Nuovo ospedale, la Regione mette 50 milioni

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Nuovo ospedale, la Regione mette 50 milioni

di Mauro Giacon

PADOVA Contributo straordinario per l'avvio dei lavori per la realizzazione del Nuovo Polo per la Salute di Padova. Con questa dicitura apparsa sul Bollettino ufficiale la Regione per la prima volta mette materialmente in mano all'Azienda ospedaliera di Padova i primi 50 milioni di euro. «Sì perchè c'è un dettaglio che non deve sfuggire» dice il presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Boron. «Ogni anno nel bilancio regionale esiste una quota che viene destinata alla sanità padovana». Ma può prendere varie strade. Lo scorso anno ad esempio era stata destinata alla nuova pediatria, visto che quella attuale è a rischio per la tenuta dei solai. 

 
«Questa volta invece si tratta del trasferimento in Azienda del primi 50 milioni del triennio 2018-2020, ovvero dei 150 milioni promessi per cominciare l'opera. Con questo denaro l'Azienda può dare il via al bando di progettazione, una volta ultimate le ultime pratiche sui terreni. E debbo dire che da padovano inviato in Regione per portare a casa il nuovo ospedale sono orgoglioso del lavoro fatto. Ora basterà sistemare la sanità padovana e il quadro sarà completo».
150 MILIONIIn Regione hanno sempre detto di avere in tasca 50 milioni per tre anni, tanto per cominciare. E questo hanno fatto, tanto che possiamo considerare questa come la vera e propria prima pietra, in euro s'intende, del nuovo policlinico a S. Lazzaro. Stiamo parlando di un ospedale di prima grandezza, dedicato alle cure d'eccellenza, con 900 posti per un costo di 650 milioni di euro. Un polo che si rivolgerà a una platea regionale se non nazionale. 
Nella partita rientra anche il Giustinianeo che la coppia Giordani-Lorenzoni ha ottenuto venga ristrutturato per servire alla comunità. In questo senso il denaro dovrebbe servire anche all'abbattimento delle cliniche sulle Mura, e alla costruzione di una nuova torre proprio vicino all'ingresso attuale, per completare la dotazione di posti. Il monoblocco infatti verrebbe abbattuto perché non a norma con l'antisismica.
I TERRENIBisogna ricordare però che tutto questo procedimento deve essere anticipato da un'altro, ovvero la cessione alla Regione dei terreni comunali a Padova est, dopo l'accordo con i privati confinanti per accumulare superficie, oggi intorno ai 513mila metri quadrati. Giordani e Zaia si sono accordati per firmare entro novembre, ma si è sempre detto che sarebbe stato meglio concludere prima. Ebbene, siamo al punto che l'Agenzia delle Entrate deve mandare all'Azienda ospedaliera, stazione appaltante dell'opera, la stima delle aree che il Comune va a cedere. Insomma si attende la classica carta per concludere l'operazione e cominciare sul serio a progettare.
LA VARIANTEAl proposito c'è una terza circostanza che deve veuificarsi. Sa l'area di S. Lazzaro che quella del Giustinianeo devono subire una variante urbanistica. Quella di Padova est ha ancora destinazione commerciale mentre quella del Giustinianeo deve solo essere uniformate alla medesima voce, zona F, ovvero di interesse pubblico - area ospedaliera. Il passaggio in consiglio comunale è scontato ma finché non c'è il cambio di destinazione d'uso non è possibile cominciare la progettazione.
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Mercoledì 10 Ottobre 2018, 11:08






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