Pagava le tangenti, ora fa il giardiniere al servizio del Comune

Pagava le tangenti, ora fa il giardiniere al servizio del Comune

di Eugenio Garzotto

MONTEGROTTO - Prima aveva pagato le tangenti, poi aveva confessato, puntando il dito contro gli ex sindaco Luca Claudio e Massimo Bordin. Ora torna a fare il suo lavoro. Denis Pagetta, vivaista coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta Tangentopoli delle Terme, il prossimo 14 giugno inizierà il periodo di affidamento in prova. Nel frattempo ha già iniziato a muoversi fra aiuole e parchi all'interno dell'ampio programma di risistemazione del verde pubblico affidato dalla giunta guidata da Riccardo Mortandello alla ditta Maritan di Piove di Sacco.

Titolare di un'impresa di giardinaggio, Pagetta fu il primo assieme a un altro vivaista, Paolo Tomasini, a raccontare in tutti i dettagli ai militari della Guardia di Finanza il sistema del 15 per cento messo in piedi da Luca Claudio e Massimo Bordin. Mazzette che poi passava a riscuotere l'allora assessore all'Ambiente Ivano Marcolongo, arrestato in flagranza dalle Fiamme Gialle nel 2015. Il suo ritorno sulla scena non ha mancato di creare qualche perplessità a Montegrotto. Soprattutto in un momento in cui proprio l'arredo urbano è al centro di infuocate polemiche in cui la fanno da padrone le accuse alla giunta, mosse soprattutto dai negozianti del centro, di incuria e degrado. Ma è proprio Mortandello, che ha costruito la sua vittoria elettorale dell'anno scorso sul rigetto delle pratiche tangentizie che hanno segnato le amministrazioni precedenti, a schierarsi a fianco del vivaista.

«Pagetta è una persona onesta e un serio lavoratore esordisce il primo cittadino -. L'ammissione in prova è una misura che lo fa uscire definitivamente da quell'inchiesta. E' stato costretto a pagare per poter lavorare e poi ha avuto il coraggio di denunciare la corruzione quando molti stavano alla finestra oppure fingevano di non vedere. Dirò di più continua -: io lo ringrazio pubblicamente per quello ha fatto, contribuendo a scoperchiare la pentola del malaffare nel nostro Comune. Alcuni muri di omertà sono ancora presenti in questa città e risultano difficili da abbattere. Lui è un esempio che ogni buon cittadino dovrebbe seguire».

Mortandello è un fiume in piena nella sua difesa del vivaista. «Che cosa avrebbe dovuto fare? Smettere di lavorare? Trasferirsi in un'altra città?». Il sindaco è convinto che anche questa vicenda venga strumentalizzata per delegittimare la giunta dopo poco più di nove mesi di amministrazione. 
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Giovedì 6 Aprile 2017, 14:56






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1 di 1 commenti presenti
2017-04-06 15:10:17
Sempre pensato. Questo padano veneto degno rappresentate della destra locale è il classico esempio delle due braccia sottratte all'agricoltura....hahahahahhhahahahaahahahaha....questo è il futuro...hahhahahaahahhahhahahhaa..che gente....ciao.