Va dalla polizia: «Ho strangolato la mia ragazza, ho il cadavere in auto»

PER APPROFONDIRE: delitto, omicidio, palmanova
Va dalla polizia: «Ho strangolato la
mia ragazza, c'è il cadavere in auto»
Lei aveva 21 anni, lui 35

di Paola Treppo

PALMANOVA (Udine) - Un altro terribile femminicidio in Friuli. Un ragazzo si è presentato questa mattina di martedì 1.  agosto nella sede della polizia stradale di Palmanova e ha confessato di aver commesso un omicidio.

Entrambi sono friulani: lui Francesco Mazzega, ha 35 anni, ed è di Spilimbergo (Pordenone), lei 21, Nadia Orlando, è di Dignano. Pare avessero litigato qualche giorno prima e lui, ieri sera, l'aveva raggiunta a casa convincendola a salire in auto per fare la pace. La ragazza pare sia morta per strangolamento. Il compagno assassino - che pare lavorasse con lei - ha girovagato tutta la notte con il cadavere in auto prima di andare a costituirsi alla polizia.
 


Entrambi lavoravano alla Lima di San Daniele del Friuli, una azienda specializzata in protesi ortopediche. I due erano attesi al lavoro stamani.
 
 


«È una tragedia immane: non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere». Sono le parole pronunciate da una parente di Nadia Orlando, all'uscita dall'abitazione dove la ragazza viveva con i genitori e un fratello. Da quanto si è appreso, la famiglia aveva lanciato l'allarme all'alba di oggi, quando ha scoperto che la ragazza non aveva fatto rientro per la notte. Secondo le testimonianze riferite dai vicini della vittima, Nadia sarebbe uscita ieri sera con il fidanzato senza che vi fossero sospetti circa il tragico epilogo. Quando dalla sede di lavoro della coppia è stata confermata la contemporanea assenza dei due, il dubbio è diventato realtà senza che comunque si pensasse ancora a un delitto, ma piuttosto a un incidente. 
LA CAUSA - «La differenza di età all'interno della coppia sembra che rappresentasse un problema: ieri sera c'è stata l'ennesima lite, forse è volata qualche parola di troppo, almeno secondo quanto sostiene il reo confesso, e a quel punto l'uomo ha preso al collo la fidanzata fino a stordirla e farle perdere conoscenza, tragico preludio al decesso». È la ricostruzione dell'omicidio di riferita dallo stesso Mazzega agli investigatori della Polizia di Stato. Lo ha reso noto, parlando con i giornalisti, il vicequestore aggiunto di Udine, Massimiliano Ortolan, al termine dell'interrogatorio dello stesso Mazzega. «L'uomo ha spiegato che quell'alterco sarebbe avvenuto in macchina, a Dignano, non lontano dall'abitazione della vittima - Ai colleghi che piantonavano il comando della Polizia Stradale, a Palmanova ( Udine), ha confessato di avere in auto il cadavere della ragazza, che era morta da diverse ore. La discussione era nata per quelle che l'uomo ha definito piccole problematiche, che erano viste come molto grandi da lui e forse sottovalutate da lei». Discussioni che sarebbero legate, in particolare, alla gelosia dell'uomo nei confronti di una fidanzata di 15 anni più giovane. «È pentito e si vergogna di ciò che ha fatto - ha ribadito Ortolan - e riteniamo che non ci sia la premeditazione, ma questo dato sarà valutato dalla Procura». Secondo il medico legale che ha effettuato l'ispezione cadaverica, il delitto sarebbe avvenuto tra le 22 e le 23 di ieri sera. «I ragazzi erano usciti poco prima delle 20 - ha concluso il vicequestore - niente sembrava lasciar presagire questo epilogo». 

LE REAZIONI -  «L'orrore non si ferma e le donne continuano a essere vittime di una violenza che non ha spiegazione, e che soprattutto non ha giustificazione» afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, esprimendo «dolore e sconcerto» per l'uccisione della giovane «Le donne che rimangono vittime di persone con cui hanno legami affettivi sono ancora un numero troppo elevato, e rappresentano il punto più drammaticamente visibile di una mentalità che ancora si fatica a modificare. In Friuli Venezia Giulia un'apposita legge finanzia i progetti antiviolenza, sono state prese iniziative come le 'Stanze rosà nei Pronto soccorso e si fanno interventi a favore di donne che hanno bisogno di protezione e sostegno per uscire da situazioni di violenza. Occorre però che la consapevolezza del problema diventi più capillare a livello di opinione pubblica e - conclude - non se ne parli solo quando esplode un caso che ha risonanza mediatica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 1 Agosto 2017, 10:44






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