Il reddito, prima di distribuirlo, bisogna crearlo. Ed è questa la priorità

PER APPROFONDIRE: flat tax, governo conte, tasse
Gentile direttore,
certamente per il sottoscritto cresciuto con valori ed etica sociale quando questa veniva non solo insegnata ma rigorosamente applicata e praticata, sentir parlare di reddito di cittadinanza, a primo impatto, viene da rifiutare un simile progetto. Ma a mente fredda e vedendo come è ridotta la nostra società giovanile, specialmente al Sud, ora approvo tale scelta. Mi spiego senza far tante analisi sociologiche populiste o progressiste, ma guardando realtà quotidiana. Da anni e anni manteniamo a 35 euro al giorno centinaia di migliaia di giovani di Stati Africani, Asiatici senza che questi ne abbiano nessun diritto. La maggior parte di loro viene qua perché sa che in Italia verranno accolti, mantenuti e sfamati. Domanda: perché questo non può accadere anche per i nostri giovani? Così almeno ci sarà quella pari uguaglianza e integrazione al lavoro che oggi non c’è. Per di più il reddito di cittadinanza costerebbe solo 780 euro, pari a 26 euro al giorno e non 35 euro.


Ilario Lama
Venezia


 Caro lettore,
comprendo lo spirito del suo ragionamento. Ma l’assistenzialismo, di qualsiasi tipo e in qualsiasi forma, va contenuto e ridotto, non allargato. Soprattutto in un paese come l’Italia. L’accoglienza dei migranti è già molto onerosa per le casse dello Stato. Va meglio gestita e organizzata, non mutuata ad altre realtà. Inoltre va fatta un’altra considerazione: si fa presto a parlare di reddito di cittadinanza o a prometterlo. Ma qualsiasi reddito per poter essere distribuito, va prima prodotto. E per produrre reddito, occorre creare lavoro. Quindi questo deve essere il primo e principale obiettivo, altrimenti non si va molto lontano. C’è poi un altro aspetto da valutare. Il reddito di cittadinanza, almeno nella sua formulazione originaria, oltre ad essere ben difficilmente sostenibile dai bilanci pubblici italiani è anche sbagliato e distorsivo come messaggio, in particolare per le giovani generazioni. Fa credere che si possa vivere, o magari anche solo sopravvivere, senza lavorare e senza dare il proprio contributo alla crescita di una comunità. Non mi sembra ciò di cui oggi abbiamo bisogno.
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Venerdì 8 Giugno 2018, 15:00






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5 di 12 commenti presenti
2018-06-09 15:01:19
Caro Direttore, sono in completo accordo con Lei per quanto afferma su un argomento tanto sconosciuto ai piu' nella sostanza quanto artatamente ideologizzato da alcuni. Vorrei aggiungere alle sue argomentazioni una constatazione derivante da una breve esperienza recente derivante da una visita nel Sud del nostro Paese. Ho compiuto, lo scorso mese, un viaggio turistico in Sicilia e Calabria. Ho visitato molti luoghi interessanti ed incontrati, negli alberghi e nei ristoranti, molti lavoratori felici, regolarmente assunti DA ANNI e collaborativi con le proprieta'. In molti casi, almeno cinque in impieghi diversi, si trattava di persone di altra nazionalita', giunti in quelle terre da Romania, Moldavia e bielorussia, e felicemente integrati. Mi e' venuto il dubbio, credo motivato, che a volte piu' che il lavoro manchi il desiderio di lavorare. Non per tutti, ma per molti.
2018-06-09 13:25:57
Diciamo salomonicamente che bisogna creare lavoro e reddito, chi si ricicla deve anche campare...giorno per giorno anche se ancora non viene assunto e lo spera dopo il corso.Poi nondeve far eloschizzionosooltre ilterzo rifiuto di proposta di un collocamento efficiente. Mi racconta amico che in fabbrica ormai e'solo prestazione di 8-10 ore..neppure il tempo per bere, mangiare un boccone ed espletare bisogni fisiologici. Chi frequenta un corso di riqualificazione professionale causa disoccupazione o mancanza di mestiere, mica puo' aspettare la eventuale futura collocazione.. a breve termine collassa...occorre un sostegno ..ma finalizzato.Poi la propensione a consumare e' piu' alta in chi non consuma che in chi ha gia'tutto, forse si leva qualche stravizio con Iva di lusso e poi mette da parte.. forse investe in attivita'innovativa , chi lo sa ...Salvini??L'eventuale sostegno alla soprvvivenza mica viene messo in banca, viene speso tutto si spera con oculatezza e finisce nel sostegno al Pil. Si chiama effetto accelerazione.Un spinta va bene per far ripartire un'auto ingolfata. Puo'servire se poi dopo la faticaccia il motore scoppietta e poi ruggisce e parte.Invece ..a volte..poco dopo si ferma o non parte prorio...come puo capitare per un reddito di cittadinanza pura elergizione a cittadini in forma ed eta' da lavoro non agganciata ad un piano..esaurito il budget, l'economia legata ai consumi rallenta e si ferma dopo la spintarella..
2018-06-09 05:48:52
Con quanto si fanno estorcere dai trafficanti .I profughi economici potrebbero intraprendere un aattivita' dove vivono ed hanno una famiglia? Forse non hanno istruzione tale da avviarli ad una professione o mestiere? Se si tratta di questo, l'EU inizi corsi scolastici nelle zone di esodo. Un esempio: Le Guide alpine Italiane e gli Alpini e Maestri hanno tenuto corsi di sci ed alpinismo in Afghanistan, Argentina e dove ci sono zone montuose ed innevate ...ed hanno poi invitato in Italia per perfezionamento giovani provenienti da quelle zone.Imparano presto e poi trovano un lavoro di accompagnatori turistici nelle loro zone d'origine.Se poi i turisti vengono rapiti e bersagliati, allora il problema e' che prima bisogna riappacificare i conflitti interni.I guerriglieri preferiscono campare con traffico di droga e rapina e tasse estorte.
2018-06-09 00:41:35
Giustissima l'affermazione del Direttore: PRIMA si crea lavoro e quindi reddito, POI si puo' pensare a redistribuirlo. Aggiungo un'altra cosa: PRIMA si riesce a rimpatriare i cittadini stranieri che non hanno diritto a rimanere in Italia (auguri ministro Salvini, ne avra' molto bisogno) e POI si puo' pensare a riallocare i soldi del loro mantenimento per aiutare gli italiani in difficolta'. Da questo punto di vista, le affermazioni di Salvini sui cinque miliardi di spesa per l'accoglienza da tagliare mi ricordano tanto quelle di chi vendeva la pelle dell'orso prima di averlo catturato.
2018-06-08 19:18:10
Come immagino milioni di miei Concittadini, anch’io sono favorevole ad una forma di sostegno per i Lavoratori che si trovano temporaneamente in difficoltà. Per le seguenti ragioni: 1- perché in molti Stati europei esiste già una forma di aiuto simile 2-perché l’UnioneEuropea ha stabilito che ogni Cittadino deve avere una somma, fissata in circa 800,00 Euro mensili, che gli permette una vita, un’esistenza minima dignitosa. 3-perché anche il Prof. Tito Boeri, attuale Presidente dell’Inps, ha fatto una proposta analoga chiamata Reddito Minimo Garantito. E sono contento che il M5S si sia fatto promotore del Reddito di Cittadinanza e l’abbia esteso anche ai nostri Pensionati, un progetto che considero di Etica e di Civiltà. Riguardo a coloro che esprimono delle perplessità sul Reddito di Cittadinanza dovrebbero a mio giudizio consultare il sito internet il Blog delle Stelle per verificarne il funzionamento.