Fanatico dell'Isis vuole curarsi a Belluno
Il giudice: «Le terapie nel suo paese»

Il carcere bellunese di Baldenich

di Lauredana Marsiglia

BELLUNO - Dalla cella del carcere di Baldenich urlava: «Io sono come quelli di Berlino», esaltando così l’opera di morte degli attentatori jihadisti. Immediatamente espulso, anche perché gravato da una serie di condanne, Ismail Yachou, 26 anni, marocchino, vorrebbe tornare in Italia per concludere le cure psichiatriche alle quali era stato sottoposto a Baldenich. Il suo avvocato, Roberta Resenterra, nominato d’ufficio, ha infatti impugnato il decreto di espulsione della prefettura di Belluno, tacciandolo di “illegittimità”.

Due i diritti violati: quello alla difesa, perché non potrà partecipare al prossimo processo, e quello alla salute perché impossibilitato a preseguire le cure a Belluno. Il giudice di pace di Belluno, Fabrizio Schioppa, al quale si era appellata la Resenterra a nome del suo assistito, ha tuttavia rigettato l’istanza: «Provvedimento ben motivato, giuridicamente corretto e legittimo», ha scritto nella sentenza. In quanto al diritto alla salute è ancor più chiaro: «Irrilevanti i motivi di salute, posto che il percorso di cura iniziato a Belluno può essere continuato anche in Marocco, paese di cui è cittadino. Non c’è ragione alcuna che lo stesso debba effettuare eventuali cure con costi ed oneri a carico dello Stato italiano». 


 
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Domenica 25 Marzo 2018, 07:00






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5 di 33 commenti presenti
2018-03-27 12:34:11
Tranquilli, la Corte di Giustizia Europea ce lo appioppera' con o senza il nostro volere.
2018-03-27 07:15:14
Non ci credo. Un giudice in linea con il "pensiero" del popolo! Bravo. Per una volta devo dire bravo.
2018-03-26 12:59:48
Qui nel bellunese ancora il 17% ha votato pd e il 2,2% la Boldrini, grandi sostenitori del califfo nero. Che vergogna.
2018-03-26 10:57:28
Frequentando sale aspetto ambulatori o prelievi,si ha un inquietante sensazione sulle spese levate in Sanita', molti non le hanno mai sostenute con contributi. Certi bisognosi si piazzano, non sanno parlare italiano, ma conoscono bene solo "esenticket, precedenza me tocca".Davanti alla distributrice di biglietti di turno,esitano sempre, non sanno mai che pesci pigliare, invocano supporto..Non davanti a quella di caffe' , altre bevande e merendine.
2018-03-26 06:30:23
Sorpresa, un giudice con un po' di sale in zucca!