Mercoledì 15 Agosto 2018, 10:09

«Case Ater: più del 50% assegnate a stranieri»: polemica sulla residenza

PER APPROFONDIRE: case ater, pordenone, residenza, stranieri
case Ater in via Boschetta a Pordenone
PORDENONE - In città e in provincia di Pordenone oltre il 50 per cento delle assegnazioni delle case Ater sono destinate agli stranieri. A dirlo Fratelli d'Italia. «Il coordinamento provinciale del partito di Pordenone esprime soddisfazione per la proposta di legge della riforma sulle case Ater, avanzata in Regione dai rappresentanti in Consiglio Claudio Giacomelli e Alessandro Basso, a testimonianza ancora una volta dell'attenzione che da sempre il partito riserva ai temi che toccano più da vicino i cittadini....
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5 di 13 commenti presenti
2018-08-16 11:20:04
non sono "stranieri" sono "neoitaglioti"!!!!
2018-08-16 10:42:10
a me da fastidio che il 50% delle case vengano assegnate a stranieri, ma il restante 50% di italiani mi danno ancor piu fastidio. piagnucoloni che sanno solo lamentarsi per quello che danno agli altri, incapaci di provvedere a se stessi. in una vita non sono riusciti a comprarsi uno straccio di appartamento o pagare un affitto come fanno tutti gli altri. molti stranieri, magari dopo un aiuto iniziale camminano con le proprie gambe, alcuni anche con discreto successo diventando produttivi per la societa, ma gli italiani nati con tutti i privilegi: di sicuro no, resteranno sempre dei pesi morti ed in piu dobbiamo sorbirci il loro continuo puagnisteo sui vari commentari.
2018-08-16 08:13:05
prima agli stranieri poi agli italiani!!! questo era il motto della sinistra finto buonista che ha fatto marcire l'italia!!! boldrina e bonino, andate a fare le beduine, almeno sareste coerenti con il vostro pensiero. Non vi è un diritto inalienabile a invadere l'italia!!!
2018-08-15 21:38:08
La maggior parte delle residenze concesse agli stranieri sono state ottenute dichiarando il falso oppure sono state comperate, cioe' gli stranieri hanno dato dei soldi (mi pare che la tariffa fosse 500 euro) a compiacenti amici, generalmente stranieri pure loro, gia' residenti con abitazione in affitto o propria, i quali dichiaravano al messo comunale che andava a fare il sopralluogo che il tizio era residente in quella abitazione in cambio, appunto, della tangente. Il sopralluogo era molto all'acqua di rose cioe' senza troppo indagare quanto rispondesse al vero. I comuni retti da giunte comuniste davano residenze e carte d'identita' a stranieri con facilita' estrema, non so quanto legale sia, in particolare a quelli richiedenti asilo che ancora non si sapeva se erano clandestini o profughi pur sapendo che l'unico documento che certifica lidentita' di questi soggetti e' quello rilasciato rigorosamente dalla competente Questura, che si chiama permesso di soggiorno, e non altro. E' evidente che questi comuni lo facevano per compiacersi con gli stranieri come potenziali elettori politici oltre che a seguire la linea politica comunista. Adesso che gli stranieri hanno carte d'identita' e residenza rientrano in tutto e per tutto negli aventi diritto ai servizi sociali come quello appunto dell'assegnazione delle case popolari, al pari degli italiani nati da generazioni le quali con i loro contributi hanno contribuito a costruire queste case che ora danno agli stranieri anzi passando in testa alle graduatorie per via del numero dei figli e questi contributi li hanno pagati anche chi ha sempre votato comunista che ora attende in fila dietro agli stranieri per avere una casa, bechi e bastonati! Avanti popolo.
2018-08-15 19:21:12
Una volta sugli stipendi dei dipendenti c'era una trattenuta (Gescal) destinata alla costruzione di case popolari. Fortunatamente l'hanno abolita. Con i criteri attuali le case popolari vanno in primis a graditi ospiti, nulla facenti, evasori, camminanti e striscianti.