"La tempesta perfetta" prevista tra il 2020 e il 2030: gli esperti spiegano cos'è

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"La tempesta perfetta" prevista tra il 2020 e il 2030: gli esperti spiegano cos'è
PORDENONE - (L.P.) La chiamano "La tempesta perfetta" ed è prevista tra il 2020 e il 2030. Non si tratta di una nuovo film, bensì di un concentrarsi di penurie alimentari, idriche e costi energetici che rischia di compromettere l'equilibrio naturale del pianeta e il nostro sviluppo economico. A causare questa circostanza saranno la crescita della popolazione mondiale e il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi più poveri, due condizioni che porteranno a una sempre maggiore richiesta di energia, alla quale le fonti di approvvigionamento, così come le conosciamo oggi, potrebbero non riuscire a far fronte, vista la loro esauribilità.

Quale futuro ci attende, allora? Quale futuro possiamo, e dobbiamo, costruire? A queste domande cercherà di rispondere Maurizio Fermeglia, rettore dell'Università di Trieste. «Fondamentale diventa la scelta delle fonti energetiche da utilizzare per limitare i danni che l'approvvigionamento, inevitabilmente, crea all'ambiente - spiega Fermeglia -. È necessaria una grande spinta scientifica per sviluppare nuovi processi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e, in particolare, dal sole. E, non ultima, una spinta educativa verso comportamenti sostenibili. È urgente - aggiunge - investire oggi in infrastrutture e tecnologie che possano evitare danni domani».

Fermeglia citerà il lavoro di John Beddington, capo dei consulenti scientifici del governo inglese, che nel 2009 posizionò la tempesta perfetta nel 2030. Passerà poi a quello del pioniere armeno, Giacomo Ciamician, chimico dell'Ateneo triestino noto come Il profeta dell'energia solare e fondatore della fotochimica, che agli inizi del Novecento affrontò il punto cruciale del problema energetico trovando nel sole la risposta per il futuro. L'evento è in programma oggi, sabato 7 ottobre, dalle 16.15, all'ex centrale idroelettrica di Malnisio, nell'ambito del festival scientifico iniziato ieri e che sta riscuotendo notevole curiosità sia tra gli addetti ai lavori sia tra gli studenti e la popolazione della zona.
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Sabato 7 Ottobre 2017, 15:16






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5 di 7 commenti presenti
2017-10-08 14:25:57
per limitare le nascite bisogna culturalizzare il terzo mondo. in brasile nel passato hanno fatto di più le telenovele che qualsiasi campagna pubblica sulla limitazione delle nascite. però ricordatevi che le nascite vanno limitate dove non servono e non qui da noi. e lo dico sorridendo sarcastico.
2017-10-08 18:13:37
La cina non e' certo da annoverare fra i paesi del terzo mondo ma nonostante cio' hanno deciso di lasciar fare due figli per coppia ; quando erano realmente terzo mondo potevano farne uno solo.( non credo sia solo un problema culturale . )
2017-10-07 23:03:40
Fonti autorevoli dicono che sul pianeta terra ci siano risorse per sostenere il doppio della popolazione attuale,ma a qualcuno non fa comodo,quindi meglio fare guerre e far morire di fame una parte della popolazione per avere "abbastanza risorse".
2017-10-08 14:31:01
Sono le stesse fonti che non vogliono gli ogm ? ( senza ogm , gia' ora ci sarebbe una penuria di derrate alimentari !)Sono esponenti religiosi ? ( sappiamo bene che sono sempre stati fuori dal mondo reale ) Sono grandi societa' che producono beni di consumo ?(piu' consumatori piu' profitto ) Se pensi veramente che ci possa essere cibo abbastanza per 15 miliardi di persone , pensa a quanta chimica dovra' essere versata nei campi e poi pensa per quanto tempo lo si potra' fare
2017-10-07 21:08:37
Ci vuole una grande spinta scientifica, d'accordo, ma ci vuole soprattutto una campagna mondiale di sensibilizzazione per il contenimento delle nascite. E probabilmente, al punto in cui siamo giunti, qualcosa di più concretamente efficace di una campagna di sensibilizzazione.