Non rinunciamo alle libertà pur di sconfiggere il male

PER APPROFONDIRE: libertà, resistenza
Caro Direttore,
esporre alla vetrina digitale i figli, postandoli sui social, è una pratica diffusissima, una specie di ansia da documentazione che ci spinge ad immortalare ogni momento significativo della vita dei nostri figli. Senza capire che quest'abitudine è stupida, perché li espone a rischi.
Per i genitori sono le foto dell'amore e dell'innocenza ma per un pedofilo sono un bottino ghiotto. E difatti circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino. Molti genitori inoltre hanno profili facebook aperti, senza una protezione minima sulla privacy, per cui le loro foto sono accessibili a tutti e tutti le possono copiare. In Francia, la legge ha addirittura previsto delle multe verso quei genitori che lo fanno, proprio per tutelare l'immagine dei bambini coinvolti, che un domani potrebbero non volere che quegli scatti diventassero pubblici. I pericoli sono chiari: pubblicare una foto dei propri figli su un qualsiasi social equivale esporre quei minori di fronte a una platea di persone, spesso anche sconosciute, correndo il rischio che un pedofilo possa arrivare al minore attraverso le informazioni che ottiene dalla rete.
Renzo Bulbarella

Caro lettore,
abbia pazienza: già molti di noi hanno dovuto trasformare le loro case o i loro negozi in bunker per difenderli da ladri. Dopo gli ultimi attentati siamo costretti a fare le gimkane fra i blocchi di cemento anti-terroristi nei nostri centri storici e a sottoporci a controlli minuziosi ogniqualvolta partecipiamo a un evento pubblico. Sia bene chiaro: sono tutte precauzioni necessarie visti i tempi in cui viviamo. Ma non esageriamo: è giusto essere prudenti e usare la rete con consapevolezza, ma i genitori che raccontano sui social la vita dei loro figli non fanno nulla di male: vogliono solo condividere con altri i loro momenti di svago e di serenità familiare. A qualcuno può piacere ad altri no. Ma chi vuole farlo deve poterlo fare. Per combattere e sconfiggere il male non dobbiamo rinunciare a priori alle nostre piccole e grandi libertà, ma difenderle con le unghie e con i denti.
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Sabato 9 Settembre 2017, 05:03






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