Delitto Teresa e Trifone: processo ​d'appello al via. Ruotolo in aula

Delitto Teresa e Trifone: processo  d'appello al via. Ruotolo in aula
 Prima udienza oggi, alla Corte d' Assise d'Appello di Trieste, del processo d'appello a carico di Giosuè Ruotolo, l'ex caporal maggiore dell'Esercito, di 29 anni, di Somma Vesuviana (Napoli), condannato all'ergastolo l'8 novembre scorso, perché ritenuto colpevole del delitto di Trifone Ragone, 28 anni, e della sua fidanzata Teresa Costanza, 30 anni, uccisi il 17 marzo 2015 nel parcheggio del palasport di Pordenone.

In aula sono presenti Ruotolo, difeso da Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, e il padre. Tra le parti civili, ci sono i genitori delle vittime. L'aula è presieduta dal Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Trieste, Igor Maria Rifiorati. La Corte ha stabilito, dopo essersi riunita, di non concedere alle telecamere di alcune trasmissioni televisive di riprendere il processo e in particolare, Ruotolo. Proprio Rigoni Stern ha annunciato che chiederà alla Corte una perizia super partes per fare chiarezza su alcuni punti dell'inchiesta che la difesa definisce contraddittori.
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Venerdì 12 Ottobre 2018, 10:50






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4 di 4 commenti presenti
2018-10-12 16:04:57
Bastaaaaa con sta storia, non è una telenovelas
2018-10-12 15:10:58
Senza alcun dubbio è condannabile l'assassinio ma chissà cosa avrà subito l'assassino, forse anche ricattato. Per questo si fanno i processi, per chiarificare.- Buon lavoro.-
2018-10-12 14:02:36
Una persona non uccide a sangue freddo per "salvare la sua carriera nella Guardia di Finanza". Ruotolo semplicemente, prima che avvenissero i tragici fatti, non poteva aver maturato un profilo psicologico tale da farlo entrare con l'obbligata irreprensibilità richiesta in un corpo dello Stato. Detto questo, va sottolineato come il tempo e il lavoro certosino dei magistrati proprio in questi ultimi tempi sta aprendo degli squarci di luce anche in contesti ritenuti dalla pubblica opinione inattaccabili: caso Cucchi e Borsellino ad esempio. E questo non va interpretato come un discredito rivolto ai corpi dello Stato bensì a tutto vantaggio, rafforzandone financo l'immagine nobile, della maggioranza di servitori dello Stato che non indossano la divisa per scaricare le proprie tensioni interiori su cittadini o colleghi.
2018-10-12 11:43:11
Ruotolo ha le sue colpe, ma la fidanzata che lo ha istigato (laureata pure in legge), non paga. Mi sembra moralmente colpevole e secondo me dovrebbe rispondere anche lei. Fine tragica di due splendidi ragazzi.