Messaggero di sant'Antonio occupato dai giornalisti, protesta contro i frati

Messaggero Sant'Antonio occupato  dai giornalisti, protesta contro i frati
PADOVA - Ufficio del "Messaggero di Sant'Antonio" occupato dai giornalisti licenziati dai frati minori conventuali della Basilica del Santo. Hanno dormito in redazione, e hanno deciso di darsi il turno per proseguire l«occupazionè fino a quando qualcuno non darà loro le garanzie di poter continuare a lavorare. È iniziata da ieri, giovedì 6 dicembre, la mobilitazione degli otto giornalisti del Messaggero di Sant'Antonio, il mensile dei frati della Basilica, che l'altro giorno avevano ricevuto la notizia della chiusura della redazione a far data dal 14 gennaio. Dura la protesta del Sindacato dei giornalisti del Veneto.
I frati hanno spiegato che la decisione è stata presa per motivi economici, hanno anche detto che le pubblicazioni continueranno anche se non è ancora ben chiaro chi scriverà il giornale. In sostegno alla mobilitazione oggi arriverà da Roma il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Beppe Giulietti. 
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Venerdì 7 Dicembre 2018, 12:18






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5 di 11 commenti presenti
2018-12-09 18:03:02
e poi partono 21 tir di sabbia da jesolo per il presepe di roma e il sig. gesu nato in una mangiatoia?
2018-12-08 13:58:39
8 giornalisti per un mensile come il Messaggero di S. Antonio? E qualcuno si chiede perché chiuda? Con tutta la comprensione per i perdenti posto...
2018-12-07 17:31:34
Premesso che il lavoro è un "SACROSANTO" diritto di tutte le persone (che vogliono lavorare), non capisco per quale motivo ogni qual volta chiuda o si debba operare una ristrutturazione di un giornale (dal giornalino di quartiere al più grande giornale al mondo), debba essere scatenato il finimondo. Come se la categoria dei giornalisti, per "diritto divino" debbano avere benefici e privilegi maggiori di qualsiasi altra categoria di lavoratori. Se in un'azienda, pubblica o privata, le cose non vanno bene i motivi potrebbero essere molteplici; da una cattiva gestione (troppe spese o sperperi), da una crisi di mercato (poche vendite), da un prodotto scadente ed altri. Ora, nel caso del Messaggero di S. Antonio, non so quale sia il motivo della decisione dell'editore, ma se lo ha fatto di certo avrà i suoi buoni motivi. A maggior ragione visto che sono religiosi e dovrebbero aver ben a cuore le sorti del loro personale. Mi spiace per questi giornalisti, ma "se valgono" di certo non tarderanno a trovare un'altro posto di lavoro; in caso contrario le possibili cause di non trovare lavoro potrebbero essere che di lavoro "non ce nè" (e allora lo devono scrivere be chiaro quando sono operativi), o che nessuno vuole assumere questi giornalisti. Ripeto, mi spiace moltissimo se perdono il posto di lavoro, ma può capitare a tutti, per un motivo o l'altro. E, come consigliato di qualcuno, possono sempre provare a fare una "Cooperativa" e rilevare la testata. Se ci credono!
2018-12-07 13:51:47
Hanno oKKupato il giornale ... se non trovano risorse per pagare stipendi, che devono fare i frati?! Mantenere i giornalisti a vita fino a pensione?
2018-12-07 13:39:17
Trovo abbastanza singolare che si voglia produrre un giornale, del quale è difficile immaginare un lettore tipo, nemmeno i parenti dei giornalisti credo siano interessati, naturalmente le "federazioni" appoggiano, bene!