Cristina e la sua vita con il piccolo Jager: «Così ho adottato "bambi"»

Cristina Lucenti e Jager

di Mirko Mezzacasa

Cristina l’ha accolto come un figlio, preso in braccio, coccolato e allattato. Questo ha salvato la vita al piccolo Jager, un cucciolo di cervo che da adulto esibirà i suoi quintali e un palco di corna da fotografia. «Come quella sull’etichetta del noto superalcolico meranese dal quale ho preso ispirazione per dare il nome al piccolo». Cristina Lucenti, Kitty per gli amici, ha 29 anni, e questa battuta la ripete spesso agli amici, compresi quelli nuovi dell’Agordino, perché lei, che lavora in Luxottica, è veneziana di Noale, ma ama così tanto la montagna che ha scelto di vivere a Canale d’Agordo, in fondo alla Valle di Gares, in quella casetta che dà sul sentiero che porta alle cascate.
 


Il cucciolo di cervo è nato a fine maggio ed ha fatto la sua comparsa a Canale durante il ponte della festa della Repubblica. «Ero tornata a Noale per le festività - spiega la giovane veneziana - e al rientro a Gares, la domenica sera, mi hanno detto che c’era un cerbiatto che girava attorno casa. E il giorno dopo, di mattina, mentre mi stavo preparando per il turno in Luxottica, l’ho incontrato: accucciato dietro alla legnaia, impaurito e tutto pelle ed ossa. Sono stata fortunata, perché dopo quel fine settimana in molti si erano trovati i rifiuti abbandonati dai turisti davanti alla porta di casa. Io, invece, ho trovato il piccolo Jager».

Cristina non credeva proprio riuscisse a sopravvivere, ormai si era rassegnata al peggio viste le condizioni dell’animale rimasto senza mamma, quella naturale. Per questo non ha esitato a contattare la Polizia provinciale, la sezione cacciatori di Canale e anche il veterinario: «Credevo non resistesse nemmeno un notte, invece mi ha stupito. Dapprima ha iniziato a bere dal biberon latte di mucca, successivamente quello di capra, forse più simile al suo»...


 
 
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Martedì 8 Agosto 2017, 10:55






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5 di 5 commenti presenti
2017-08-09 06:05:38
Mi e' capitato in val di Fiemme.Dal bosco attiguo a pista Marcialonga ( ai tempo tutto era molto innevato)sbuco' femmina adulta di capriolo, che non si reggeva sulle gambe.Eravamo in un gruppetto di adolescenti.Due si fermarono accanto alla bestiola, altri si recarono in un bar vicino e subito venne allertato il guardia caccia.La bestiola venne portata a con avvolgimento di coperta in un fienile e accudita per alcuni gironi .Le notizie erano..instabili ma purtroppo non ce la fece.
2017-08-08 13:05:19
... i cacciatori amano molto gli animali. specialmente se ben cotti.. un animale senza libertà è un vivente a cui sono state tarpate le ali. va rieducato e riconsegnato alla sua foresta..
2017-08-08 12:28:35
bene...molto bene.Non e' obbligatorio per dimostrare amore per la natura e gli aninmali...scegliersi un doberman, dogo argentino, mastino napoletano...
2017-08-08 12:07:33
Auguri, piccolo.
2017-08-08 12:04:49
Bravo Daniele! Hai dimostrato una volta di più che i cacciatori amano gli animali molto di più di certi "ambientalisti" che sanno solo odiare il prossimo ed essere violenti.