Venerdì 5 Ottobre 2018, 13:18

La bandiera del Veneto "divide" l'Italia, la Consulta: «Incostituzionale l'obbligo di esporla»

La bandiera del Veneto "divide" l'Italia, la Consulta: «Incostituzionale l'obbligo di esporla»

di Angela Pederiva

È incostituzionale l'obbligo di esporre la bandiera del Veneto «all'esterno degli edifici sedi della Prefettura e degli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato». L'ha stabilito la Consulta con la sentenza depositata ieri, che accoglie buona parte del ricorso presentato un anno fa dall'esecutivo Gentiloni, impugnando la legge regionale che di fatto imponeva di far sventolare il leone marciano sui pennoni di rappresentanze territoriali del Governo, Questure, caserme di Carabinieri, Esercito, Marina, Aeronautica e Guardia di finanza, locali dell'Agenzia delle entrate: secondo la Corte, quella prescrizione non solo invade «la competenza legislativa esclusiva» statale in materia di ordinamento e organizzazione, ma vìola anche «il principio di unità e indivisibilità della Repubblica». Secca la replica del governatore Luca Zaia alla bocciatura della norma: «Non esiste, la ripresentiamo e chiediamo entri nell'intesa sull'autonomia».

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5 di 30 commenti presenti
2018-11-19 12:13:04
tante volte ho dovuto vergognarmi di essere italiano : di essere veneto , mai.... Io non capisco tanta acrimonia da parte di taluni individui,,, chi contesta la bandiera con le tre gambe del sud itaglia ?????? eppure ce ne sarebbero motivi ...!!!!!! Il vivere quotidiano da' l'esatta misura della diffeenza fra Veneto e sud itaglia ? perchè i campani, sicigliani, calabresi non si curano al sud ? non è itaglia anche quella ?
2018-10-07 11:04:47
Claudio Pros lei è da anni che fa propaganda politica in questo blog, senza aver mai chiarito niente. Le sue tesi sono infondate e difatti non è mai riuscito a dimostrare nulla. A proposito: quanto costa la tessera del suo Comitato per l'abolizione delle regioni? Rilasciate regolare ricevuta? Dove avete la sede legale?
2018-10-07 09:34:07
Non mi interessa ripetere ad ogni piè sospinto per i lettori di questo blog, quello che ho più e più volte chiarito. Nel periodo che va dal tardo bronzeo al pre-romano, in questa ristretta zona del nord-est del paese esistevano sparuti gruppi soventemente palafitticoli con nulla di particolare, i cui reperti hanno di tutta evidenza caratteristiche etrusche fenicie ed elleniche. Le simbologie astrali, orientali con sfingi alate, grifoni, leoni alati; l’oggettistica rivenuta nelle “necropoli” nei resti delle capanne/casoni, o litorali ad ambienti acquei, ecc. non sono dissimili da quelle delle altre zone, erroneo è dire che presentino della caratteristiche diverse da quelle definite etrusche. Le situle, le borchie, il vasellame, le armi, le spille e ogni oggetto della quotidianità, sono del tutto le stesse di quelle ritrovate ad esempio negli attuali scavi del piceno, del tosco, dell’emiliano-romagnolo, ecc. Presenti in tutte le “portualità” di scambio costiero (Adria, Spina, Rivoalto, ecc.) L’alfabeto è etrusco, lo scarso contenuto testuale non è peculiare, discosto o dissimile dall’etrusco e dal latino. Affermare che in questi occasionali gruppi tribali fossero “paleo-, antichi-, proteo- veneti”, è solo una forzatura ideologica posta negli ultimi decenni appoggiata dagli attuali regionalisti. Se si scava sull’uso del termine “veneto”, si trovano i vari utilizzi del termine. Va subito detto che questa parolina non ha nessunissima corrispondenza con un “popolo”, una “lingua”, una “storia” (Eine Geschichte, eine Sprache und eine Volkes). Questo modo di interpretare è fortemente manipolatorio ed ideologico. Proviene dalle correnti più reazionarie e retrive del Romanticismo e Idealismo “teutone” nella costruzione settecentesca di “nazione”. Già parlare di “popolo” (Volk- → da cui folklore), indica chiaramente il marchio di fabbrica, la fattura di provenienza dell’ideologia. Sull’etimologia della parola “venet-“, nessuno sa dire alcunché, esistono solo disparate e curiose interpretazioni di nessun fondamento filologico. Per i mitografi ellenici (raccontatori di favole utili alla colonizzazione), venet- non erano solo gli abitanti di quella che divenne molti secoli dopo Venetia (ex Rivoalto), ma tutti quelli con cui in qualche modo commerciavano malamente, in schiavi, stagno, ambra, manufatti, vino, armi, bestiame, tessuti, ecc. Questa parola fu comoda anche per gli imperiali romani nella loro colonizzazione del territorio. Gli esempi di venet- venetuli, enedi, venetulani, e così via cantando, sono molteplici in tutto il territorio europeo che va dall’Atlantico agli Urali (noti ad esempio sono i “veneti” del De Bello Gallico di Cesare). Questa etichetta veniva appioppata appunto in maniera casuale, arbitraria, un po’ come facciamo con gli “extracomunitari”, senza curarsi minimamente di conoscere la loro provenienza ma stigmatizzandoli con questo termine che passa su di loro come un rullo compressore. Nessuno al mondo potrà dire comunque che i selvaggi preromani fossero “paleoveneti”, sarebbe però corretto chiamarli solo “paleo”. In estrema sintesi, non è dato sapere che in questo lembo del pianetino ci fossero dei “venet- preromani”, chi afferma ciò racconta la sua retoricissima favoletta di conio regionalistico contemporaneo, che nulla ha a che vedere con le evidenze archeologiche presenti e a disposizione di chi vuol studiarle senza foderati occhialoni o filtri ideologici, nei musei. Poi, se lei invece di trovarvi l’etrusco evidente, riesce comunque a vedere i “veneti” del sussidiario del nonno che ha in casa, o “va in Internet a leggersi i siti e i social venetistici del leone alato copiato pari pari dagli antichi assiri, accadici, babilonesi”, non posso, ahimè, farci nulla… La saluto con cordialità
2018-10-08 00:53:06
Prima di tutto ti ricordo che nei forum si dà sempre del tu, ovviamente sempre col dovuto rispetto ma se proprio non ti aggrada, allora puoi sempre chiamarmi " Sua Eccellenza".------------------------------------------------------------------------- Allora cominciamo a fare un pò di storia: I Veneti antichi hanno solo dato il nome alla regione all'incirca attuale, così come i longobardi hanno dato il nome all'attuale regione Lombardia. Attualmente questi " Veneti antichi" non esistono più al puro DNA, ( forse la zona costiera veneziana ( forse) ma non l'entroterra. Dopo la caduta dll'impero romano nel 450 d.c. circa, le invasioni barbariche sono entrate in tutto il nordest. Popolazioni come Goti, Ostrogoti si sono stanziati la maggior parte qui, poi soppiantati dall'invasione dei Longobardi che sono arrivati qui dalla Pannonia ( e prima ancora dai Paesi Baltici) spinti da altre popolazioni in emigrazione. Questi sono arrivati qui con tutte le loro famiglie e soldati e si sono stanziati stabilmente nel territorio, mescolandosi successivamente con la popolazione autoctona, costituendo il Ducato longobardo nell'entroterra veneta, mentre la zona costiera era rimasta Veneziana. Poi i Longobardi sono stati sconfitti dai Franchi, anch'essi germani del nord ma non sono stati sterminati ma solo sconfitti e poi amalgamatisi con la popolazione autoctona. Il mio paese è noto per essere uno dei più grandi siti longobardi d'italia, dove sono state trovate più di 350-400 tombe longobarde, costruendo alcune zone PEEP. Chissà quante ce ne sono ancora sottoterra. Il mio paese, ora cittadina, era costituito anticamente da un agglomerato longobardo ( di cui si trovano diverse edifici, specie chiese) ed un autoctono, molto ravvicinati e pertanto poi fusisi assieme. Poi ti ricordo che tutto l'altopiano vicentino e la zona prealpi vicentine sono considerate zone germanofone (si parlava solo cimbro fino al 1500( non lingua tedesca come si crede ma lingua nordica dei paesi baltici), poi c'è stata ,sempre nell'altopiano , una forte immigrazione austro bavarese di boscaioli, chiamati qui dalla Repubblica di Venezia per approvviggionarsi del legname per le sue navi. Ti ricordo che a Monte di Malo, ai piedi delle prealpi vicentine si parlava solo tedesco, separatosi dal Comune di Malo perchè la si parlava veneto. Poi con la grande guerra la popolazione dell'altopiano è dovuta scendere in pianura a causa dei bombardamenti austriaci, molti poi sono rimasti ma molti sono rientrati a guerra finita. - Poi con l'industrializzazione successiva della pianura, molti sono riscesi per trovare lavoro nelle aziende, difatti il territorio vicentino pullula di nomi di derivazione cimbra e di gente proveniente dalla montagna, anche se cognomi e nomi sono stati italianizzati e tutti ormai parlano il Veneto. - Poi ti ricordo che la provincia di Vicenza, Treviso , Verona, Padova e Belluno ( forse anche Rovigo) sono state incorporate nella Repubblica di Venezia solo dal 1403 e non prima. Pertanto non stiamo più a parlare di antichi Veneti ma solo di Veneti odierni riferentisi alla popolazione odierna che abita stabilmente in questo territorio. Poi mi spiace per te e dovertelo dire in faccia che gli antichi euganei non esistono più.
2018-10-09 23:17:14
É davvero divertente, vi siete confezionati una vostra narrazione, tratta e assemblata un po' da vecchi sussidiari e siti venetistici. Bravi, non fate altro che seguire le orme dei mitografi, raccontatori di fiabe come gli ormai dimenticati bardi, torototera, ecc.… Certo, vi ringrazio, sono righe di viva e curiosa fantasia. Delle vere e proprie fiction…