L'imam: «Musulmane, fatevi visitare anche dai ginecologi italiani maschi»

PER APPROFONDIRE: ginecologi, imam, layachi kamel, musulmane
Una donna musulmana

di Marina Lucchin

PIOVE DI SACCO - «Andare a farvi visitare anche se il medico fosse un ginecologo uomo. Se si trascura la salute e così facendo si danneggia il bambino che si porta in grembo, se ne risponde ad Allah». Layachi Kamel, l’imam delle Comunità islamiche del Veneto, da anni impegnato sul fronte del dialogo, ha invitato le donne musulmane a integrarsi nella nuova società di cui fanno parte, adeguandosi alle sue leggi e all’organizzazione delle strutture sanitarie. Parole che hanno colpito profondamente la platea che ha partecipato all’incontro, organizzato dall’associazione Assalam, dal consultorio familiare dell’Ulss 6 e dal Comune di Piove di Sacco, in provincia di Padova, promosso con manifesti bilingue. L’idea di interpellare l’imam del Veneto è venuta a Giuseppe Rochira, ginecologo, assieme alla mediatrice culturale Chiara Camisotti.

«Alcune mie pazienti musulmane - spiega il medico - evitavano visite, pap test, diagnosi prenatale, terapie durante la gravidanza giustificando il rifiuto con motivazioni religiose. La mia idea, però, era che non avessero nemmeno loro le idee chiare sulle prescrizioni dell’Islam e che fossero condizionate più che altro dalla superstizione. Per questo ho chiesto alla loro massima autorità di intervenire su un argomento delicato come questo, che riguarda la loro intimità, ma ancor più la loro salute».



 
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Martedì 5 Dicembre 2017, 06:30






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5 di 44 commenti presenti
2017-12-06 11:02:43
ah se ne risponde ad allah? non lo sapevo
2017-12-05 19:53:15
Non vorrei che questo Iman , tanto " progressista" , non abbia altro scopo che far nascere migliaia di bambini col Corano in testa. Non è loro disegno conquistare il mondo col ventre delle loro donne?.
2017-12-05 17:08:30
E' curioso constatare commenti soltanto da parte di "maschietti" ! "Maschietti " che sanno dell'esistenza dell' Andrologo solo per sentito dire e probabilmente non ci sono mai andati e non ci pensano proprio di andarci! Ed Andrologo "maschio" ancora potrebbe passare ( la prostata e' traditrice !!! ) ma da una "Androloga" ? Farsi " visitare " da chi, nella propriua testa o dopo nel privato, potrebbe lasciarsi andare a commenti poco benevoli ?????
2017-12-05 16:10:26
Una notizia del genere non poteva che susscitare decine di commenti- Ora credendo che questa sia il vero problema mi chiedo a chi è rivolto? Se uno vuole può scegliersi il ginecologo/a che vuole, come fanno la maggior parte delle e degli italiani, si rivolgono ad un privato magari intramoenia che segue la donna fino al parto e dopo. Se invece ci si affida al servizio sanitario nazionale i PROFFESSIONISTI, molte volte sono gli stessi nelle ore proprie di lavoro non si può avere la matematica certezza di aver una visita sempre da parte dello/a stesso/a specialista. Ci si "accontenta" per modo di dire del pagamento del tichet e si ha la stessa prestazione. Un'altro discorso è invece voler parlare alla suocera perchè la moglie intenda, ovvero al marito IGNORANTE, e questo prescinde dalla forma religiosa convincendolo che la salute della donna e del futuro nascituro non può sottostare al dictat religiosi. Questa in certi paesi, città...provincie...comuni, è stata una dura battaglia quasi vinta per gli Italiani/e (qui la religione non c'entrava, ma l'ignoranza si e molto)che deve essere combattuta anche dagli stessi medici donna assieme alle donne islamiche.
2017-12-05 14:45:02
Anch'io vorrei un'androloga donna. E spero non sia un uomo a farmi la colonscopia. Non lo dico per motivi religiosi o di professionalità...