori dove basta la licenza elementare... non fermatevi alle apparenze, andate piu a fondo di come ve la raccontano, cosi capirete come funziona questa madre patria,...
2018-12-12 19:04:40
segnalato 10 anni fa,anche siciliani…..un diploma costava 6000 euro, on certificato medico 1000, ma intanto superavano tutti in ruolo. le cause vengono fatte in campania e sicilia…….la mia è ferma dal 2010