Allarme siccità: -40% la portata dei fiumi, -40% di piogge

Allarme siccità: -40% la portata dei fiumi, -40% di piogge

di Paola Treppo

BASSA FRIULANA - Preoccupazione per l’andamento delle portate del fiume Tagliamento e del torrente Torre. Nel bacino montano del Tagliamento le precipitazioni nei mesi di giugno e luglio si sono attestate al 40% delle medie del periodo
 
Emergenza in Medio Friuli
Preoccupazione per l'andamento delle portate del fiume Tagliamento e del torrente Torre, principali fonti di alimentazione della fitta rete di canali che solcano il territorio consortile nel Medio Friuli, e che garantiscono l’approvvigionamento a fini irrigui, apportano diversi benefici ambientali e paesaggistici (servizio eco-sistemico). A segnalarlo è il Consorzio di bonifica di pianura friulana, che, pur senza voler far allarmismi, annuncia problemi di approvvigionamento in alcune aree del Medio Friuli legati alla perdurante siccità nella zona montana.

Pioggia a giugno a luglio: 40% rispetto alla media
«Le scarse precipitazioni nel mese di giugno e luglio nelle aree montane, infatti, hanno comportato una progressiva riduzione delle portate fluenti - spiega il direttore Massimo Canali - con una situazione di deficit idrico presso la principale opera di presa di Ospedaletto, in comune di Gemona del Friuli». In particolare presso le stazioni gestite dall’Osservatorio meteorologico regionale di Tolmezzo, Enemonzo e Tarvisio, rappresentative del bacino montano del Tagliamento, le precipitazioni nei mesi di giugno e luglio si sono attestate al 40% delle medie del periodo.

Temperature: +2,5°
La stagione irrigua 2018 ha avuto completo avvio da metà giugno, dopo un mese di maggio contraddistinto da valori di temperatura estremamente elevati (in pianura la temperatura media mensile si è attestata sui 20° gradi, ben 2.5° gradi oltre la norma, valore simile al maggio 2003, quando il valore era di 20.1° gradi, da una parentesi fresca a metà mese e da un numero di giorni piovosi nelle medie del periodo, e un avvio di giugno piuttosto instabile, caratterizzato da caldo, umidità e isolati temporali anche forti.

Dichiarato lo stato di sofferenza idrica in regione
Il Consorzio aveva segnalato già a metà giugno la situazione agli Uffici regionali e, il 24 luglio scorso, è stato dichiarato lo stato di sofferenza idrica sul territorio regionale, in particolare lungo il fiume Tagliamento nel tratto a valle della sezione di Pioverno.

Il Torre a Zompitta
Situazione meno critica, seppur costantemente monitorata, nei comprensori alimentati dalle acque derivate dal Torre a Zompitta, mentre non destano preoccupazione il livello delle falde freatiche che si mantiene su valori prossimi alle medie del periodo.

La presa di Ospedaletto
Nella Bassa Friulana la stagione irrigua prosegue regolarmente grazie a un discreto apporto dei corsi d’acqua di risorgiva alimentati dalla falda freatica. Relativamente alla presa di Ospedaletto il Consorzio, di concerto con la Regione e l’Ente Tutela Patrimonio Ittico, sta operando un monitoraggio quotidiano lungo l’alveo del Tagliamento a valle della derivazione, a salvaguardia della fauna ittica, e la portata fluente viene integrata con appositi rilasci dal serbatoio dell’Ambiesta effettuati dalla società A2A che gestisce gli impianti idroelettrici ubicati sulla parte occidentale del bacino montano del Tagliamento.

Cosa fare?
Nel caso la situazione di deficit idrico perdurasse, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana prevede di attuare misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua a fini irrigui, già sperimentate nelle annate 2003 e 2006, con riduzione delle portate nel canale di Martignacco a valle di Basiliano, nei canali terziari (usi domestici di Carpacco, Dignano, Mereto) e con l’interruzione dell’irrigazione di soccorso lungo l’intera rete derivatoria Ledra Tagliamento.

«Per ora - precisa il direttore Canali - queste misure non si sono rese necessarie grazie anche all’attuazione dell’importante programma di investimenti stanziati dal Ministero delle politiche agricole e dalla Regione Fvg dopo le annate 2003 e 2006, grazie al quale vaste porzioni del comprensorio sono state oggetto di conversione irrigua, da scorrimento a pressione, garantendo un risparmio idrico dell’ordine del 50%».

«Considerata la frequenza con cui si manifestano stagioni siccitose - evidenzia la presidente del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana Rosanna Clocchiatti - diventa imprescindibile dare attuazione alla realizzazione del collegamento tra il sistema derivatorio Ledra–Tagliamento e lo scarico del Lago di Cavazzo (infrastruttura peraltro già prevista nel Piano di Tutela delle Acque recentemente approvato dalla Regione), coinvolgendo tutti i portatori di interesse in un percorso che coniughi gli aspetti irrigui, paesaggistico-ambientali ed idroelettrici”.

Si ricorda che la superficie servita dagli impianti consortili (un centinaio di pozzi ed oltre una ventina di centrali di pompaggio, gestiti e manutenzionati da una cinquantina di operai distribuiti nell’intero comprensorio di 200.000 ettari che da Gemona arriva a Lignano e Grado) supera i 44.000 ettari, di cui circa 30.000 beneficiano di irrigazione a pressione e circa 14.000 ettari di irrigazione a scorrimento. A questa si aggiungono le aree della bassa friulana a valle della linea delle risorgive, servite dall’uso promiscuo della rete di scolo gestita da manufatti di ferma e regolazione e dalle idrovore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 31 Luglio 2018, 14:48






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