Attentati all'asilo, una donna parla: «Io Erostrato lo conosco bene»

L'asilo di Cesiomaggiore dove Erostrato lasciò una confezione di caramelle con gli spilli

di Lauredana Marsiglia

CESIOMAGGIORE -  Erostrato, l'essere che incendia baracche, imbratta muri, insulta la magistratura e getta caramelle infarcite di spilli ai bambini dell'asilo, sta coinvolgendo l'Italia. Ai carabinieri stanno arrivando decine di segnalazioni.  Ma Teresa Acampora, residente nel Feltrino, nota per aver brevettato vestiti biocompostabili per defunti,  ha chiaramente detto di sapere chi è. «È un uomo di 59 anni, del posto, alto, agile - ha affermato con certezza la donna -. Si sta vendicando di torti subiti all'asilo, forse dalle maestre. Ma non dai bambini, lui non ha nulla contro di loro. Conserva i libri di scuola, specie quelli di greco e di latino che gli regalò un'insegnante. Inoltre ho riconosciuto la sua scrittura. Ci ho parlato oggi, era da tanto che non lo vedevo e mi è parso meglio di sempre». L'annuncio lo ha fatto in diretta su Pomeriggio Cinque e ai carabinieri di Feltre alle prese col rebus. Tutto può essere utile.
 
 


«Attualmente - ha spiegato il procuratore Paolo Luca -, sono una decina le persone attenzionate. Stiamo lavorando per cercare di risalire al canale di distribuzione delle caramelle gettate nel cortile dell'asilo». La provenienza di tutti i materiali, infatti, è in gran parte tracciabile. Sotto la lente anche la carta utilizzata, l'inchiostro della penna. Insomma, tutto quello che può aiutare ad individuare elementi in grado di orientare le indagini su una pista più ristretta. Intanto, Erostrato tace. Dopo il clamore seguito al lancio delle caramelle-killer nel cortile della scuola d'infanzia di Cergnai, si è ricalato nell'ombra. Con le caramelle Haribo c'era anche una lettera, con la quale si annuncia la possibilità di nuovi attentati ai bambini, magari mettendo lamette negli orsetti. State svegli, quindi, il suggerimento del mitomane che non disdegna frasi in latino, facendo riferimenti a testi classici. Per placare la sua ira, chiede che in piazza a Cesiomaggiore venga eretto il busto di Erostrato, pastore dell'antica Grecia passato alla storia per aver bruciato il tempio di Artemide e per questo poi condannato a morte e all'oblio. Il suo nome, infatti, compare solo in tre opere dell'antichità. Ce è o ce fà direbbero a Roma, nel senso che lo sfoggio di erudizioni nei suoi scritti (tutti in stampatello e con inchiostro rosso) potrebbe anche essere solo frutto di facili ricerche su internet. 
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Martedì 6 Febbraio 2018, 17:33






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