Emigro anch'io oltre confine in cerca di rispetto per il lavoro

PER APPROFONDIRE: lavoro italia estero
Leggo con ironia l'articolo apparso sulle pagine di Treviso del Gazzettino di domenica scorsadell'allarme lanciato da una delle tante inutili associazioni di categoria per l'ennesima azienda veneta che emigra in Alto Adige portando l'esempio di una start-up che presi i contributi ha pensato bene appena le stato possibile di abbandonare la terra natìa. 

Evidentemente hanno scoperto l'acqua calda e ciò nonostante insistono con le solite proposte fumose e inutili se non per favorire gli amici degli amici. E' sufficiente leggere il trafiletto a pag.12 del numero di martedì 8 c.m. una carenza ormai cronica per capire che i problemi sono più profondi e o si risolve il sistema impresa: giustizia, burocrazia, finanziamenti... oppure assisteremo impotenti a uno stillicidio d'imprese.

Dopo anni e anni di vessazioni ho deciso di mettere il naso oltre confine e ho capito che se voglio proseguire con il mio operato dovrò anch'io emigrare dove ci sia maggiore rispetto e attenzione per chi crea lavoro e innovazione. 


Maurizio Criveller
Treviso

Caro lettore, 
purtroppo nella denuncia c'è poca ironia e molta, comprensibile amarezza. Lei denuncia problemi e disparità antiche che la crisi ha accentuato, facendo emergere evidenti disparità tra regioni di uno stesso Paese. Pubblico la sua lettera con una speranza: che qualcuno abbia il coraggio e gli argomenti per risponderle e farle cambiare idea. Temo però che nessuno lo farà. Ma se accadesse il contrario, sarò contento di esser stato smentito.
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Giovedì 10 Agosto 2017, 13:59






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5 di 11 commenti presenti
2017-08-11 11:19:48
la burocrazia italiana è demenziale e su questo non c'è dubbio. Ma ormai è anche ora di smetterla di sentire gente che non sa fare altro che incolpare "i politici", "lo stato" e "il governo" di fallimenti che spesso sono solo personali. Difficoltà ce ne sono anche all'estero e comunque le cose andranno bene quando ognuno saprà assumersi le proprie responsabilità senza scaricarle sempre sugli altri...gente che nn sa fare altro che dire che senza lo stato farebbe chissà che cosa... ma basta...
2017-08-11 09:59:07
Ci sto pensando anche io di emigrare negli ultimi 15 anni ho trovato solo aziende che non pagano ricattano in maniera plateale, ma però vedo che io sono al lumicino non riesco a risparmiare neanche un euro e i cari imprenditori pieni di problemi tasse e vessazioni comprano automobili per se e la famiglia da 70.000 euro in sù.......avessero 50 dipendenti capirei ma con 3 o 4 dipendenti come fanno?
2017-08-11 14:11:46
...e faccia l'imprenditore pure lei...noooo.... cosaaspetta???
2017-08-10 20:49:36
Mi sa chi scrive la lettera non vota Renzi perchè per il signorino di Firenze va tutto bene anzi mai stati meglio!
2017-08-10 15:39:03
Molti propongono come panacea della carenza del lavoro l'aumento di investimenti da parte dell'aziende. Purtroppo cio' stride con l'aumento del numero dei posti perche' la tecnologia e l'innovazione non fanno altro che diminuire tali posti. Quindi meno gente che lavora guadagna spende consuma. Vale a dire meno domanda per le aziende che producono da parte dei consumatori. una economia che si sta avvitando su se stessa. Unica alternativa il modello cinese di sviluppo: operai a 200 euro al mese da cui detrarre spese per vitto e alloggio con 1 suicidio alla settimana. Non e' utopia e gia' realta'.