Tentato omicidio a Cjasa de Gahja «Quel coltello poteva uccidere»

L'avvocato Olga Fabris a Ciasa de Gahja
BUDOIA - La festa di compleanno a Ciasa de Gahja poteva finire in tragedia. Alessia Fadelli, la 19enne di Vigonovo raggiunta da quattro coltellate inferte dall’ex fidanzato Samuele Da Re, è guarita in meno di 40 giorni senza riportare conseguenze permanenti. Il coltello usato per colpirla è stato però giudicato idoneo a uccidere. Così conclude il medico legale Lucio Bomben nella perizia commissionata dalla Procura di Pordenone per ricostruire la dinamica del tentato omicidio del 1. ottobre scorso a Budoia. Al consulente era stato chiesto di esaminare le lesioni riportate dalla ragazza e dal coetaneo Ludwig Bolzan, rimasto ferito mentre proteggeva l’amica dall’aggressione. In questi giorni i legali di Da Re (Olga Fabris e Matteo Brovedani) e delle due vittime (Paolo Pastre e Antonino Di Pietro) hanno consultato la perizia. 

 
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Venerdì 15 Dicembre 2017, 07:00






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2 di 2 commenti presenti
2017-12-15 12:54:21
credo che qualsiasi "coltello" (fosse magari pure di plastica o cutter/taglierina) se prende una vena possa uccidere: mica deve essere per forza un "pugnale a doppio filo (con scola sangue)"
2017-12-15 07:15:56
Non pensavo servissero due mesi e mezzo e una perizia di un medico legale per capire che il coltello poteva uccidere. Il coltello eh, mica chi lo impugnava. Ma ditemi voi se deve contare più la tecnica omicidiaria che la volontà. E se non fosse stato idoneo a uccidere? Sconto di pena? Tirare quattro coltellate a una ragazza non sono sufficienti per stabilire che VOLEVA ucciderla?