I costi del turismo non possono ricadere solo su Venezia e i veneziani, ecco perchè la tassa d'ingresso può essere utile

PER APPROFONDIRE: ingresso, tassa, turismo, venezia
Caro direttore,
il pagamento per entrare a Venezia stabilito da qualche giorno lo trovo parte di un piano di speculazione in atto che lede la libera circolazione delle genti senza portare nulla di utile alla città. Credere di risolvere il problema dei troppi turisti che arrivano applicando una tassa per persona che arriva, promuovendo contemporaneamente la costruzione di migliaia di nuovi posti letto a basso prezzo e non risolvere il problema delle grandi navi che transitano per il Bacino di San Marco, offende i veneziani e l' umanità intera. La città più bella del mondo è violentata quotidianamente da chi la dovrebbe governare con saggezza e amore. Oramai è solamente una questione di poco tempo prima che Venezia diventi un luna park che aprirà i cancelli alla mattina per chiuderli alla sera, avendo prima distrutto la libertà di movimento del suo stesso popolo.

Armando Mondin
Preganziol (Tv)


Caro lettore,
in numerosi state scrivendo per esprimere il vostro dissenso sull'introduzione della tassa di ingresso a Venezia, decisa dal governo. Spesso questa contrarietà è sostenuta da argomentazioni serie e degne di attenzione. Vorrei però provare andare oltre la semplice contrapposizione e porre un paio di quesiti. La prima. Certamente i problemi di Venezia, che sono numerosi e complessi, non si risolvono facendo pagare a chi arriva nel centro storico un obolo più o meno consistente. È però vero che Venezia, a causa del crescente flusso turistico, sopporta costi che in larga parte ricadono sulla città e sui suoi abitanti. Penso, per esempio, all'immondizia, alla sicurezza o alla manutenzione ordinaria. Chiedo: è giusto che a pagare questi costi siano Venezia e i veneziani, che già sopportano le pesanti conseguenze della trasformazione e della decadenza della città storica? Non è più corretto ed equo che chi viene a visitare la città sia chiamato a coprire, almeno in parte, queste spese? In secondo luogo: davvero qualcuno crede ancora che esista una ricetta magica per strappare Venezia dalla monocultura del turismo e restituirle un ruolo di città? L'unicità di questa straordinaria realtà urbana richiede certamente una visione strategica apparsa assente in tutti questi anni. Questa va però accompagnata da un grande pragmatismo e dalla coraggiosa disponibilità a sperimentare anche soluzioni e percorsi nuovi e diversi. Personalmente credo che la tassa di ingresso possa essere una di questi. Certo non l'unica. Ma dividersi ogni volta, scatenando guerre di religione su ogni provvedimento, non aiuterà Venezia a sfuggire al destino di città-luna park.
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Giovedì 10 Gennaio 2019, 13:22






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5 di 11 commenti presenti
2019-01-11 12:54:49
Tanti pare non capiscano che i problemi di Venezia non sono causati dal turismo in sé, che c'è sempre stato e porta denaro ai veneziani, ma dal nuovo fenomeno del turismo di massa, che porta denaro alle multinazionali, ai venditori, per lo più stranieri, di paccottiglia cinese, di pietanze take away e a poche lobby. Quindi se si vuole salvare la residenzialità, non si deve contrastare il turismo tradizionale, di chi soggiorna nel cosiddetto centro storico per più notti se non per lunghi periodi, cercando quiete, silenzio, una parentesi di vita al di fuori del tempo, e naturalmente cultura, arte, bellezza, eleganza, raffinatezza, cose ricercate da acquistare in negozi esclusivi. Si deve contrastare invece in tutti i modi quel turismo frenetico, chiassoso, becero, proprio dei gitanti giornalieri, che sempre in maggior numero invadono la città e portano solo confusione rendendo la vita impossibile tanto a chi risiede a Venezia quanto a chi vi soggiorna. Sicuramente qualsiasi misura estemporanea come barriere o oboli non possono servire a molto se non si contrasta il turismo di massa alla fonte, mettendo fine all'apertura nella terraferma di nuove strutture e ponendo dei limiti ben precisi ai pullman, ai lancioni, alle navi, alle automobili. Ma non basterebbe neppure stabilire un tetto massimo di gitanti giornalieri per salvare Venezia dallo spopolamento e dal degrado se le istituzioni non si attivassero anche di pari passo per promuovere iniziative culturali di alto livello anziché marce podistiche et similia, e non incentivassero con opportune misure di natura fiscale e burocratica tutti coloro che, nonostante tutto, resistono ancora in una città tanto bella quanto faticosa, nei loro negozi e nei loro appartamenti. E non mettessero al contrario i bastoni tra le ruote a quegli stranieri e non solo che sviliscono l'immagine della città vendendo ciarpame.
2019-01-11 12:00:16
La tassa isolera' ancora di piu i veneziani specialmente gli anziani che non vedranno piu i loro cari amici e parenti fargli visita la domenica!...
2019-01-11 08:41:12
Perchè pago, per vedere un museo? La cultura non è di tutti? Beh, certo, la cultura è di tutti, ma un museo ha delle spese: personale, manutenzione, assicurazioni, utenze... Per Venezia è lo stesso. Tutto questo turismo ha dei costi, che non devono essere sostenuti da tutti ma solo da chi vuole vedere la città. E poi diciamo anche che facendo pagare un ingresso, possibilmente salato, questi servizi si possono aumentare. Magari aumentando anche le guardie che facciano sgomberare i criminali di varie etnie, e mettendo qualche servizio igienico in più.
2019-01-11 08:37:43
Caro Direttore, la tassa di soggiorno esiste già a Venezia, come in molte altre città d'arte o di forte richiamo turistico, questa è una tassa di sbarco! Cioè applicabile a tutti non solo quelli che vanno per soggiornarvi! Ovvero quelli che vanno per fini commerciali, per burocrazia presso uffici pubblici, per diletto di una giornata, ma veramente pensa che questo sia equo? Che Venezia possa sopravvivere (a se stessa) imponendo una tassa del genere e mettendo i tornelli (mi viene in mente la scenetta indimenticabile di Troisi e il gabelliere...) per ridurre l'impatto de turismo mordi e fuggi? Mentre a Mestre si stanno costruendo migliaia di posti letto proprio davanti alla stazione? Ma che senso ha tutto ciò? Per non parlare delle code inumane per esibire la ricevuta ai tornelli! Ma di cosa stiamo parlando...perché non fate una bella inchiesta di come sono stati spesi i soldi della tassa di soggiorno da decenni in funzione e se e quanti esercizi commerciali (alberghi, pensioni ecc.) hanno versato l'imposta al Comune?! I soldi Venezia li ha, ma per contrastare il turismo selvaggio deve coordinarci con tanti attori del turismo, dalle agenzie di viaggio alle ferrovie, ecc.e coordinare vuol dire lavorare e prima ancora avere delle idee efficienti, cosa che i nostri amministratori trovano difficile, molto più facile applicare gabelle, stile medio evo. Viva l'evoluzione!
2019-01-10 21:11:19
Continuera' ad essere piena di borseggiatori, questuanti e abusivi di ogni genere refrattari ad ogni tassa;nulla cambiera' tranne , forse, la consapevolezza dei veri turisti paganti!