Incubo pronto soccorso: malati in barella anche nei corridoi

Incubo pronto soccorso: malati in barella anche nei corridoi

di Alberto Comisso

PORDENONE - La storia si ripete. E i problemi sono sempre gli stessi. Ora che il picco dell'influenza sembra ormai essere alle spalle si pensava che la situazione, soprattutto sul fronte della carenza dei posti letto e degli accessi al pronto soccorso, fosse migliorata. Ma non è così. Per dire il vero, grazie anche al lavoro costante della direzione sanitaria, nei giorni scorsi si è cominciata a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma vittoria è stata cantata troppo in fretta: sono stati sufficienti tre giorni da bollino rosso per far ripiombare la struttura ospedaliera del Santa Maria degli Angeli di Pordenone nel panico.

INTASATO
Tre le giornate da tutto esaurito: sabato 3 febbraio, giovedì e venerdì. E non è da escludere che gli accessi al pronto soccorso possano mettere nuovamente in difficoltà personale e spazi a disposizione. Sala di attesa gremita, corridoi intasati dalle barelle, spazi di astanteria pieni zeppi. Poco il personale in servizio che, con molta professionalità, pur dovendo sopportare le proteste e le lamentele degli ammalati, è riuscito comunque a far fronte all'emergenza. Ma era logico aspettarselo i tempi si sono notevolmente dilatati e questo ha comportato tutta una serie di ritardi sul ruolino di marcia. E, come se non bastasse, venerdì è stato necessario trattare due casi molto gravi che riguardavano altrettante persone in pericolo di vita. Ecco che parlare di pronto soccorso significa sempre più spesso parlare di carenza di posti letto, di pazienti 'ospitati'' in barelle piazzate nei corridoi, in attesa di un ricovero più adeguato, di condizioni di precarietà e promiscuità in cui vengono assistiti. In mezzo c'è il crescente disagio di medici, infermieri e pazienti...
 
 
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Domenica 11 Febbraio 2018, 05:04






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5 di 13 commenti presenti
2018-02-12 14:16:33
Altra dimostrazione dell'eccellenza sanitaria del nord-est, avvisate salvini e il pomata che forse gli è sfuggita anche questa...hahahahaahahaha...ciao enrico..ciao.
2018-02-11 19:59:23
La sanita' pubblica costa troppo. Forse. Se guardate le statistiche internazionali sulle risorse impiegate rispetto al PIL NON e' cosi'. L'Italia spende MENO di tanti paesi sviluppati. Di certo di soldi se ne spendono tanti. In epoca "pre-euro" si spendevano 80.000 miliardi di lire l'anno per assicurare una sanita pubblica "dignitosa" (almeno se ti serviva un posto letto lo trovavi subito). Adesso si spendo circa 115 miliardi di euro nel pubblico e una trentina nel privato. Quasi QUATTRO volte di piu'. Ma NON mi sembra che le cose vadano meglio di 20 anni fa. Ma quale e' la ricetta "politica" per questo problema ? Tagliare indirettamente i costi. Il cittadino rimane "libero" di andare dal medico o in Ps "gratis" TUTTE le volte che vuole. Di chiamare ambulanze a sproposito. Di consumare farmaci, esami di laboratorio e strumentali a richiesta (al limite paga un ticket). Per molte categorie tra italici indigenti (spesso SOLO per il fisco) e graditi ospiti hanno TUTTO gratis. NESSUNO SCONTENTA GLI ELETTORI. Ma da amministratore pubblico come faccio a risparmiare un po' ? Taglio posti letto e personale. Il cittadino CREDE di poter avere un servizio gratuito ma lo ottiene tra 6 mesi. O paga le prestazioni in intramoenia o ai privati.italia
2018-02-12 14:56:02
Per inciso, parlando di contributi, questi sono "asettici" . Sono ESATTAMENTE GLI STESSI se a lavorare e' un italico o un gradito ospite. Ci sarebbe da CAPIRE se per ogni gradito ospite che lavora e paga i contributi NON ci potrebbe essere un DISOCCUPATO italico. Ma gli italici certi lavori NON vogliono farli ? Forse. Magari NON li fanno allo stipendio pagato al gradito ospite. italia
2018-02-11 18:36:39
Questo succede perché ci sono le risorse in primis da curare...gli Italiani li curano tra un intervallo e l'altro quando hanno tempo.
2018-02-12 09:48:30
Sentivo oggi un nuovo italiano (nato all'estero, arrivato in Italia, cittadinanza presa a 18 anni), raccontare con accento siculo come l'italia con l'immigrazione ci guadagna, in termini di apporto monetario tra contributi pensionistici e tasse pagate. In particolare raccontava che secondo i suoi dati pubblicati in un libro (che mi piacerebbe vedere certificati da fonte indipendente) gli immigrati (quelli regolari, ovviamente) pagherebbero 8 miliardi di contributi beneficiandone solo per 3. Gli altri 5 sarebbero"regalati agli italiani. A parte la diversa gestione di questi fondi (se un italiano arriva alla pensione bene, altrimenti TUTTI i suoi contributi vanno persi, ovvero NON gli verranno restituiti, se un immigrato decide di tornarsene al paese suo gli ridanno TUTTI i fondi versati) tasse e contributi sono solo un aspetto della questione. Poi ci sono i servizi. Attualmente il 10% delle persone che utilizzano il SSN e' costituito da "non italiani". Se il fondo SSN e' circa 115 miliardi, facendo una media trilussiana (per difetto, visto che l'accesso ai servizi ospedalieri e' molto alto) sono 11,5 miliardi spesi SOLO di sanita' per curare quel 10% di "popolazione". Di che parliamo ?