I due figli calciatori di 15 e 18 anni nel Bologna: mamma e papà restano soli

La famiglia Cossalter al completo: da sinistra Thomas (15 anni), mamma Sonia, papà Giorgio, e Alex (18 anni)

di Daniele Mammani

FELTRE - «Certo che ci mancheranno, ma queste sono le cose belle della vita e bisogna viverle nella maniera più giusta, senza vittimismi, come stiamo facendo noi». Parola di Giorgio Cossalter, papà di Alex e Thomas. A breve dovrà separarsi dai due ragazzi che hanno scelto di vestire la maglia del Bologna per inseguire i loro sogni calcistici. Papà Giorgio e mamma Sonia sono pronti a questo passo: «Sarà un'avventura anche per noi - spiega l'ex attaccante del San Vittore - perché nessuno nasce imparato. I ragazzi sono coscienti di quello che andranno a fare e noi genitori dobbiamo accompagnarli per quanto possibile. Certo, la casa rimarrà vuota».

Alex ha 18 anni, Thomas 15. Insieme affrontano il salto nel professionismo: avete appoggiato la loro scelta?
«Certo, ma sono stati due percorsi differenti. Nonostante le numerose richieste arrivate già la scorsa stagione da Sassuolo, Genoa e Verona, Alex ha voluto aspettare il momento giusto che ora è arrivato. Aveva detto di voler andare solo dove credono in me e mi fanno un contratto: Bologna è stata la stazione a cui è sceso».

E Thomas?
«Ammetto: è stata una sorpresa. Aveva molte richieste, noi lo abbiamo visto convinto di voler tentare questa strada e Bologna ci è sembrata la società più sicura anche perché avevano manifestato la volontà di acquistarlo. Alex e Thomas sanno che bisogna tenere i piedi per terra: io di loro mi fido».
Dove alloggeranno?

«Strutture sportive ne ho viste tante in questi anni, ma mai una come quella di Bologna. A parte gli impianti sportivi con 9 campi da calcio, in centro città hanno un campus con tutti i servizi, mensa compresa, e un hotel dove alloggiano i giocatori. Stanza da 2 o 4 persone e un tutor che segue i ragazzi tutto il giorno nelle loro necessità. Ci hanno fatto capire che il calcio è importante, ma la scuola viene prima di tutto. Per Thomas si parla di una corso di studi normale mentre per Alex sarà un po' diverso».

Lasciare Feltre adesso è la scelta più giusta?
«Ognuno va quando si sente pronto. Non c'è un'età. Thomas ha deciso perché lo sentiva dentro mentre Alex ha forse fatto il percorso più duro. Non si è fatto trascinare dai numerosi articoli di giornale e con l'Union Feltre ha imparato cos'è il professionismo con i tanti allenamenti settimanali. Ha atteso di essere pronto: giusto così».

E mamma Sonia come ha vissuto il distacco?
«La mamma ha metabolizzato. Quando si ha la fortuna di avere due ragazzi con la testa sulle spalle e a motivazioni sensate è difficile dire di no. È chiaro che come genitori ci priviamo in un sol colpo di due figli, ma è giusto che provino a raggiungere il loro sogno. Noi saremo sempre vicini a loro, facevo 40 mila km l'anno per portarli a giocare e quindi posso continuare. Sarà una grande esperienza».
 
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Lunedì 16 Luglio 2018, 14:10






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5 di 6 commenti presenti
2018-07-17 07:01:25
Non amo il calcio ma nemmeno i genitori che tarpano le ali ai figli per proteggerli dalle loro mille paure. Se è una scelta dei ragazzi allora gli auguro una brillante carriera... ad entrambi però perché se uno dei due non dovesse farcela rischia l'espulsione anche dalla famiglia
2018-07-16 23:31:30
Certo che l'invidia è proprio una "brutta bestia"
2018-07-16 22:02:14
auguro ai ragazzi di sfondare nel mondo del calcio, purtroppo non è sempre cosi' è un brutto ambiente ne so qualche cosa per diretta esperienza fatta da un mio nipote calcio dai 5 anni fino ai 18 poi schifato dato addio
2018-07-16 16:47:09
tranquilli, fra un anno torneranno tutti e due all'union feltre
2018-07-17 06:36:42
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