La Regione dà il via libera al referendum sull'autonomia il 22 ottobre

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La Regione dà l'ok al referendum  sull'autonomia il 22 ottobre
BELLUNO - La fumata è bianca. Il 22 ottobre sarà election day, con l'accoppiata autonomista. I bellunesi che si recheranno ai seggi si troveranno davanti due schede, quella per l'autonomia del Veneto è quella per «maggiori forme di autonomia» alla Provincia di Belluno.
L'ok è arrivato ieri sera da Venezia. Gli uffici regionali hanno dato il via libera alla consultazione indetta da Palazzo Piloni. E soprattutto hanno concesso l'ospitalità della scheda bellunese all'interno della consultazione preparata dalla Regione. Adesso mancano solo i dettagli, con la sottoscrizione di un accordo tra Provincia e amministrazione regionale. Ma c'è l'ufficialità: il referendum si può fare e si farà. L'ufficialità è stata rincorsa parecchio negli ultimi giorni. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha sempre lasciato la porta aperta al grido autonomista di Belluno. A patto che «le carte fossero tutte in regola» ha detto e ribadito più volte il presidente. Palazzo Piloni, da parte sua, ha sempre detto di voler andare fino in fondo con il suo referendum. Anche se nelle ultime settimane la consultazione sembrava davvero appesa ad un filo, tanto che martedì pareva quasi sul punto di saltare. Invece, ecco l'ufficialità con tutti i crismi. «Abbiamo il referendum, finalmente - dice la vice presidente facente funzioni della Provincia, Serenella Bogana -. È arrivato l'ok dalla Regione e domani mattina (oggi per chi legge, ndr) il segretario generale e un funzionario saranno a Venezia dal dottor Gasparin (il direttore dell'area programmazione della Regione Veneto, ndr) per perfezionare la convenzione tra Provincia e Regione Veneto». Insomma, è fatta. «Un risultato che sembrava insperato negli ultimi giorni - commenta Bogana -. Ma ci siamo riusciti. Sono molto contenta: abbiamo fatto un lavoro enorme. Adesso ci giochiamo fino in fondo la carta dell'autonomia». 
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Giovedì 7 Settembre 2017, 17:08






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5 di 18 commenti presenti
2017-09-08 12:40:31
L'ennesima pagliacciata montanara del nord-est....hahahahahahahaahahahahahahahahahahahahaahahahahahahahahahahahaa....ciao.
2017-09-08 10:32:15
Bisogna cominciare a recuperare i miliardi di euro che ogni anno sprecano le inutili regioni e li dobbiamo investire nella cultura, nella sanità, nel sociale, nel creare posti di lavoro per i giovani. BISOGNA eliminare gli sprechi e chi li incentiva. Via tutte le regioni subito.
2017-09-08 11:07:20
Più che le regioni andrebbe eliminato il vecchio Stato centrale ottocentesco, messo insieme con la forza militare e sotterfugi, per dar vita a una moderna confederazione di Stati, corrispondenti alle realtà territoriali diverse e ai diversi popoli italiani tuttora ben distinti nonostante i tentativi di unificazione imposti da più di centocinquant'anni ad oggi.
2017-09-08 12:59:14
Lei è semplicemente fantastico! Fa un'analisi molto lucida della situazione… Sì, si vada con urgenza all'abolizione di tutte le Regioni (autonome, speciali e ordinarie), senza se e senza ma. Vada avanti così, siamo con lei, con entusiasmo.
2017-09-08 10:02:14
L'Italia unita, prima monarchica, poi rimasta centralista sul modello sabaudo anche dopo con la Repubblica, è stata un fallimento per l'Italia. L'aver concesso autonomia ad alcune regioni è stato un palliativo, tanto per tamponare malumori popolari, tuttora vivi. In realtà occorrerebbe rivedere tutto l'impianto per scrollargli di dosso il polveroso vecchiume ottocentesco. Comunque dar voce al popolo è la base di ogni democrazia. Ma non basta ascoltare, bisogna poi anche mettere in pratica la volontà popolare.