Giovedì 30 Novembre 2017, 11:14

Alex Zanardi: «C'è sempre un altro traguardo, ecco cosa mi ha insegnato lo sport»

PER APPROFONDIRE: alex zanardi, intervista, sport, vita
Alex Zanardi (a destra) con il direttore del Gazzettino Roberto Papetti

di Nicola Munaro

PADOVA - «Lo sport è veramente una metafora della vita, ti spinge a dare sempre qualcosa di più». Lo ripete in ogni frase Alessandro, Alex, Zanardi. Da pilota di Formula Uno con alti e bassi a emblema di quanto di più alto ci possa essere con i suoi quattro ori olimpici, i dieci mondiali e un Ironman sotto le nove ore, primo paratleta della storia. Lui che, citato da tre presidenti della Repubblica, gioca a non prendersi troppo sul serio intervistato in sala Rossini del Pedrocchi dal direttore de Il Gazzettino, Roberto Papetti, in occasione delle celebrazioni per i 130 anni del quotidiano del Nordest.



Zanardi però fa sul serio nello spiegare come tutto sia cambiato in un attimo quel 15 settembre 2001 al Lausitzring (Germania) dove un testacoda infernale gli costò le gambe e poteva presentare un conto più salato. E da quell'incidente è ripartito, trasformandolo nella più grande occasione della sua vita. «Ho fatto quello che ho fatto perché si poteva tentare ha raccontato Zanardi - Io sono appassionato della possibilità dei tentare ragionando. Me lo diceva sempre mio padre di appassionarmi a quello che facevo. E così è stato anche dopo l'incidente. Quando ho riaperto gli occhi ho applicato la stessa curiosità con cui preparavo lo sport: ragionare sul da farsi, mettendo in testa il problema principale».
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