Padrin presidente: «Ora dobbiamo lavorare tutti insieme»

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Roberto Padrin

di Damiano Tormen

La fascia blu è già indosso. Lo è da martedì pomeriggio, da quando Mario Manfreda si è ritirato e ha lasciato campo libero a Roberto Padrin. Adesso, però, viene il bello: da oggi il presidente della Provincia deve tirare le fila e portare avanti un ente indebolito, ma ancora vivo. L'agenda politica è già fitta di appuntamenti segnati da tempo, su tutti il referendum del 22 ottobre. Poi, il nuovo presidente ci mette del suo. L'impronta è chiara, il cambio di passo pure: «Voglio coinvolgere tutti i colleghi sindaci, che ringrazio per avermi sostenuto in questo percorso. Dobbiamo trovare insieme una linea comune ed è per questo che ho intenzione di convocare l'assemblea dei sindaci con scadenze regolari, una volta al mese». Eccola l'unitarietà. Di fatto, non solo di nome. Padrin guarda avanti. Non un accenno alla campagna elettorale, non una parola sullo strano confronto con Mario Manfreda. Non una virgola sugli sgambetti tentati, anche negli ultimi giorni, quando un sms ha provato in tutti i modi di screditarlo come presidente. «Non c'è tempo da perdere: abbiamo una serie di scadenze e di impegni importanti - dice pochi istanti dopo aver votato -. Quello che mi attende nei prossimi mesi è una bella responsabilità. Ma mi sento forte del mandato dei colleghi sindaci. Il ruolo mi impone di lavorare subito su obiettivi precisi, senza dimenticarmi che sono e sarò in primis il sindaco di Longarone».
 
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Lunedì 11 Settembre 2017, 05:02






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5 di 8 commenti presenti
2017-09-12 14:24:14
Ancora con le provincie , chiudere subito assieme a regioni ed enti inutili . Con questo andazzo i soldi delle tasse , e sono molti, troppi vanno ad arricchire chi non produce nulla solo sterile burocrazia e le poche cose che riescono a fare , a parte la qualità si sperperano soldi vedi MOSE e qant'altro non c'è che da scegliere per capire dove finiscono i patrimoni degli italiani che non muovono un dito per incapacità di ottenere ciò che serve veramente , certamente no ai palazzi !
2017-09-12 10:38:28
1. le regioni andrebbero riorganizzate per egigenze della popolazione residente 2. le province sono state snaturate nella loro funzione forse perche' troppe sono state create solo per interessi politici piu' che necessita' pratiche.
2017-09-12 08:09:42
Ancora le Province? Ma sono come l'Idra dalle sette teste… sono inaffondabili! Ci vorrebbe un forza erculea… e forse neppure quella basterebbe…
2017-09-12 01:44:27
Si sa, i bellunesi vogliono passare, chi al Friuli e chi al Trentino; e il nomignolo imposto dalla Dc & PCI, nel 1970, si accorcerà in “Venet”. Poi, con effetto a cascata, sarà la volta di euganei, friulani, cimbri, polesani, reto-veronesi… e allora si tornerà a “Vene” e poi di nuovo Venezia? Finiranno i 47 anni di venezianocentrismo, voluto da pochi funzionari delle segreterie romane dei sopraddetti partiti, a cui nessuno aveva chiesto di cancellare la preesistente VENEZIA EUGANEA…
2017-09-11 17:59:37
Hhahahahaahahahaahahahahahaahahaha.....altra comiche padano venete....hahahaahahahahahaahahahahaha....ciao.