All'Arcella il deposito di eroina ​e coca: giro d'affari di 60mila euro

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All'Arcella il deposito di eroina  e coca: giro d'affari di 60mila euro
PADOVA - Nelle giornate di domenica e lunedì, i Finanzieri del Gruppo di Padova hanno dato corso a una vasta operazione antidroga che ha consentito di procedere all’arresto in flagranza di reato di sette soggetti (di cui 4 di nazionalità tunisina, 2 di nazionalità italiana e 1 di nazionalità albanese), nonché di sequestrare oltre 20 mila euro in contanti, 800 grammi di eroina e quasi 600 grammi di cocaina.

L’operazione in questione conclude un’intensa attività di indagine svolta dalla Fiamme Gialle patavine coordinate dalla locale Procura della Repubblica finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti sia in città che in provincia, che ha preso le mosse da un controllo su strada eseguito nell’ambito del Dispositivo Permanente di Contrasto ai Traffici Illeciti predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova. Infatti, in quell’occasione una donna rumena e un uomo albanese furono arrestati in quanto nella loro auto venne rinvenuto un panetto di oltre un chilogrammo di cocaina purissima.

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire la complessa rete di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti di tipo cocaina ed eroina, gestita prevalentemente da due soggetti tunisini (C.J. di anni 47 e K.W. di anni 36, con permesso di soggiorno ma privi di regolare occupazione lavorativa) ed avente come base logistica due edifici di Padova. Noto ai consumatori abituali di sostanze stupefacenti pesanti, nel quartiere “Arcella” era infatti presente un vero e proprio punto di riferimento per lo spaccio della droga, perlopiù cocaina ed eroina di elevata purezza. Il quotidiano andirivieni di acquirenti italiani e tunisini era davvero incessante e gli spacciatori iniziavano la loro attività già alle prime luci dell’alba proseguendo nello spaccio fino a tarda notte.

Fra i sodali, i compiti erano puntualmente definiti: la sostanza arrivava in panetti di diverso taglio (dai 500 grammi ai due chili) da un fornitore albanese (K.A., di una quarantina d’anni senza fissa dimora e privo di regolare occupazione lavorativa) e veniva pagata dai due capi tunisini (C.J. e. K.W., appunto) che gestivano l’attività. La merce veniva quindi depositata presso un appartamento che fungeva da magazzino di primo stoccaggio, abitato da un sessantacinquenne italiano (T.F.). La droga veniva successivamente suddivisa in partite più piccole e consegnata ad una donna italiana (V.A. di anni 37) che la custodiva nel suo appartamento all’insaputa del compagno. Le dosi venivano confezionate da altri due tunisini (L.A. di anni 49 e C.L. di anni 34, anch’essi con permesso di soggiorno ma privi di regolare occupazione lavorativa) che si occupavano soprattutto del minuto spaccio, rivolto prevalentemente alla clientela italiana. Le confezioni più grandi erano invece cedute ad altri spacciatori tunisini sia di Padova che della provincia.

L’intervento, conclusosi nella mattinata di lunedì 9, è scattato quando gli investigatori si sono resi conto del possibile arrivo di un carico di cocaina proveniente dal soggetto albanese (K.A.). Il servizio di pedinamento, osservazione e controllo, protrattosi per circa 36 ore, è iniziato in località Ponte di Brenta quando i Finanzieri lo hanno intercettato, su un autoveicolo Lancia Y. Il corriere albanese è stato poi “scortato” in modo occulto fino a Padova dove avrebbe dovuto consegnare i 540 grammi di cocaina ai due capi del sodalizio criminoso. A questo punto è scattato il blitz delle Fiamme Gialle che, con un dispositivo di 35 militari assistiti da 4 unità cinofile, hanno proceduto a perquisire tutti i luoghi che nel corso delle precedenti indagini erano stati individuati quali basi per il deposito e per lo spaccio della droga. Complessivamente sono quindi stati perquisiti dieci locali, tra appartamenti, garage e spazi condominiali comuni, nei due palazzi in questione. Anche grazie all’ausilio delle unità cinofile antidroga, in alcuni appartamenti sono stati rinvenuti (e quindi sottoposti a sequestro) ulteriori gr. 806,2 di eroina e gr. 36,2 di cocaina. Le persone ivi presenti sono state tutte perquisite e, per quelle trovate in possesso dello stupefacente, sono scattate le manette. Le perquisizioni hanno permesso di rinvenire anche 28 telefoni cellulari con relative schede SIM e ben € 20.060,00 in denaro contante, chiaro provento dell’attività criminosa e che, come tale, è stato sequestrato per la successiva confisca. A quest’ultimo riguardo, le indagini hanno evidenziato come il giro d’affari del gruppo criminale fosse di oltre 60 mila euro al mese.
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Mercoledì 11 Ottobre 2017, 12:43






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2 di 2 commenti presenti
2017-10-12 07:37:41
Non e' solo L'Arcella ad essere marcia e' tutta l'italia che lo e'!!!Se l'italia sta' ancora galleggiando e' solo per merito di TUTTE le Forze dell'Ordine che per uno stipendio da fame e con pochi mezzi cercano di fare il possibile per tenerci al sicuro!!!ps:ci sarebbe l'alternativa Superman,se si e' in pericolo provare a telefonare a lui...........
2017-10-11 13:11:22
Il problema è che, quando hanno bisogno di far cassa, di giustificare lo stipendio, di portare qualche numero ai piani alti, molto semplicemente fanno un giretto all'Arcella. Tutti gli altri giorni è un posto dimenticato da dio, dove persino molti extracomunitari, quelli che appartengono all'esigua categoria delle persone per bene ti dicono che si stanno programmando per andar via. L' Arcella ha visto un momento di "pulizia" qualche anno fa, ora è la nuova Via Anelli, ripiombata nel lercio e letteralmente in mano a (nell'ordine): magrebini, ghanesi, marocchini, cinesi, musulmani e altre etnie varie ed eventuali. Nel tardo pomeriggio a girarci tu non incontri un italiano manco a pagarlo oro. -i negozi , già pochi di suo nei tempi d'oro, ora chiudono con una periodicità che la dice lunga. Uscire di casa con il buio per una passeggiata fosse anche in estate è pura idiozia perché si muovono in branco e le pattuglie passano. Esatto, passano proprio. Pensate a quel posticino delizioso che è il "Bingo"... Ormai chi vive all' Arcella può presentare lo status di profugo e richiedere asilo politico tranquillamente. Andrebbe rasa al suolo, è marcia nella fondamenta.