Tradimenti e molestie: per un barista mesi da incubo ma spunta l'assegno

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 tradimento scoperto

di Olivia Bonetti

BELLUNO - Le molestie e le minacce? Iniziate dopo un tradimento. È stato detto chiaramente ieri mattina in Tribunale a Belluno dal difensore dell'imputato, un 37enne bellunese. L'uomo si sarebbe scagliato contro un 35enne barista limanese, dopo che lo avrebbe trovato insieme alla sua compagna la notte di Pasqua. Da lì avrebbe organizzato la sua vendetta mettendo in atto quel comportamento, altrimenti inspiegabile. È andato avanti da aprile a giugno 2013, quando le molestie sarebbero cessate, ma in quei due mesi il barista avrebbe vissuto un incubo, temendo anche per la sua vita e la sua attività. Telefonate mute, sms ingiuriosi e minacce. Tutto per una presunta scappatella, che secondo quanto sostiene il barista, non ci sarebbe mai stata. 

L'uomo era presente ieri in Tribunale e si è costituito parte civile con il suo avvocato, Mauro Gasperin: vuole veder risarcito quanto patito in quei mesi da incubo. Ma il processo potrebbe non iniziare mai: potrebbe infatti chiudersi tutto alla prossima udienza quando, probabilmente, sarà formalizzato il risarcimento. La difesa dell'imputato, l'avvocato Eugenio Ponti, ieri, infatti, ha estratto e mostrato al giudice l'assegno circolare di 700 euro: questo il risarcimento (comprensivo di spese legali) ritenuto adeguato
 
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Martedì 7 Novembre 2017, 11:17






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1 di 1 commenti presenti
2017-11-07 12:38:21
700 euro meno spese legali può essere come una prestazione a buon mercato. Contente le parti...